cosa sono
Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
commenti recenti
Sottoscrizione a favore di Nichi Vendola Presidente 2010 su Facebook
archivio
categorie
links
foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
giovedì, 30 novembre 2006
Tutti I Miei Sbagli -Subsonica

Tu sai difendermi e farmi male
Ammazzarmi e ricominciare
A prendermi vivo
Sei tutti i miei sbagli
A caduta libera
E in cerca di uno schianto
Ma fin tanto che sei qui
Posso dirmi vivo
Tu affogando per respirare
Imparando anche a sanguinare
Nel giorno che sfugge
il tempo reale sei tu
Tu a difendermi a farmi male
Sezionare la notte e il cuore
Per sentirmi vivo
In tutti i miei sbagli
Non m' importa molto se
Niente è uguale a prima
Le parole su di noi
Si dissolvono così
Tu affogando per respirare
Imparando anche a sanguinare
Nel giorno che sfugge
Il tempo reale sei tu
Tu a difendermi e farmi male
Sezionare la notte e il cuore
Per sentirmi vivo
In tutti i miei sbagli
Tu affogando per respirare
Imparando anche a sanguinare
Nel giorno che sfugge
il tempo reale sei tu
Tu sai difendermi e farmi male
Sezionare la notte e il cuore
Per sentirmi vivo
In tutti i miei sbagli
Tu il mio orologio che può aspettare
E anche quando c'è più dolore
Non trovo un rimpianto
Non riesco ad arrendermi
A tutti i miei sbagli

Sei tutti i miei sbagli
Sei tutti i miei sbagli
Sei tutti i miei sbagli

postato da: animachecrepita alle ore 18:05 | Link | commenti
categoria:musica, sensazioni, canzone del giorno
martedì, 28 novembre 2006

Oddio, quel concorso su scrittomisto mi riempie di gioia! Sì, gioia! Perché so che al mondo esistono di sicuro persone mediocri al cui cospetto io farò sempre la mia bella figura! E poi che gran risate! C'è gente che ha assoldato i lettori del proprio blog per seminare pessimi voti a chiunque abbia una media superiore alla propria. Ma che facciano pure! Forse non hanno una vita al di fuori delle vuote parole per imbrattare pagine vere e virtuali. Hanno preso questo concorso come una questione di vita e di morte. Hanno assunto un assetto da guerra e sono pronti a sbranare a suon di 1 chiunque li ostacoli nella loro corsa alla celebrità. Che ridere! Non sanno che la vera arte non ha bisogno di questi mezzucci per emergere. Se è autentica, non importa quando, viene sempre fuori e non sarà un concorso on line a consacrarla.

In quanto a me, sicura di non riuscire a vincere il Nobel per la letteratura, sto a guardare e vivo di ben altre cose.

Guardo nel sole che fugge e mi porta via,
guardo nel sole fingendo la poesia.
Marlene Kuntz

postato da: animachecrepita alle ore 16:28 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri
lunedì, 27 novembre 2006

16 anni: morire non avendo visto, vissuto e sognato nemmeno la metà delle cose che bisognerebbe vedere, vivere, sognare nella vita.

16 anni: leucemia fulminante e sei morto...

Ed io ti vedo risucchiato dalla crudeltà
di un'ossessione che biancheggia
sulla tua faccia:
cammini ipnotizzato verso l'azzurrità
e verso il ponte che si staglia
e che troneggia.

Forse ti chiedi se è vero che non credi.
Forse rivedi te stesso fino a ieri,
dal giorno in cui sei nato,
in ciò che è stato e non è stato... (Marlene Kuntz-Ricordo)

postato da: animachecrepita alle ore 20:21 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri
giovedì, 23 novembre 2006
A chi crede che la vita si impara solo nelle grandi città.
Contrada Chiavicone - Vinicio Capossela
 
Gatte che si strusciano d'amore
al chiavicone
donne coi mustacchi sul mastello dei marmocchi
ruggine, rottami, robivecchi tra il catrame
passa Giacomo col carro del cartone

stravecchi spessi d'aglio e di dialetti
al chiavicone
ti guardan di sottecchi mentre tirano il pastone
abbaiano tra i tubi
incanagliati nel bidone
cani da tana guerci alla catena

squasciano le onde di lamiera al chiavicone
ronzano i mosconi sotto il manto del tendone
reti senza letto, anime mute sopra il tetto
mentre il vento non la smette di soffiar

mamma mia, mamma mia
s'è smarrita la via
pensa a me, pensa a me
qui perduto per via
solo chi cade offre la vista edificante
di rialzare il capo dal fondale sottostante


Disastro sfreccia rapido in vespetta
al chiavicone
lascia dietro nella steppa
una ventata di sabbione
e si trovan la dozzina
alla stazione di Benzina
quei ragazzi di contrada Chiavicone

sulla torre d'acquedotto s'alza il fumo del fogone
s'oscura il cielo sotto il velo nero
di carbone
bruciano gli sterpi
al rogo bruciano gli scarti
qui facciamo pulizia della ragione

bruciano i ricordi del passato al chiavicone
Mellone il matto soffia a perdifiato nel trombone
odorano di resina e di anima che crepita
gli ultimi giorni dell'umanità...

mamma mia, mamma mia
s'è smarrita la via
pensa a me, pensa a me
qui perduto per via
solo chi cade offre la vista edificante
di rialzare il capo dal fondale sottostante

bruciano i ricordi del passato al chiavicone
s'oscura il cielo sotto il velo nero di carbone
bruciano gli sterpi al rogo
bruciano gli scarti qui facciamo
pulizia della ragione

squasciano le onde di lamiera al chiavicone
ronzano i mosconi sotto il manto del tendone
reti senza letto anitre mute sopra il tetto
mentre il vento non la smette di soffiar

mamma mia, mamma mia
s'è smarrita la via
pensa a me, pensa a me
qui perduto per via
solo chi cade offre la vista edificante
di rialzare il capo dal fondale sottostante...
postato da: animachecrepita alle ore 15:56 | Link | commenti
categoria:musica, canzone del giorno
martedì, 21 novembre 2006

Ieri ho assistito ad una di quelle scene che stai lì a guradarle, ma non ci credi.

Allora, erano le 20.30 circa, quando sento un rumore sordo ma forte provvenire da fuori. Mi affaccio al balcone e vedo uno scooter a terra e un ragazzo e una ragazza che si rialzano a fatica.Un incidente. Fin qui, niente di nuovo, visto che su quella strada ne capita almeno uno ogni due mesi. Intanto, si raggruppa un certo numero di persone per sincerarsi delle condizioni dei due e chiamare i soccorsi. Il ragazzo dice che la macchina che li ha portati a sbandare e cadere è fuggita (Che pezzo di merda!), probabilmente non hanno fatto in tempo nemmeno a prendere la targa.

Dopo un po', vuoi per la paura, vuoi perchè cominciavano a realizzare di essersi fatti male i due si stendono a terra traumatizzati.

Passato un quarto d'ora: dei soccorsi ancora niente.

Nel frattempo la gente del quartiere esce dalle proprie case per accerchiare i malcapitati. Già cominciano a diffondersi le voci e costruirsi una storia parallela a quella accaduta.

Arriva la mamma della ragazza. Alè, pianti urla e quasi svenimenti da entrambe le parti. In verità, mi parevano un po' esagerate. In fondo la figlia si era fatta male solo ad una gamba, non ha mai perso i sensi, quindi credo che tutto sommato stava bene.

Mezz'ora: dell'ambulanza nemmeno l'ombra.  Mia madre commenta: "hai voglia a murì!" Cioè, avrebbero tutto il tempo di morire vista la scarsa celerità dei soccorsi.

Arrivano i genitori del ragazzo che abitano in un paese vicino. Il padre, forse nell'emozione reagisce così, quasi vuole picchiare il figlio. La madre sembrava non aspettare altro per inveire contro la ragazza. Comincia a dire che lo sapeva che sarebbe andata a finire così, che la ragazza vuole sempre che il ragazzo venga al suo paese per vedersi, lei non va mai da lui, questa storia deve finire, ecc.  A questo punto la mamma di lei non può farsi passare questo affronto senza ribattere. E così cominciano a litigare sulle responsabilità dell'accaduto.

Nel frattempo arriva l'ambulanza (erano passati 45 minuti) e carica i feriti che se ne vanno sneza essere accompagnati dai famigliari perché troppo impegnati a litigare fra di loro e con altra gente che voleva mettere pace, ma che è rimasta imbrigliata nella discussione. Non si arriva alle mani perché ci sono i carabinieri. Rimaniamo allibiti di fronte a questi genitori che si curano più di mettere i puntini sulle i che dei loro figli lasciati andare soli verso l'ospedale.

Sembrava che tutti aspettassero quest'occasione per rinfacciare un po' di cose. Sono sicura che la sceneggiata non è finita lì, continuerà nei giorni a venire. Immagino già che i due novelli Romeo e Giulietta metteranno fine alle diatribe con un gesto meno fatale di quello adottato dai veri, ma pur sempre plateale: scapperanno insieme e vivranno il loro amore lontani dalle liti, per poi lasciarsi perché in fondo il loro non era un amore così grande.

postato da: animachecrepita alle ore 19:04 | Link | commenti (2)
categoria:
venerdì, 17 novembre 2006

Pop - Afterhours

Muore la forma, il verbo ed il sapore
Muore il desiderio, la voglia e lo stupore
Muore l'idea di me che c'è nella tua mente
Perciò è meglio che tu non pensi a niente

Mentre ti uccido l'anima
Mentre ti uccido
Mentre ti uccido l'anima
Proprio come tutto il resto ha fatto già

I geniali progetti che sono tutti uguali
Ed i geniali discorsi diventano banali
Ma la cosa più strana della nostra vita
E' che scivola fra le nostre dita

Mentre ci uccide l'anima
Mentre ci uccide
Mentre ci uccide l'anima
Proprio come tutto il resto fa

E' facile andare senza guardarci in faccia
Che al 90% anche noi siamo fatti d'acqua
Mi ricordo la rabbia che hai disintegrato
E ancora non so se ti è piaciuto

Mentre uccidevi l'anima
Mentre uccidevi
Mentre uccidevi l'anima
Proprio come tutto il resto

postato da: animachecrepita alle ore 16:50 | Link | commenti (6)
categoria:musica, canzone del giorno, afterhours
mercoledì, 15 novembre 2006

Proprio non capisco perché dopo la morte  uno, che magari in vita nessuno considerava o addirittura era odiato e bistrattato,  viene innalzato a divinità e tutti corrono a tessergli le lodi. Come si fa ad essere così ipocriti? Proprio non lo so.

Se a me non piace un cantante, anche dopo la sua morte, maledirò chiunque voglia forzatamente rendermi partecipe della sua musica. Non dirò che è stato un grande cantante e che ne sentirò la mancanza.

Se a me non piace una scrittrice, maledirò i suoi libri ogni volta che li vedrò davanti e le sue idee ogni volta che ne sentirò parlare. Non dirò che è stata una scrittrice di rottura i cui libri hanno suscitato forti reazioni.

Se mi considero pacifista e antimilitarista, non mi commuoverò per la morte dei militari italiani in missione di pace (altra ipocrisia: come si può fare la pace con le armi è un mistero irrisolvibile!). Certo, mi dispiace per la morte di ogni persona, figuriamoci, ma di certo la mia coscienza mi dice di avere maggiore dispiacere per una vittima inconsapevole, piuttosto che per una che sa quello a cui va incontro. Io non mi sento rappresentata dai militari, anzi, mi vergogno di mostrare questa parte di Italia ai paesi occupati, perchè poi crederanno che gli italiani sono tutti così. L'arma non porta pace né democrazia, ma instaura solo rapporti in cui chi è armato esercita la sua prepotenza.

E poi diciamoci la verità: la maggior parte delle persone che parte per le missioni lo fa per soldi, tanti soldi, tutto denaro nostro che potremmo vedere speso per cose migliori e più alte.

Quindi coerente con le mie idee non andrò mai ad una parata militare, nemmeno avvolta da una gigantesca bandiera della pace.

postato da: animachecrepita alle ore 17:03 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri
lunedì, 13 novembre 2006
Ripassando le dita su un vecchio libro universitario, giallo e impolverato, pieno di appunti, frasi senza senso, strofe di canzoni, non ho solo ricordato, ma rivissuto le sensazioni provate quando quel libro era ancora tutto da scoprire, un meraviglioso contenitore di cose sconosciute. Sono ritornata al primo anno universitario, a quell’appartamento così pulp condiviso con cinque sconosciuti. Era una casa anomala, ex atelier di vestiti da sposa, le stanze enormi con specchi che prendevano tutta una parete, le vetrine all’ingresso, due bagni minuscoli, un divano e una poltrona rossi, una cucina inabitabile.
Ero elettrizzata dalla nuova vita ma anche molto spaventata: mi trovavo sola in una città nuova, in una situazione del tutto diversa da quelle vissute fino ad allora.
Ma da questi ricordi così vividi, emerge ancora più forte e brillante la figura di una persona che ha reso questi momenti indimenticabili, la cui mancanza , in seguito, ha reso tutto molto più cupo.
Alessandra. L’ho conosciuta per caso vicino all’università e per una serie di combinazioni fortuite siamo diventate compagne di stanze. Due perfette sconosciute che da un giorno all’altro si trovano a dividere una stanza, ambiente intimo in cui se non esiste un equilibro fra gli abitanti diventa impossibile e soffocante.
Alessandra è unica, un’esplosione di vitalità, solare, schietta. Una vera potenza. Diametralmente opposta a me. Senza accorgermene è diventata “la mia famiglia napoletana”; un appoggio affidabile che quasi maternamente ha saputo sopportare i miei continui alti e bassi, le mie acidità quotidiane, le mie lacrime immotivate; la mia compagna di cazzate e balli; l'unica che nona veva paura di dimostrare i propri sentimenti e con un abbraccio scioglieva le mie zone d'ombra.
L’unico rammarico è che mi sono accorta della sua forza, della sua influenza nella mia vita solo quando  è dovuta tornare a casa dai suoi. Ero così presa da me e da quello che mi succedeva che non vedevo quanto fosse importante.
Adesso, quando ci sentiamo o, raramente, vediamo, sembra che il filo del nostro rapporto non si sia mai spezzato. È come se non ci vedessimo o sentissimo da un solo giorno.
È un rapporto così speciale, così profondo che né il tempo, né la lontananza potranno mai scalfire.
Sarebbe bellissimo se nonostante le diverse strade riuscissimo a ritornare a vivere insieme, sarebbe un sogno nella stessa città di allora.
postato da: animachecrepita alle ore 17:27 | Link | commenti
categoria:ricordi, amiche
giovedì, 09 novembre 2006
Sarcofagia

Fu nefasta e temibile l’età del tempo
Di profonda e irrimediabile povertà
Quando ancora non si distingueva l’aurora dal tramonto
Quando l’aria della prima origine mischiata a torbida
E instabile umidità al fuoco ed alla furia dei venti
Celava il cielo e gli astri
Come può la vista sopportare l’uccisione di esseri
Che vengono sgozzati e fatti a pezzi
Non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue
Le carni agli spiedi crude

E c’era come un suono di vacche
Non è mostruoso desiderare di cibarsi
Di un essere che ancora emette suoni

Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo
postato da: animachecrepita alle ore 16:56 | Link | commenti (4)
categoria:musica, canzone del giorno, vegetarianismo
sabato, 04 novembre 2006
I VEGETARIANI VIVONO DI PIÙ E SI AMMALANO MENO DI CHI MANGIA CARNE di Umberto Veronesi (Grazia, n. 44, 7/11/2006)
Tutti i giornali in questa stagione ci propongono nuove diete per non ingrassare durante l'inverno, quando si tende a stare più in casa e a mangiare di più. lo sono vegetariano per ragioni etiche: non mi va di soddisfare la gola a spese del dolore e della morte di altri animali. Non si può restare insensibili davanti al trattamento crudele cui sono sottoposti gli animali da allevamento. Eppure, in un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce un enorme spreco economico. Il sociologo Jeremy Rifkin ne ha dato una dimostrazione in cifre: se nel mondo ci sono 800 milioni di persone che soffrono la fame è perché gran parte del terreno coltivabile viene dedicato a farvi nascere foraggio e cibo per gli animali da carne. Ogni anno sono destinate a bovini, ovini, suini e polli circa 150 milioni di tonnellate di cereali. Con uno spreco enorme, perché, se facciamo un bilancio tra quanto nutrimento s'impiega per allevare un animale e quanta resa se ne ha ai fini dell'alimentazione umana, vediamo che il conto non torna. È molto più conveniente impiegare nell'alimentazione umana un chilo di cereali (può nutrire più persone in un giorno, e non ha sprechi) che impiegarne la stessa quantità per nutrire un animale da macello. Anche la scienza da ragione all'etica. Non è
vero che la carne è necessaria al nostro sostentamento. I vegetali ci mettono a disposizione tutto quanto occorre alla vita, proteine comprese. Del resto, in termini evoluzionistici, l'uomo discende dalla scimmia e il nostro metabolismo e come il loro, che mangiano frutta, verdura e legumi. Infine, una dieta priva di carne non ci indebolirebbe: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. Non solo frutta e verdura ci farebbero bene, ma servirebbero proprio a tenete lontane le malattie. Solo tre anni fa, l'Organizzazione mondiale della Sanità attribuiva a un insufficiente consumo di frutta e legumi quasi tre milioni di decessi. Il vegetariano di solito vive più a lungo e si ammala meno.
Carnivori non avete più scuse!
postato da: animachecrepita alle ore 19:50 | Link | commenti (14)
categoria:vegetarianismo