Ieri sera alle Invasioni Barbariche si parlava di Orgoglio Terrone e tra gli ospiti c'era anche la mia (ahimè!) conterranea Pulsatilla che si è dichiarata l'anticristo di tale orgoglio perché è scappata a gambe levate da Foggia e ha aggiunto che andando a Milano ha imparato a stare a tavola. Allora, basita dall'affermazione dico a mia sorella: "Non è un peccato che questa ragazza abbia macinato centinaia di km per imparare le buone maniere?Avrebbe potuto farne solo una ventina e venire da noi a imparare il bon ton!"
Se la signorina era una selvaggia, come lei stessa ha dichiarato, non è di certo colpa di Foggia. L'ambiente può influire sul comportamento di una persona, ma credo che in linea di massima il garbo è una questione di indole e di educazione familiare. Si può vivere benissimo in un quartiere popolare e sapere come si sta a tavola e al mondo tra la civiltà.
Poi ha detto di non aver mai avuto un ragazzo foggiano perché da molta importanza alla lingua (allora perché non vai a lezione di italiano?Non è che sembri una cultrice dell'idioma) e non avrebbe mai sopportato di sentirsi dire "Sei bona", con la o chiusa. Beh, non credo che abbia mai corso il rischio di sentirselo dire. I foggiani saranno pure grezzi, ma non ciechi!
Comunque, la mia non è una difesa campanilista della mia città (non sono nemmeno di Foggia) o dei suoi abitanti. Solo non sopporto lo snobismo infarcito dei soliti luoghi comuni con cui Pulsatilla ha parlato della sua città e quella sorta di complesso di inferiorità e sudditanza con cui parlava di tutto ciò che era sopra (geograficamente) a Foggia. Ha mostrato una visione semplicistica di come al sud tutto sia brutto e negativo, al centro tutto bello e positivo.
Nel letame della Capitanata sono nati fiori come Umberto Giordano, Andrea Pazienza, Giuseppe Di Vittorio, Nicola Zingaretti, Maria Teresa Di Lascia. Peccato non possa dire lo stesso della suddetta pseudoscrittrice.
Che bello avere la conferma della propria incapacità così, con una mail!
Leggere a chiare lettere che hai sbagliato tutto, tutte le tue scelte sono state un grande buco nell’acqua.
Che bello averla quando pensi che puoi finalmente tracciare la tua strada, dare un senso a quello che fai, quando il tuo entusiasmo è alle stelle e sei convinta che il tuo destino è quello!
Che bello ricominciare tutto daccapo e non averne voglia, anche perché non c’è niente da cominciare!
Che bello essere così cretina da buttare nel cesso una borsa di studio! In fondo, non è da tutti.
Sono stata così presuntuosa da dare per scontato ciò che scontato non era. Mi servirà da lezione? Non lo so.
I
Camminando sotto una pioggia lieve ma insistente, incurantemente senza ombrello, parlando di Virginia Woolf e Sibilla Aleramo, ci avvicinano due graziose signorine e ci chiedono: sapete dove sta “Pepe”?
La mia amica: Mah, non saprei…
Una delle due: “la profumeria …*”
Stavo per scoppiare in una sonora quanto maleducata risata.
La mia amica: “Probabilmente sta in via…”
Appena si allontanano commentiamo: “Proprio le due più indicate a dare questo tipo di informazione!” e ridiamo.
Forse, ci avranno prese per due aliene, delle pazze che non conoscono una profumeria così conosciuta.
Adesso ci voglio andare anch’io da Pepe a Bari!
errata corrige: negozio di borse chic
II
Ho anche scoperto che una delle più promettenti leve della letteratura italiana (risata sarcastica) è della mia città anche se la disprezza e si abbandona ai soliti strausati cliché per di più nascondendosi dietro uno pseudonimo alquanto ridicolo.
Un libro che chiamarlo così mi sa di offesa verso gli scrittori veri, quelli che fanno veri libri.
Eh, le celebrità!
Io: “Allora, c’è speranza per tutti!”
La mia amica: “ Oh, sì”
Dopo un po’, io: “No, non c’è speranza per tutti!”
La mia amica: “Infatti, io che scrivo di letteratura dove vado?” Risate.
Io: “Eh sì, smettila di volare!” Risate.
Mi servirebbe l'Ottico di Fabrizio De Andrè, non solo per la mia miopia.
Mi servirebbero proprio lenti speciali attraverso le quali vedere cose migliori di quelle che vedo adesso e non solo con gli occhi.
Un Ottico
Prima parte:
Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali.
Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall'orbita e non voler ritornare.
Seconda parte:
Primo cliente - Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.
Secondo cliente - Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia.
Terzo cliente - Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov'è l'ape regina?
Forse è volata ai nidi dell'aurora,
forse volata, forse più non vola.
Quarto cliente - Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l'allegria
all'alba un po' di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo.
Faremo gli occhiali così!
Faremo gli occhiali così!
Ho scritto queste parole per una persona che nella sua inconsapevolezza mi ha trasmesso tanto, mi ha fatto credere che è facile abbattere il muro di difesa all’amore e cedere ad esso. Mancava poco a che mi innamorassi veramente di lui, mancava solo l’abbandono della mia fastidiosissima sempre presente lucidità.
“Riesci sempre a capovolgere la mia vita. Che diritto hai di farlo? Un momento prima, il tuo ricordo è accantonato nell’angolo delle cose quasi dimenticate, un momento dopo ti vedo e tu sei di nuovo qui, davanti a me e nel mio cuore. Ogni volta che penso di essere guarita dall’idea di te, ricompari e ripercorro nuovamente lo stesso sentiero. Perché hai tanto potere su di me? Perché ricompari e fai in modo che rimanga fulminata dai tuoi occhi? Quando l’altro giorno hai fotografato la luna quasi piena in un cielo ancora chiaro e me l’hai mostrata, ho sentito che seppur per un breve istante eravamo vicini. Lo so, non lo siamo affatto. A separarci non è la distanza, ma cose ben più pesanti e so che fra noi due niente sarebbe facile, niente sarebbe quello che spero. Alla fine, non sono innamorata di te, non lo sono mai stata. Il mio è il desiderio di giocare alla coppia con te, per vedere com’è proprio con te. Ma tu hai già qualcuno e non giochi, fai sul serio, sei innamorato davvero. Mai ti sogneresti di lasciare la sicurezza per una prova, per un gioco. Mi abbracci e non sai che vorrei che le tue braccia mi stringessero all’infinito, che le tue mani si fondessero sulla mia pelle. Sei un’ossessione, una dolce ossessione e non saprai mai di esserlo stato”.
Sottofondo musicale: Ovunque proteggi di Vinicio Capossela
Where is the ritual
And tell me where where is the taste
Where is the sacrifice
And tell me where where is the faith
Someday there'll be a cure for pain
That's the day I throw my drugs away
When they find a cure for pain
Where is the cave
Where the wise woman went
And tell me where
Where's all that money that I spent
I propose a toast to my self control
You see it crawling helpless on the floor
Someday there'll be a cure for pain
That's the day I throw my drugs away
When they find a cure for pain (x2)
When they find a cure find a cure for pain
La ragione per cui ho aperto questo blog è che volevo partecipare a un concorso di scrittura aperto solo a chi ha un blog o un sito.
Adesso è arrivato il momento di chiedervi di votare la mia raccolta di racconti. Andate qui http://www.scrittomisto.it/granpremio, cercate il mio nick e votatemi. Non importa che leggiate quello che ho scritto, anzi è meglio non farlo. Votate per simpatia, per pietà, quello che volete, basta che votate. E soprattutto non leggete gli scritti degli altri concorrenti, sennò fate paragoni e votate per altri!
A dire la verità, appena terminati i racconti mi sembravano bellissimi, adesso quasi me ne vergogno. Quindi, se volete, fatevi un giro per vedere come sono, ma votate solo se vi piacciono e date un voto giusto.
Comunque, se mi voterete vi prometto di creare un milione di posti di lavoro! Ho firmato anche il contratto!