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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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domenica, 29 aprile 2007

Akutagawa Ryonosuke in una delle sue opere fa dire o pensare al protagonista che la vita è un fuoco d’artificio: un istante di splendore, di meravigliosa luminosità e poi il buio. Credo che con questa metafora si riferisse anche alla brevità della vita (non era un ottimista). Ho sempre pensato a questa immagine, il concetto mi ritorna in mente ogni volta che vedo i fuochi d’artificio. Ma ieri mentre guardavo questi giochi di luce e colori ho pensato che mi sento come un fuoco d’artificio inesploso, come quei petardi che si trovano la mattina di Capodanno per le strade: bruciacchiati ma intatti, che hanno perso la possibilità di mostrare il meglio di se stessi, raggi scintillanti che colorano di dorato il buio del cielo. Solo inutilmente pericolosi.

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postato da: animachecrepita alle ore 18:06 | Link | commenti (4)
categoria:giappone
venerdì, 27 aprile 2007

Nonostante non ami particolarmente Lucio Dalla, ascoltando questa canzone per la prima volta giorni fa alla radio, sono rimasta piacevolmente colpita da un testo a tratti poetico e a tratti cattivo. Affascinante e strano come a volte spuntano fuori parole, un momento prima sconosciute, che ti si cuciono addosso come un vestito su misura.

Telefonami tra vent'anni

Telefonami tra vent'anni
io adesso non so cosa dirti
amore non so risponderti
e non ho voglia di capirti
Invece pensami tra vent'anni pensami
io con la barba più bianca
e una valigia in mano
con la bici da corsa
e gli occhiali da sole
fermo in qualsiasi posto del mondo
chi sa dove
tra miliardi miliardi di persone
a bocca aperta senza parole
nel vedere una mongolfiera
che si alza piano piano
e cancella dalla memoria
tutto quanto il passato
anche linee della mano
mentre dall'alto un suono
come un suono prolungato
il pensiero che è appena nato
si avvicina e scende giù
ah io sarei uno stronzo
quello che guarda troppo la televisione !
beh qualche volta lo sono stato
importante è avere in mano la situazione
non ti preoccupare
di tempo per cambiare ce n'è
così ripensami tra vent'anni ripensami
vestito da torero
una torta in mano
l'orecchio puntato verso il cielo
verso quel suono lontano lontano
ma ecco che si avvicina
con un salto siamo nel duemila
alle porte dell'universo
importante è non arrivarci in fila
ma tutti quanti in modo diverso
ognuno con i suoi mezzi
magari arrivando a pezzi
su una vecchia bicicletta da corsa
con gli occhiali da sole
il cuore nella borsa
impara il numero a memoria
poi riscrivilo sulla pelle
se telefoni tra vent'anni
butta i numeri fra le stelle
alle porte dell'universo
un telefono suona ogni sera
sotto un cielo di tutte le stelle
di un'inquietante primavera

postato da: animachecrepita alle ore 18:29 | Link | commenti
categoria:musica, canzone del giorno
mercoledì, 25 aprile 2007

Grazie a tutte le persone che hanno lottato e sacrificato la propria vita per la liberazione dell’Italia. Mi auguro che lo spirito che ha animato donne e uomini a non arrendersi alla barbarie nazifasciste possa ritornare e rianimarci da quell’odioso assopimento, dall’annichilimento che ci rende sordi e ottusi di fronte alla partecipazione alla vita civile.

 

[…]non so se Cate, Fonso, Dino, e tutti gli altri, torneranno. Certe volte lo spero, e mi fa paura. Ma ho visto i morti repubblichini . sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo, una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare voce a questo sangue, giustificare chi l’ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l’impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perché si capisce – si tocca con gli occhi – che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione. (La casa in collina, Cesare Pavese)

postato da: animachecrepita alle ore 14:59 | Link | commenti
categoria:pensieri, vita, sensazioni
martedì, 24 aprile 2007
Ieri trovando alcune citazioni mi è venuta voglia di ascoltare Club Privè, dei Massimo Volume. Nonostante le varie critiche mosse contro questo album,  credo che l’ultimo lavoro del gruppo contenga delle vere e proprie perle. I testi mantengono la potenza e la forza evocativa che hanno caratterizzato la scrittura di Clementi.
Era da parecchio che pensavo di postare questo brano, adesso è proprio venuto il momento. Già quando stavo a Tokio mi veniva in mente ogni volta che c’erano da fare un sacco di scalini, forse perché ero anch’io in cerca di un indizio. Ora, chissà perché, è un abito che aderisce perfettamente alla mia pelle.

Dopo che - Massimo Volume
Dopo aver scalato i quarantanove scalini della saggezza
alla ricerca di un indizio
Dopo aver rubato le battute migliori
nascosto dietro le quinte di un palcoscenico
Dopo aver indossato ogni tipo di maschera
Dopo essermi strappato la pelle
Dopo averti fatto ubriacare
Dopo avere immolato i miei giorni per te
Dopo essere entrato fino alle ginocchia nell'acqua gelida
per vederti ridere
Dopo aver ballato musica di merda
credendo di farti ridere
Dopo essermi illuso che alla fine mi avresti amato
Dopo aver progettato viaggi
Dopo averti letto i miei racconti inediti
Dopo averne accettato le tue critiche arbitrarie
Dopo averti fatto spazio nel mio letto
Dopo averti fatto spazio nelle mie vene
Dopo averti risparmiato quando ero già pronto ad ucciderti
Dopo aver preso a morsi i mobili della mia stanza
per non ucciderti
Dopo aver visto morire inosservate le mie battute migliori
Dopo averti amato
Avuto conferma di vento a favore
tolgo gli ormeggi

postato da: animachecrepita alle ore 11:01 | Link | commenti (3)
categoria:pensieri, musica, ricordi, sensazioni, massimo volume
lunedì, 23 aprile 2007

È da un po’ di tempo che non sento quell’impulso irrefrenabile di trasferire le immagini che ho nella mia testa su carta. Anzi, non ho immagini così potenti da svegliarmi la notte e desiderare di scrivere. Mi sento inaridita. La scrittura è l’unica cosa che mi innalza dalla mediocrità che incombe, mi riacciuffa per i capelli quando sto sprofondando troppo in me. È un modo per rimanere in vita. Non sto parlando di vita intesa come esistenza, credo che sopravvivrei anche senza scrittura, ma certo sarebbe più dura e perderei del tutto il senso di me.

Ho bisogno di ritrovare quel guizzo, quella scintilla che mi fa emozionare fino alle lacrime e gioire della mia fantasia, quella che non mi fa sentire fame, non mi fa dormire. Ho bisogno di nutrire ancora i miei sogni, lasciarmi trasportare dalle parole, cullarmi con il loro suono. Ritrovare quel senso di pienezza che solo la scrittura sa darmi. Solo la scrittura mi accende il cuore, mi consola quando non c’è niente da salvare e mi esalta quando sono contenta.

Rivoglio la mia scrittura!

[…]Non so come a volte le braccia non si stacchino dal corpo per la stanchezza, e come la testa non vada in pappa. Faccio una vita aspra, deserta di qualsiasi gioia esteriore, senza nient’altro per sostenermi che una rabbia permanente, che a volte piange di impotenza, ma che è costante. Amo il mio lavoro con un amore frenetico e perverso, come un asceta ama il cilicio che gli raschia il ventre.

A volte quando mi sento vuoto, quando l’espressione si nega, quando, dopo aver scarabocchiato lunghe pagine, mi accorgo di non aver fatto neppure una frase cado inebetito in una palude interiore di noia. Mi odio, e mi accuso per questa demenza orgogliosa che mi fanno affannare dietro una chimera. Un quarto d’ora dopo è cambiato tutto, e mi batte il cuore di gioia.[…](Gustave Flaubert, Lettera a Louise Colet, 24 aprile 1852)

postato da: animachecrepita alle ore 10:46 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, vita, sensazioni, sentimenti
sabato, 21 aprile 2007

A te che non capisci un cazzo di me

How to disappear completely - Radiohead



That there
That's not me
I go
Where I please
I walk through walls
I float down the Liffey
I'm not here
This isn't happening
I'm not here
I'm not here

In a little while
I'll be gone
The moment's already passed
Yeah it's gone
And I'm not here
This isn't happening
I'm not here
I'm not here

Strobe lights and blown speakers
Fireworks and hurricanes
I'm not here
This isn't happening
I'm not here
I'm not here

postato da: animachecrepita alle ore 18:37 | Link | commenti
categoria:pensieri, visioni, vita, sensazioni, sentimenti, canzone del giorno
sabato, 21 aprile 2007

Capita che un giorno, nonostante gli scazzi quotidiani, le incazzature perenni, il costante senso di inadeguatezza, quell’inquietudine (che tanto) sottile (non è), leggendo una mail inaspettata, un messaggio,  una lettera scritta a mano o un biglietto, ti riappropri di un benessere quasi dimenticato. Ad un tratto diventi una persona speciale perché qualcuno ha usato due o tre parole meravigliose nei tuoi confronti.  Per un momento, che vorresti far durare in eterno, credi davvero di essere quella persona straordinaria che è vista solo dagli occhi “remidici” delle tue amiche e non ti capaciti del fatto che loro possano vederti così, proprio  te che ti senti sempre una grande idiota.

postato da: animachecrepita alle ore 16:22 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, sensazioni, amiche, sentimenti
venerdì, 06 aprile 2007
Avrei tanto voluto conservare le amicizie d’infanzia. Quelle che agli altri restano per tutta la vita. Quelle che è bello ritrovare dopo molto tempo, quelle che ti ricordano chi eri e cosa volevi. Io in questo ho fallito. Dopo gli sforzi fatti per mantenere tali amicizie, mi sono arresa al fatto che è tutto inutile perché non rimangono che ricordi, tiepido affetto e interessamento di circostanza. È come se la persona che ha coltivato tali rapporti non fossi io e non mi capacito di come abbia potuto per tanti anni credere in persone che non hanno nulla a che vedere con me. Nessuna comunione di intenti, nessuna empatia, nessuna affinità. Ma ciò che mi sconvolge è che solo ora mi accorgo che non c’è stato mai nulla di tutto questo. Su cosa si basavano i miei rapporti allora? Forse su un sentimento simile a quello che si nutre tra parenti stretti, ma senza il richiamo del sangue e meno forte visto che si è affievolito col passare degli anni.
Ieri la dimostrazione di quanto detto. Mentre parlavo con quella che è stata la mia migliore amica sentivo montare in me una rabbia per le sue parole, così vuote, così distanti da me. Banalità su banalità, discorsi qualunquisti e tanta ipocrisia. Anche da parte mia. Mi sono sentita uno schifo.
Poi però ho sentito una mia “nuova” amica e ho ripreso possesso delle mie parole, di quella che sono veramente. Ho pensato che nonostante tutto non era un male perdere per la strada delle persone, perché alla fine se ne trovano altre. Nel mio caso lo scambio è stato più che vantaggioso.
 
Chiameremo nuovi numeri e avremo altri nomi
e altri modi per perderli di nuovo
(Altri nomi- Massimo Volume)
postato da: animachecrepita alle ore 15:51 | Link | commenti (10)
categoria:pensieri, ricordi, vita, amiche
giovedì, 05 aprile 2007

Post  - Marta sui Tubi

Dimmi dimmi dimmi
Com’è stato masturbarti col mio pene?
Come per me una sega tra le tue gambe?
Si conosco questa solitudine
E gli esercizi di eleganza delle nostre articolazioni
Serve si serve l’afa di una notte nuda
Per far evaporare la noia attraverso una sigaretta
Che non si spegne mai non si spegne mai..
È alta sartoria in questi ricami imbastendo strati su strati di necessità
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
E molle sotto i piedi di una improvvisazione
Ghiri gori per riempire la tela avanzata ad un bravo pittore
Domande per rispondere a domande senza risposta
Bugie decise indossate con tanta grazia da
Non farmi sembrare nudo
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni

postato da: animachecrepita alle ore 18:07 | Link | commenti (4)
categoria:musica, canzone del giorno, marta sui tubi