Cade il Governo e non possiamo dire che non ce lo aspettavamo. Eppure io ci credevo, anche se Prodi e l’Unione non mi hanno mai entusiasmato. Si può dire che ho votato con il sangue, così forti erano la passione e la speranza che c’ho messo. Ma man mano che passavano i giorni l’ottimismo sbiadiva mentre si intensificava il nero di una convinzione che avevo scacciato, ricacciato dentro, la convinzione che questo Paese, il mio Paese è defunto. Non ci sono più speranze di salvarlo. Siamo caduti in un baratro dal quale difficilmente riemergeremo. Non abbiamo più bisogno di grilli parlanti che ci dicano che siamo inesorabilmente nella merda. Abbassiamo lo sguardo e non vediamo più i nostri piedi, sommersi come sono dallo schifo.
Dal mio punto di vista potremmo risorgere solo con l’emergere di una forza che sia intrisa di ciò che da tempo abbiamo perso o forse non abbiamo mai avuto: la passione politica. Una forza che sproni a rimboccarsi le maniche seriamente, che faccia parlare di nuovo di bene comune, che se ne freghi dei giochetti di potere e dei taciti accordi, che sia pronta – perché no? – a una RIVOLUZIONE. Pura pazza utopia.
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