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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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sabato, 31 marzo 2007
Camminare fra milioni di persone e sentirmi sola, di una solitudine condivisa ed esaltante. Sorridere a chi pur fissando gli occhi su di me non mi vede. Respirare a fondo l’aria sperando di portarmela un po’ a casa. Ascoltare il jazz seduta al tavolino di una caffetteria pensando solo a come è dolce perdersi nel nulla. Avere negli occhi la stessa meraviglia di un bambino che ha scoperto un nuovo giocattolo davanti a un Ukiyo-e e pensare al proprio mentore e a quanto aveva ragione a pretendere che si ricordassero i particolari. Assistere al kabuki e fare si con la testa perchè quella piece l'ho già studiata. Ingoiare urla di stupore di fronte a “Il Pensatore”, contenere sorrisi per Van Gogh, Renoir, Cezanne, Gaugin. Farmi attenta osservatrice, catturare ogni sasso del mio percorso, stampare nella memoria ogni dettaglio perché nulla vada perduto, dimenticato. Tornare a casa distrutta e avere ancora voglia di giocare e ballare con le mie cucciole. Guardare i loro occhi puri e profondi che mi hanno accettato incondizionatamente e realizzare che sarà doloroso non vederle crescere. Imparare la lingua e i costumi guardando un anime, sorprendermi a cantare canzoncine per bambini delle quali capisco due o tre parole. Alzare gli occhi al cielo, fotografare le nuvole che si intrecciano agli alberi di ciliegio ancora spogli e pensare che anche così son belli.
Lacrime sulla strada del ritorno per aver visto la prima e l’ultima alba giapponese.
postato da: animachecrepita alle ore 10:43 | Link | commenti (7)
categoria:pensieri, giappone, ricordi, vita, sensazioni, sentimenti, tokyo
lunedì, 26 marzo 2007
急げ Isoge! (sbrigati!)
Gli abitanti di Tokyo vanno sempre di fretta. Dalla mattina alla sera. In metropolitana o per strada. Al supermercato o al ristorante. Corrono corrono corrono. Li vedi percorrere infinite rampe di scale (mobili) in discesa o in salita di corsa. All’ora di punta, praticamente infinita, se non presti attenzione puoi essere travolto dall’ondata di persone che marcia sulle strisce pedonali nel senso contrario al tuo! Ma ciò che più mi sbalordisce è il fatto che si affrettano anche quando non lavorano e si stanno svagando, cioè nei parchi, nei musei, nei locali, il sabato o la domenica. Non ce n’è uno che, seduto al tavolino di una caffetteria, sorseggia il suo tè o caffé senza fare assolutamente nulla se non rilassarsi. Anche lì non restano inattivi, ma lavorano, studiano, leggono un libro. Pensano già a quando dovranno alzarsi e tornare a correre.
P1010638
お休みなさい Oyasumi nasai (Buona notte)
Sempre per la filosofia del guadagnar tempo, gli abitanti di Tokyo dormono in treno. Le poltroncine, devo dire, sono molto comode e si prestano al rilassamento ma, ho visto gente abbandonarsi ad un sonno profondissimo. Una volta una ragazzina in divisa al ritorno dalla scuola, sedua proprio accanto a me ciondolava pericolosamente la testa da una parte all’altra per poi appoggiarla sulla mia spalla. Una scena divertente e tenera allo stesso tempo. La maggior parte appena seduta si addormenta per svegliarsi solo alla fermata giusta. Ma il massimo è stato vedere della gente dormire in piedi. Un uomo nemmeno si poggiava alle pareti del treno, completamente in balia degli eventi. Davvero impressionante.
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postato da: animachecrepita alle ore 10:56 | Link | commenti (4)
categoria:pensieri, giappone, vita, sensazioni, tokyo
venerdì, 23 marzo 2007
Altrove - Morgan

Però, (cosa vuol dire però)
Mi sveglio col piede sinistro
Quello giusto

Forse Già lo sai
che a volte la follia
Sembra l'unica via
Per la felicità

C'era una volta un ragazzo
chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo
che su un piedistallo

Oggi indosso
la giacca dell'anno scorso
che così mi riconosco
ed esco

Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove

Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l'energia
per il ritorno

Lascio le parole non dette
e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch'io

Sotto le coperte
che ci sono le bombe
è come un brutto sogno
che diventa realtà

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo

Applico alla vita
i puntini di sospensione
Che nell'incosciente
non c'è negazione

un ultimo sguardo commosso all'arredamento
e chi si è visto, s'è visto

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Lascio che le cose
mi portino altrove
altrove
altrove

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni



postato da: animachecrepita alle ore 16:01 | Link | commenti (4)
categoria:musica, sensazioni, canzone del giorno, morgan
venerdì, 23 marzo 2007

Mai mettere alla prova le persone! Si finisce per rimanerne automaticamente delusi.

È quello che sai che ti uccide
o è quello che non sai
a mentire alle mani al cuore ai reni
(Afterhours- Ci sono molti modi)
 

 

postato da: animachecrepita alle ore 09:24 | Link | commenti (1)
categoria:aforismi
giovedì, 22 marzo 2007

Invisibile- Cristina Donà

Lo sai cosa penso?
E dimmi, tu hai
lo stesso pensiero
così forte,
o non puoi?

La luna è liquida
ed io mi sento

invisibile
come sempre
quando è tardi per dire
che non sopravvivo.
Invisibile
o forse
è solo una mia immagine.

Lo sai che mi perdo
nelle luci se
guardi fuori dall'auto
altre luci
troppo lontane
da me?

La luna è limpida ed io rimango

invisibile
come sempre
quando è tardi per dire
che non sopravvivo.
Invisibile
o forse
è solo una mia immagine.

Rimani,
ti parlerò del mio silenzio.
Lo sai è così reale,
ma io mi sento

invisibile come sempre
quando ti vorrei dire
che non sopravvivo.
Invisibile o forse
è solo una mia immagine.

postato da: animachecrepita alle ore 09:32 | Link | commenti
categoria:musica, vita, sensazioni, sentimenti, canzone del giorno
mercoledì, 21 marzo 2007
P1010739食べましょう Tabemashyou (mangiamo!)
I figli di Edo credo abbiano una certa fissazione per il cibo. Ogni 20 m, nelle zone più frequentate anche di meno, c’è un ristorante, un fast food, una caffetteria o una bettola. In Tv ci sono continuamente programmi di cucina o di viaggi in cui fanno vedere i piatti tipici della zona o ancora programmi in cui della gente, chissà per quale motivo, si sfonda di cibo, vagando da un ristorante all’altro e mangiando pietanze di dimensioni inumane. Le prime cose che ti chiedono è: “Ti piace la cucina giapponese? Quale piatto?” o “Dalle tue parti cosa si mangia?”, ecc. E si riempiono di orgoglio nel parlare del natto, un composto di piccoli fagioli conditi con qualcosa di filamentoso e semitrasparente che dall’odore sembra formaggio fuso, il sapore è semplicemente inclassificabile!
静かに Shizukani! (silenzio!)
Una cosa impressionante è il silenzio quasi assoluto delle stazioni metropolitane e delle metro. Solo passi frettolosi e pochissime parole bisbigliate che emergono nel vuoto assoluto. Credo sia il sintomo della solitudine di questo popolo. Forse gli italiani mascherano lo stesso disagio con favella a volontà e grasse risate. Chissà? Fatto sta che in questa atmosfera surreale i pensieri si fanno più densi e quasi assumono forme reali tangibili. Sei risucchiato in una meditazione spontanea e involontaria. Almeno è quello che mi è capitato, forse ad altri viene solo sonno.
postato da: animachecrepita alle ore 10:17 | Link | commenti (2)
categoria:giappone, tokyo
lunedì, 19 marzo 2007
Post ispirato alla lettera ad un’amica
Di ritorno da un mese e mezzo di esperienza e rinascita giornaliere. A Tokyo, lontana da un mondo che se pur mi vede aliena è quello a cui sono abituata, ogni giorno era un’avventura. Ogni azione, anche banale, era una nuova esperienza e per questo emozionante. Ero come un bambino che vede e scopre le cose per la prima volta, avevo lo stesso entusiasmo e gli stessi grandi sorrisi di stupore.
Tokyo, per usare un termine a cui i giapponesi non rinunciano a dire almeno una volta ogni 100 parole, è sugoi, cioè TERRIBILE nelle due accezioni del termine: terribilmente incantevole e paurosamente inclemente. C’è davvero, in entrambi i casi, da rimanerci stecchiti!
A prima vista ha le stesse caratteristiche di una qualsiasi megalopoli: tanta/troppa gente, grattacieli, strade immense. Ma se ti fermi ad osservare meglio, ti appare un mondo del tutto diverso. Tokyo è unica perché riesce a fondere in perfetta armonia e ad accogliere in sé forti contraddizioni come tradizione/modernità, conformismo/anticonformismo, gentilezza/freddezza, ecc., senza creare l’orribile sensazione di accozzaglia che normalmente ne deriverebbe.
Così ti capita nella metro di imbatterti in una signora che veste ancora il kimono, puoi trovare un tempio di legno inghiottito dai grattacieli, giardini di estrema bellezza in posti che mai immagineresti, uomini di affari che si soffermano ad ammirare un pruno in fiore. Queste cose già le conoscevo, ma viverle in prima persona è tutt’altra cosa, dà una grande emozione. È vivere il proprio sogno. E come Alice nel paese delle meraviglie vagavo per le strade della città con gli occhi sgranati (anche per colpa di una miopia galoppante)e un sorriso che avrà suscitato curiosità e inquietudine in un popolo che ride coprendosi la bocca (perché mai? boh).
Ora pian piano (in questo sono ancora molto italiana, anzi meridionale) metto insieme le idee e scrivo quello che ho visto e vissuto di così incantevole.
P1010605P1010601P1010613
postato da: animachecrepita alle ore 18:19 | Link | commenti (5)
categoria:giappone, tokyo
domenica, 18 marzo 2007

Bleeeeeeeh!

Quando mi riprendo, vi racconto l'avventura giapponese.

postato da: animachecrepita alle ore 16:50 | Link | commenti (3)
categoria: