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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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martedì, 31 luglio 2007

I giorni della monotonia - Franco Battiato

Stavi giù distesa sopra il letto
e ti lasciavi andare come alla deriva
passavamo così attraverso impervie vie
i giorni della monotonia
tutti e due le labbra sulle tue
gli attimi vissuti intensamente
sono spenti
Stare insieme a te fu il delirio
di una storia della nostra estrema diversità
e mi innamorai ossessivamente
per distruggermi "..stringimi.."
mi sussuravi piano: "caro amore"


Giorni di immensa meraviglia
e giorni di cattività
tra noi due poi scoppiò il diluvio

Lux eterna domine in excelsis deo

Passavamo così attraverso impervie vie
i giorni della monotonia
tutti e due le labbra sulle tue
gli attimi vissuti intensamente
sono spenti

Sto con me tra noi due ho scelto me

postato da: animachecrepita alle ore 18:13 | Link | commenti
categoria:musica, canzone del giorno, franco battiato
lunedì, 30 luglio 2007

Napoli ha saputo ancora una volta regalarmi un avvenimento che chiamarlo emozionante equivarrebbe a svilirlo.

Ieri ho assistito a uno dei più bei concerti della mia vita, per intensità e trasporto e per qualità. Finalmente il sogno si è avverato e lo ha fatto nel migliore dei modi.

Battiato dal vivo ti lascia senza parole e ti trascina irrimediabilmente (ne è un esempio il fatto che alla fine non siamo riusciti più a stare seduti, ma abbiamo dovuto muoverci a ritmo delle canzoni storiche), la sua presenza scenica e la sua intonazione sono sorprendenti. La scelta delle canzoni e la loro successione è stata un crescendo di perfezione. Ha aperto con Haiku: era solo in scena, seduto, dietro di sé teli come paraventi con giochi di ombre floreali che celavano i musicisti. Ad ogni canzone scendeva giù un telo e si aggiungeva un elemento in più alla musica: pianoforte, archi, chitarre, e così via. P1010889

Anche farsi accompagnare da un gruppo punk, le Mab, è risultata giusta. Canzoni come Shock in my town, Tra sesso e castità e quelle del nuovo album (tra le quali spicca Niente è come sembra) nella dimensione live sono potenti, molto rock, il che non dispiace affatto.

Ha fatto due bis e la gente non era ancora stanca di applaudirlo e acclamarlo, di ballare e di cantare, anzi si sentiva nell’aria una richiesta tacita: resta con noi, non siamo ancora ebbri della tua poesia e del tuo genio.P1010893

Insomma, andare al suo concerto mi ha rimesso in pace con il mondo, mi ha scrollato via preoccupazioni e altri pensieri, e un sorriso carico di emozione mi ha accompagnato per tutto il tempo.

P1010917Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.

postato da: animachecrepita alle ore 17:17 | Link | commenti (5)
categoria:pensieri, musica, vita, sensazioni, sentimenti, franco battiato
lunedì, 23 luglio 2007

Ritorno a casa

Il tornare non è mai stato così felice come questa volta.  Avevo proprio voglia di ritrovare le mie cose, di sentirmi a casa, della mia vita sul pavimento, delle mie lenzuola, della mia tazza, di non sentire discorsi fintamente intellettuali, di non avere persone false intorno a me, di non dovermi comportare diversamente da quella che sono. In una parola, di essere libera.  Adesso mi sono riappropriata di sogni che avevo accantonato e chissà che questa volta non trovi il coraggio di realizzarli.

 

Veronesi, bella gente

Premessa: quello che dirò in questo post deriva da un’esperienza del tutto personale, quindi non generalizzabile. Perché penso che se tra le persone di Verona che ho incontrato la maggior parte è come andrò a scrivere è solo una sfortunata coincidenza.

Vorrei parlare dei veronesi sparagnini, bramosi di accumulare quanta più ricchezza possibile per pagare o mantenere una casa in quel cimitero dell’edilizia che è borgo Trento, massa informe e lugubre di mattoni e vegetazione o per farsi 15 giorni di vacanza per poi vantarsi con chiunque. Hanno mille trucchetti per risparmiare e ammonticchiare risorse come la formica della fiaba. Certo, se non sono loro a dover  elargire denaro allora evviva lo scialo e gli affitti carissimi!

Il taccagno veronese è quello dal sorriso facile e dall’eloquio amabile, ma sotto sotto ha nascosto un contatore, giurerei al posto del cuore, con il quale calcola il guadagno che può ricavare da te, quanto gli puoi fruttare. Ma se sgarri, se non rispondi alle sue esigenze, tira giù la maschera e ritira anche la finta gentilezza. Si chiude nella paura che lo possano derubare, erge palizzate dotate di antifurto intorno al proprio orticello, mette i gioielli in banca e non esce per paura dell’invasore, addestra i cani alla sua stessa diffidenza.

E allora, lunga vita a chi non ha timore che l’altro lo possa fregare, gli possa rovinare la mercanzia, consumare le forniture!

Perché affliggersi con l’accumulo e il controllo, il calcolo e la difesa?

 

Singhiozzi di vita

Verona, due mesi passati, la professione di editor, le case editrici fasulle, la borghesia scaligera, il finto compagnume, il sindaco leghista (per la miseria!), la luce come un rosso abbraccio, l’Adige eloquente, Castelvecchio e i chitarristi davanti al sole al tramonto, via XX settembre vince su piazza Erbe per umanità, piazza Erbe è bella senza il popolo dello spritz, piazza Dante e la gioventù annacquata, la collega siciliana, i discorsi ai bordi delle strade, le confidenze al gusto di vino bianco, i dibattiti politici alla birra, una casa che non è casa, le carezze che non sono carezze, Angelo che va via dai miei pensieri senza bisogno di scacciarlo violentemente, altri pensieri che affollano la vita, Vinicio Capossela all’università (magnifico più del rettore), un professore di antropologia imbarazzante, un inedito e due canzoni stupende e ancora parole, Sottoriva, il pranzo con l’autore, le discussioni sulle modifiche, le recensioni, dialoghi telefonici con scrittori, l’autorità gratuita di dire “no, non va bene” ed essere ascoltata, Vicenza, gli amici che diventano sempre più amici, mici come nipotini pelosi, Sesto al Reghena, Afterhours in acustico, ispirazione e malinconia, gioia e solitudine, condivisione di esperienze, nuove versioni, immagini e suoni da rimanerci secca, giardino desolato, bagnato dal sole inclemente, asciugato dal vento benevolo, stabilità ambita e rifuggita, voglia di perdersi e ritrovarsi, smania di contatti amichevoli, di estraniazione totale, stella cadente vista in piazza dei Signori e nemmeno un desiderio a portata di mano.

postato da: animachecrepita alle ore 17:16 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, ricordi, visioni, vita, sensazioni, sentimenti