E un cordiale fanculo ad un altro Natale.
(Canto di Natale. Modena City Ramblers)
E un cordiale fanculo ad un altro Natale.
(Canto di Natale. Modena City Ramblers)
Visto che si sta avvicinando il natale, e si sa, è il periodo della bontà e della pace, perché non tirare fuori il simpatico argomento dell’ingerenza della chiesa cattolica sulla politica e la vita intera dell’Italia e dei suoi cittadini? Era da un po’ che covavo la questione e adesso mi pare il momento di andarla a trattare, per quanto mi sia possibile fare con i miei poveri mezzi.
C’è un libro che ancora non ho letto ma che pare interessante(sarà al più presto mio), “Perché non possiamo essere cristiani meno che mai cattolici”, scritto da un certo matematico, Odifreddi, che da quello che ho potuto costatare dalle interviste rilasciate dall’autore, spiegherebbe molto bene tutti i meccanismi perversi adottati dalla chiesa, i suoi insolvibili paradossi, il volersi mischiare in cose che non le competono. Di argomenti con i quali affossare le stupide convinzioni del cattolicesimo ce ne sarebbero a milioni, ma non è questo che mi interessa. Ognuno sia libero di credere in ciò che vuole, nonostante credere in un dio così equivale, secondo me, a credere agli asini che volano. Semplice questione di fede. Non si può certo spiegare con la ragione le questioni della fede. Ecco il punto: come la razionalità non può mettere bocca ai temi religiosi, così la religione non può e NON DEVE intromettersi in cose che esulano dal discorso della spiritualità. Dicono bene gli scienziati e i pensatori quando affermano la netta separazione fra religione e scienza. Il sacro, lo dice la parola stessa, è staccato dalla vita umana, è altro rispetto al mondo reale. Ecco perché l’avvicinamento dell’uomo alla dimensione divina è sempre regolata da riti che non fanno altro che segnare il confine esistente tra uomini e dèi.
Dunque, la volontà della chiesa cattolica di interferire nelle faccende umane, e più specificatamente (ahimè) in quelle italiane è un abuso che non andrebbe tollerato, ma che invece viene visto come normale e addirittura necessario per contrastare la presunta deriva morale società. Ecco che quando ci si mostra critici nei confronti di questo meccanismo si è subito tacciati di blasfemia e tacitati. Così siamo tornati senza nemmeno rendercene conto ad un buio medioevo in cui la religione indica in maniera dittatoriale le linee “morali” da seguire, in cui il progresso è sottomesso ad essa.
È possibile che un Paese, presunto civile, possa avere una vergognosa legge sulle cellule staminali e sulla fecondazione assistita come la “nostra” (si fa per dire) legge 40? È possibile che l’Italia non possa avere una regolamentazione delle coppie di fatto? Perché un laico dovrebbe rispettare regole che non gli appartengono, che non sente proprie, che vanno addirittura contro ciò che crede? Perché dovrebbe vivere nel nome di qualcosa o qualcuno in cui non crede?
La cosa più scandalosa è il potere della chiesa negli affari politici italiani. Non esiste politico che si metta o possa mettersi contro il colosso vaticano. Addirittura c’è il rischio di far cadere il già malandato governo se un piccolo passaggio di una legge non va bene a sua maestà, o forse sarebbe meglio dire fuhrer (visti i trascorsi), papa ratzinger . A questo proposito si legga la storia dell’affiliata (uso di proposito un termine che molto spesso viene associato alla mafia) all’opus dei e onorevole Paola Binetti che ha votato no alla fiducia perché il decreto sulla sicurezza ad un certo punto era contro l’omofobia. Pensate come siamo messi male! Invece di contrastare ogni forma di discriminazione, si alimenta ancora di più un pensiero retrogrado e sbagliato.
Eppure la Costituzione, che è una bellissima Costituzione, lo dice: l’Italia è un Paese LAICO. Peccato che sia diventata niente più che carta straccia. E peccato che non ci si ricordi che esiste la libertà di parola e di pensiero. È svilente vedere che venga applicata ancora la censura , come nel caso di Luttazzi, e, fatalità, per un commento all’enciclica del papa (nonostante si voglia far credere che il programma sia stato sospeso per eccesso di volgarità … ma per favore!).
Insomma, la nostra vita è nelle mani della più deplorevole delle istituzioni umane, la chiesa. Non abbiamo libertà di movimento e di pensiero, non possiamo vivere come ci pare perché siamo ingabbiati fra le quattro mura di una moralità fasulla e retrograda. E ciliegina sulla torta ci tocca anche mantenere il clero, attraverso contributi dello stato e di altri enti pubblici, e attraverso le varie esenzioni fiscali degli immobili e delle attività commerciali degli enti religiosi. Ciò significa, che un povero cristo (è proprio il caso di dirlo) che vuole aprire un’attività commerciale molto spesso non lo può fare perché sarebbe sommerso dalle tasse e dovrebbe vendersi la famiglia per pagarle, mentre la chiesa cattolica, che di per sé ha enormi risorse, è ulteriormente agevolata dallo stato italiano.
A tal riguardo riporto un filmato che spiega l’entità del dazio che siamo obbligati a pagare al vaticano.
Luttazzi viene nuovamente epurato, intanto il pomeriggio televisivo è pieno di pornografia dell’anima. Non si esibiscono nani e ballerine ma bambini storpi o agonizzanti, uccisioni familiari, casi umani lacrimevoli, invalidità e altre disgrazie. Bisognerebbe interrogarsi su cosa davvero offenda l’animo delle persone, se parole scurrili o questo continuo aggirarsi come avvoltoi sulle sfortune altrui per il proprio tornaconto. Mi verrebbe più da censurare i vari Vespa, Clerici & co. piuttosto che chi fa satira e la sa fare e non ha paura di farla nonostante il vuoto che si è fatto intorno.
Quattro morti e tre in fin di vita non perché hanno voluto provare l’ebbrezza di uno sport estremo o di andare in vacanza in Yemen o Iraq, ma per vivere e portare avanti la baracca lavoravano in un'acciaieria con un insufficiente sistema di sicurezza. Il lavoro nobilita l’uomo? Certo, e lo santifica visto che crea più martiri di una persecuzione religiosa. L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
Ancora una volta mi scopro a pensare che da quando sono tornata non faccio altro che pensare a quanto sono stata felice. Non passa giorno che non ci pensi.
Yama kurete Si oscura la montagna
momiji no ake wo e ruba il rosso
ubai keri alle foglie d'autunno
Yosa Buson
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