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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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mercoledì, 31 ottobre 2007

Sere fa ho rivisto Train de vie, il più bel film sull’olocausto che abbia mai visto, anche se dell’olocausto rappresenta un’alternativa. Il finale è triste, ma vale la pena vederlo perché è anche molto divertente. In questa seconda visione mi è rimasto impresso un passaggio che non avevo notato la prima volta. È un monologo fatto dal matto (non scemo) del villaggio -un personaggio davvero estroso e geniale- per sedare una stilizzata lite tra due diverse ideologie.

Eccolo.

 

postato da: animachecrepita alle ore 16:19 | Link | commenti
categoria:varie ed eventuali, pensieri, cinema, visioni, sensazioni, sentimenti, sottolineature
venerdì, 26 ottobre 2007

Milano circonvallazione esterna - Afterhours

Se volessi modificherei il mio viso

e ripartirei da zero,

ma sarebbe come arrendersi

a quello che non sono,

non sentirmi libero...

 

Questa canzone ha un effetto estatico-catartico su di me, una specie di trance.

PS: in questo live c'ero anch'io. Che novità!

postato da: animachecrepita alle ore 20:03 | Link | commenti
categoria:pensieri, musica, visioni, vita, sensazioni, sentimenti, canzone del giorno, passione, afterhours
lunedì, 22 ottobre 2007

Quando mi chiedono consigli letterari, il primo nome che mi viene in mente è Kawabata. Credo sia l’autore, che dal punto di vista stilistico e contenutistico, si avvicini all’idea di giapponesità che più mi piace. Il fascino di Kawabata sta nella sua particolare sensibilità e nella sua sensualità, mai fisica, ma evanescente. Come evanescenti sono i suoi personaggi, che vivono senza eroicità né drammaticità, sempre sospesi tra ricordi e pensieri, in un intersecarsi di passato e presente, avvolti da un’indecisione perenne.

 

Un brivido scosse Shimamura. La pelle d’oca gli salì fino alle guance. Le prime note aprirono nelle sue viscere un vuoto immenso, trasparente, e in quel vuoto echeggiò il suono dello samisen. Sussultò – o, meglio, si sentì precipitare  come sotto un colpo ben assestato. Preso da un sentimento quasi di riverenza, battuto dalle onde del rimorso, senza difesa, quasi privo di forze – non gli restava che abbandonarsi alla corrente, al piacere di essere trascinato dovunque Komako lo volesse portare. (Il paese delle nevi – Kawabata)

 

 Questo passo mi fa vibrare ogni volta che lo leggo. Komako è un personaggio incantevole, ha la capacità di trascinare Shimamura con le sue note, lasciarlo senza forze e volontà proprio per il potere della sua arte.

postato da: animachecrepita alle ore 18:16 | Link | commenti (8)
categoria:pensieri, giappone, ricordi, sensazioni, sentimenti, passione, sottolineature, lettere vive, brano del giorno
sabato, 20 ottobre 2007

Tra cinque minuti - Morgan

Tra cinque minuti
Mi richiamerai
Nel frattempo
Scrivo una canzone

Tra cinque minuti
Spero che mi dirai
Che fine abbiamo fatto noi

Ma il futuro proprio non va
Considerato..
Chiudo gli occhi e ci sono io
Che raccolgo me stesso
E assomiglio ai muri
Che trattengono i rumori
Le parole che aspetto adesso
Spero non mi facciano male...
Anche se fossero vere...

Una promessa da mantenere
Un'occasione da onorare

Tra cinque minuti
Silenziosi significati
Tra cinque minuti
La differenza tra il dire e il fare
Chè non si può baciare
Da una distanza continentale..

Ma lo spazio proprio non va
Non va considerato
Chiudo gli occhi e ci sono io
E niente è cambiato

Tra cinque minuti
Che oramai non ho contati
Pazientemente un attimo si attende...
..eternamente..

Cinque minuti...
Cinque minuti....
Cinque, cinque minuti....
Cinque minuti.....
Cinque minuti..
...che non sono mai arrivati....!


 

postato da: animachecrepita alle ore 16:02 | Link | commenti (2)
categoria:varie ed eventuali, pensieri, musica, visioni, vita, sensazioni, sentimenti, canzone del giorno, passione, morgan
giovedì, 18 ottobre 2007

Don't get any big ideas
they're not gonna happen

 

Cammina per strada decisa senza guardarsi intorno. Gioca con i capelli arricciandoli intorno al dito portandoli sotto al naso. Odorano di mente, il suo shampoo. Ancheggia senza mascherare la sua femminilità. Oggi Maria Goretti è rimasta a casa. Niente tenuta da novizia né comportamento da signorina bon ton. Solo un vestito nero e una spalla nuda. Le bastano dieci centimetri di tacco per vedere il mondo da un’altra prospettiva. Ha fame.  In realtà, più che fame è consapevolezza di non avere più nulla da perdere, né da tradire.

 

You paint yourself white
and feel up with noise

 

Arrivata in aula decide di evitare il solito posto e si mette in seconda fila. L’istruttore è già arrivato, corregge i test di alcuni studenti. Appena si siede, pronto per iniziare la lezione, si accorge di lei e trasale. Non ha mai visto quella ragazza che lo sta guardando con occhi da gatta affamata, pensa. Poi la osserva meglio e la riconosce: è quella che sta sempre in un angolo. Ma oggi è diversa. A parte l’abbigliamento e il trucco, c’è qualcosa in lei che la rende allettante.

Intanto, nessuno dei due distoglie lo sguardo.

Vuoi giocare?, sembra dire lei.

La micetta vuole divertirsi, pensa lui.

 

Alla fine della lezione, lei si avvicina per fargli correggere il suo test.

L’istruttore guarda il nome sul foglio e lo ripete.

“È arrivato il tuo foglio rosa”, dice.

“Bene”, fa lei.

Quindi se vuoi puoi cominciare le lezioni di guida.

“Anche stasera?”

“Se ti va…”

“Mi va”, dice. E si allarga in un sorriso.

È fatta, pensa lui.

“Allora andiamo.”

 

but there'll be something missing

 

Nella macchina insieme a loro ci sono gli altri allievi, ma sembrano non farci troppo caso. Lui è sicuro nelle indicazioni e nelle direttive.

Tornati davanti alla scuola, lui fa scendere tutti gli altri e rimanere solo lei con la scusa di spiegarle ancora qualcosa.

Ormai soli e lontani da occhi indiscreti, lui comincia a parlare.

“Sai, stasera non ti ho riconosciuta subito. Sei diversa …”

“Diversa?”

“Oggi hai qualcosa di particolare, lo sguardo, il tuo modo di fare … non so … Le altre volte eri…”

“Le altre volte non ero io.”

“Cosa?”

“C’era mia sorella gemella, quella a modo, discreta, seria. Ma adesso l’ho mangiata e posso fare quello che voglio.”

Ride.

Ridono.

 

“Andiamo a mangiare qualcosa?”, chiede lui.

“Non ce n’è bisogno.”

Non devi portarmi al ristorante per ottenere quello che vuoi, pensa lei.

“Allora dove si va?”

“Un posto vale l’altro”, sembra essersi spazientita.

 

L’auto percorre una strada di campagna. Lui sembra conoscerla, forse le porta tutte in questo posto. Accosta vicino a una vigna.

“Ti piace l’uva?”, chiede.

Senza sentire la risposta, scende dalla macchina e ne raccoglie un po’.

Intanto anche lei esce. Lui si avvicina e la imbocca, chicco a chicco. Lei lascia fare in silenzio, ma non smette mai di scrutarlo, nemmeno mentre questi accende una sigaretta e gliela passa.

“Non fumo più”, dice.

Allora ridammela. Le toglie di bocca la sigaretta e la butta. Schiaccia la ragazza vicino alla portiera dell’auto e la bacia.

Lei guarda il suo corpo come se fluttuasse fuori da esso e nella sua mente prendono forma i versi di una canzone.

 

Now that you've found it, it's gone
Now that you feel it, you don't
You've gone off the rails

 

Tutto quello che fa, ogni azione che compie pare essere immateriale, inconsistente. Continua a sentire quella canzone, e i respiri e le parole della persona che la sta baciando, spogliando, toccando, spingendo sono solo ronzii quasi impercettibili.

 

Un piacere sordo la riconduce nel suo corpo.

Le resta solo l’odore dolciastro di vita.

 

You'll go to hell for what your dirty mind is thinking

PS: il nuovo lavoro dei Radiohead è stupendo, non c’è niente da fare, riescono sempre a colpirmi. La musica, il ritmo, la voce di Thom Yorke mi prendono lo stomaco e buttano fuori ciò che fa fatica a uscire. Viaggio stupendo, sempre più emozionante. Lo ascolto e mi ritrovo. Sensazioni uniche.

postato da: animachecrepita alle ore 17:29 | Link | commenti
categoria:parole, pensieri, musica, visioni, vita, sensazioni, canzone del giorno, passione, radiohead
domenica, 14 ottobre 2007

La notte dell'undici ottobre - Massimo Volume
Improvvisamente stanotte
la stanza s'è riempita dei miei amici d'infanzia
Ognuno di loro teneva con una mano
quello che restava dell'altro braccio
amputato fino al gomito
Immobili
tenevano lo sguardo rivolto verso il soffitto
la bocca spalancata
Qualcosa in quella scena sembrava accusarmi
Sono io la causa di tutto questo?
Ho avuto paura e ho cercato numeri di telefono
ma le cifre sbiadivano sotto i miei occhi
e ogni numero era occupato
e ogni numero era sbagliato
Nudo
ho premuto il mio corpo contro il vetro della finestra
affacciata su troppa notte
credendo che tutto questo non avrebbe mai avuto fine
Bologna
la notte dell'11 ottobre



postato da: animachecrepita alle ore 18:23 | Link | commenti (7)
categoria:pensieri, musica, visioni, sensazioni, sentimenti, massimo volume
giovedì, 11 ottobre 2007

Non pensavo a  David da molto tempo. È stato come se al ritorno in Italia avessi cancellato quella tessera di Giappone che comprendeva lui. Tra tutti i ricordi quelli legati a lui erano stati risucchiati per poi ritornare qualche notte fa sottoforma di sogno. Improvvisamente tutto è tornato al proprio posto lucido e chiaro come se non fosse passato nemmeno un giorno e ho sentito l’esigenza di raccontarlo.

Quella domenica piovosa fu la più oziosa, ma anche la più bella. Eravamo completamente in balìa delle nostre seti e una volta ebbri ci ritrovammo su quel tatami a immaginare cosa facesse il resto del mondo fuori ascoltando a ripetizione “Where is my mind?” dei Pixies.

 

“Se tu rimanessi ancora un po’ qui, potrei considerare la possibilità di amare due persone.”

“Se rimanessi ancora un po’ qui, ti accorgeresti dell’assurdità appena detta”

Stop.

postato da: animachecrepita alle ore 16:44 | Link | commenti
categoria:pensieri, musica, giappone, ricordi, vita, sensazioni, sentimenti
mercoledì, 10 ottobre 2007

Ci perdemmo a Shinjuku. Non riuscivamo a trovare la stazione della metropolitana. Incontrammo tutte le altre stazioni, quella della JR Line, la Seibu, ma l’unica a noi utile si nascondeva ai nostri occhi. David sapeva quattro parole in croce di giapponese, quindi il compito di chiedere informazioni gravava unicamente su di me. Avevamo passata la mattinata allo Shinjuku gyoen, a passeggiare nella zona orientale del parco e avevamo pranzato sotto i pruni in fiore facendoci riscaldare dal sole quasi caldo dei primi giorni di marzo. shijuku gyoen

David era un ragazzo schivo, che rispondeva nelle ore di lezione in maniera imbronciata, non volendo mettere in mostra la sua poca propensione al giapponese, ma poi nelle pause si rivelava cordiale e disponibile al dialogo. I suoi “Genki?” (cioè, tutto bene?) strascicati erano ormai famosi nella nostra classe. Una mattina arrivai con un po’ di anticipo e lo trovai già al suo posto. Così cominciammo a scambiare quattro chiacchiere e visto che mi aveva incuriosito il tema sulla sua città, gli chiesi qualcosa in più. Era di Seattle e mi sarei aspettata che parlasse del grunge  e dei Nirvana, invece parlò di Jimi Hendrix nato anche lui lì. Aveva un modo buffo di parlare con me, mentre mischiava inglese e giapponese si stringeva nelle spalle come se avesse freddo o dovesse proteggersi da qualcosa di invisibile, sorrideva e si accarezzava la nuca. Io continuavo a fissare i suoi occhi di un azzurro irreale, e dopo un po’ dovetti spiegargli che lo stavo guardando insistentemente perché mi piaceva il colore delle sue iridi.

E così ci ritrovammo la mattina successiva al parco e successivamente persi per le strade di uno dei quartieri più caotici di Tokyo. Alla fine trovammo una signora molto gentile che ci accompagnò a destinazione e potemmo arrivare con circa un’ora di ritardo a scuola.

Il fotografo israeliano già faceva congetture sul nostro arrivare insieme, per di più in ritardo e gli altri lo seguivano. Ma io facevo finta di niente mentre prendevo i libri e da brava scolaretta seguivo la lezione e lui continuava a dire “Sono già fidanzato”. Era fidanzato e lo sapevo. Proprio non pensavo che fra noi potesse nascere qualcosa di più del semplice frequentarci, tanto per fare qualcosa.

Dopo quella mattina ci vedemmo altre volte, soprattutto dopo la scuola. Ci rintanavamo da Starbucks o ina bettola e tra un ideogramma e un caffè o una birra ci scambiavamo la musica e tra una canzone e un’altra finimmo in una domenica pomeriggio sdraiati sul tatami di casa sua a bere saké e a guardare fuori dalla verana a vetri la pioggia cadere sui tetti rossi e blu, sui giardini, sulle cassette della posta, sulle persone e le biciclette di Chiba.  

 

 

 

君 待つや                     Aspettandoti

(kimi matsu ya)         

また 木枯らしの           il vento gelido già

(mata kogarashi no)          

雨に なる。          è diventato  pioggia

(ame ni naru)         

Masaoka Shiki

 

 
postato da: animachecrepita alle ore 11:11 | Link | commenti
categoria:pensieri, giappone, ricordi, vita, sensazioni, sentimenti
martedì, 09 ottobre 2007

cioé a me e alle mie amichette concertose.

Consiglio di guardare e ascoltare Tutto fa un po' male, Elymania, Rapace, Milano... e i bis.

postato da: animachecrepita alle ore 16:25 | Link | commenti
categoria:musica, vita, sensazioni, passione, afterhours
domenica, 07 ottobre 2007

Capita che ti viene in mente una canzone e lei ti apre la strada a cose nuove.

È successo ieri. Appena montato il nuovo lampadario della mia camera, oltre a compiacermi di me stessa, si è intrufolata nei pensieri Lanterne rosse di Vinicio Capossela, forse perché il lampadario ha, come la canzone, un tocco di Oriente.

Capita che da tempo hai in testa l’immagine di un incontro, come se vedessi la scena di un film ancora da girare, e una sera a caso, questo incontro si manifesta inaspettato e insperato.

Capita che quando ti convinci che non esiste magia, accadono piccoli prodigi che ti fanno ricredere e alzare gli occhi di nuovo al cielo.

Così capita che la canzone ascoltata nella tua testa per tutto il giorno, proprio per una bizzarra coincidenza, è la prima che ascolti insieme alla persona che non avresti mai immaginato di incontrare e passi la sera nel furgone hippy dei tuoi sogni a guardare i fulmini che si scatenano su quel paese che tanto odi ma che ogni tanto si rivela meno ripugnante.

postato da: animachecrepita alle ore 17:27 | Link | commenti (2)
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