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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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lunedì, 28 aprile 2008

Se credessi a un’entità sovrannaturale che tesse le fila della mia vita direi che mi sta mettendo alla prova. È da molto tempo ormai che mi sembra di trascinare un enorme peso che mi blocca e non mi dà possibilità di muovermi liberamente senza incappare in problemi di ogni sorta. Dalle cose più stupide a quelle più importanti e vitali. Adesso però mi sembra troppo, mi sono davvero stancata di questi continui affanni. Saturno contro non ce l’ho più da parecchio, eppure lo sento ancora attaccato alla schiena.

Inoltre, faccio strani sogni che, come se non bastasse, mi condizionano negativamente le giornate.

postato da: animachecrepita alle ore 18:53 | Link | commenti (2)
categoria:varie ed eventuali, pensieri, musica, vita, sensazioni, sentimenti, canzone del giorno, vinicio capossela
domenica, 27 aprile 2008

Per la serie prendere due piccioni con una fava.

Per sconfiggere la fame nel mondo e i disturbi alimentari: scambio culturale tra giovani fanciulle dell’occidente opulento e malato e ragazzi del mondo in via di sviluppo affamato e veramente malato. Cioè facciamo andare lì chi ha deciso che il cibo fa schifo ed è solo un ostacolo al raggiungimento di chissà quale scopo e facciamo venire al loro posto chi il cibo lo considera ancora un bisogno essenziale per vivere.  

Once upon a time you dressed so fine
You threw the bums a dime in your prime, didn't you?
People'd call, say, "Beware doll, you're bound to fall"
You thought they were all kiddin' you
You used to laugh about
Everybody that was hangin' out
Now you don't talk so loud
Now you don't seem so proud
About having to be scrounging for your next meal. (Like a rolling stone - Bob Dylan)


postato da: animachecrepita alle ore 19:45 | Link | commenti (3)
categoria:varie ed eventuali, pensieri, musica, vita, sensazioni, canzone del giorno, sottolineature, bob dylan
giovedì, 24 aprile 2008

Come far fruttare una terra arida, difficile, battuta sempre dal vento ed esposta alle intemperie? Una terra senza prospettive di crescita e votata all’abbandono? Piazzarci un santo che fa miracoli e aver fede nel turismo religioso.

Quel cappuccino campano pur essendo un semianalfabeta aveva capito benissimo dove battere il suo ferro caldo, come colpire la sensibilità popolare e indurre milioni di persone ad andare in quel  posto sperduto, fedeli o clienti non faceva e non fa differenza. E per ringalluzzire il mercato che forse si stava ammosciando, ecco che lo si sforna dal suo sarcofago e, bum, di nuovo il pienone che sembra Rimini ad agosto. Quindi il miracolo del santo esiste. E di questo gliene sono grati commercianti, albergatori, ambulanti, ecc.

postato da: animachecrepita alle ore 19:26 | Link | commenti (2)
categoria:varie ed eventuali, pensieri, sensazioni, mestizia, smadonnamenti
martedì, 22 aprile 2008

 Il nuovo cd di Bugo è molto bello. L’impronta elettronica dà ai pezzi una bella freschezza. Questa canzone è la mia preferita. 

Nel giro giusto

I miei contatti son sempre gli stessi

Potrò mai averne diversi

Qualcuno che non sappia chi sono

Se nella cassaforte io tengo dell’oro

 

Fammi entrare per favore nel tuo giro giusto

Ho bisogno di socializzare, uscire dal mio guscio

 

Io devo uscire dalla mia alienazione

Ti chiedo se mi fai promozione

Una buona parole per conoscere gli altri

che mi sembrano sempre più felici di me

 

Fammi entrare per favore nel tuo giro giusto

Ho bisogno di socializzare, uscire dal mio guscio

 

Se frequento te è la volta giusta che trovo uno spazio per me

Se frequento te

Se frequento te è la volta giusta che trovo uno spazio per me

 

Fammi entrare per favore nel tuo giro giusto

Ho bisogno di socializzare, uscire dal mio guscio

 

 

 

postato da: animachecrepita alle ore 16:51 | Link | commenti
categoria:bugo
sabato, 19 aprile 2008

Per rendere l’agonia di questa povera Italia un po’ meno feroce, accerchiata ormai da orde barbariche provenienti dalla fantomatica  Padania (hai voglia tu a paragonarti agli indiani d’America, ma la Padania non è mai esistita, non c’è mai stato un popolo padano con una cultura unitaria, persino i dialetti sono diversi!), capeggiate dal sua bassezza il cavaliere, non è che gli americani si possono tenere il pastore tedesco? Almeno per un annetto.

Hanno parlato di proteggere la vita: lui e Bush si sono trovati d’accordo. Ma di che vita stiamo parlando? Di quella su Marte? Il vecchio Benny  è furbo: non si pronuncerebbe mai contro la pena di morte a fianco a uno che ha fatto dell’uccisione legale il suo cavallo di battaglia, davanti a un pubblico che ancora crede al biblico “occhio per occhio”… Se ne vede bene il nazi-papa dal fare una VERA campagna contro la morte. Si sa, per i cattolici pro-life, vale più la vita di un feto, oserei dire  di uno spermatozoo, che  quella di un povero condannato a morte. E i giornali a mettere l’accento su come abbia condannato i casi di pedofilia tra i preti americani, senza ricordare che fu proprio l’allora cardinale Ratzinger a trovare il modo per mettere a tacere la questione, con la solita politica del “nascondi sotto al tappeto”. È sempre la stessa canzone…  D’altronde anche quell’altro papa, che ora si scopre aver fatto un sacco di miracoli, era, per così dire, distratto: mentre in Sicilia “ordinava” ai mafiosi di pentirsi, in un discorso che è passato alla storia come esempio del suo impegno, in Cile andava a braccetto con uno che in quanto a criminalità non aveva nulla da invidiare ai mafiosi. 

postato da: animachecrepita alle ore 20:48 | Link | commenti (1)
categoria:varie ed eventuali, pensieri, vita
venerdì, 18 aprile 2008

È una pizzica moderna e atipica quella che Caparezza ha incluso nel suo nuovo album, o sarebbe meglio dire Fonoromanzo, visto che le canzoni sono legate da un filo conduttore fatto di intermezzi recitati. Vieni a ballare in Puglia è lo specchio preciso ma poco rassicurante di questa terra, osannata per la sua tipicità, con i muretti a secco e la terra rossa, la buona cucina e il tutto resto, che tanto incantano i turisti. E nell’immaginario collettivo è impresso il paesaggio da cartolina, bello e vero sì, ma bidimensionale.

Invece, questa canzone mette a nudo i problemi e gli squallori della regione, lontana dal modo di vedere culturalpolitico, per il quale esistono figli e figliastri, in cui il figlio prediletto è il Salento, i figliastri sono tutti gli altri, quelli che hanno avuto la sfortuna di nascere anatroccoli.

 

Vieni a ballare in Puglia

I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti.
Le nuvole vano a ballare all'orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento. E tu dove vai a ballare?

 Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.

Hey turista so che tu resti in questo posto italico. Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA. Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la moria più buona. C'è chi ha fumato veleni all'ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma. Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese. Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese. Dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese, pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.

Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.

E' vero, qui si fa festa,ma  la gente è depressa e scarica. Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli. Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati. Mortificati, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.
 Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via e subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te.

postato da: animachecrepita alle ore 18:28 | Link | commenti
categoria:varie ed eventuali, pensieri, musica, visioni, vita, sensazioni, canzone del giorno, passione, caparezza, mestizia
martedì, 15 aprile 2008

Forse è una scelta banale, ovvia. Ma stamattina mi viene in mente solo questa canzone.

 

Povera Patria – Franco Battiato

 

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.

 

lunedì, 14 aprile 2008

Avevo in mente un post pieno di rabbia e odio nei confronti di quelli che qui chiamerò sprovveduti. Ma poi ho pensato che l'odio e la violenza non appartengono al mio modo di essere e di vivere la politica. E allora mi è venuto in mente uno pezzo di "Aprile" di Nanni Moretti, trovandolo, ahimè, ancora di grande attualità. Aggiustandolo un po':

La sera del 14 Aprile del 2008, quando vinse la destra per la prima volta dopo tanto tempo, mi feci una canna... Marijuana, che vuoi fare?

postato da: animachecrepita alle ore 19:50 | Link | commenti (6)
categoria:pensieri, cinema, vita, sensazioni, sentimenti, passione, smadonnamenti, pseudoriflessioni politiche
sabato, 12 aprile 2008

Il mio nuovo mantra:

Tu puoi diventare tutto quello che ti pare!

 I marta sui tubi sempre più bravi.

postato da: animachecrepita alle ore 18:35 | Link | commenti
categoria:pensieri, musica, vita, sensazioni, sentimenti, canzone del giorno, aforismi, passione, sottolineature, marta sui tubi
venerdì, 11 aprile 2008

La rivisitazione consiste in realtà nella sostituzione di due parole e piccoli tagli. Il brano è tratto da Memorie dal sottosuolo. Un’opera minore ma ricca di spunti sui quali meditare.

 

Tutti noi ci siamo disabituati alla vita,e zoppichiamo tutti, chi più chi meno. Ci siamo anzi a tal punto disabituati, che avvertiamo talvolta una sorta di ripugnanza per ciò che è veramente “vita viva”, e perciò non riusciamo nemmeno a sopportare che qualcuno ce ne parli. Già, perché noialtri siamo arrivati a un punto tale, che tutto ciò che è veramente “vita viva” lo consideriamo quasi una fatica, quasi un qualcosa che si fa per dovere di servizio, e siamo tutti d’accordo che è molto meglio quel che vediamo in tv. E perché poi talvolta ci diamo un gran da fare, perché ci facciamo venire dei capricci, che cosa chiediamo? Non lo sappiamo neanche noi, che cosa. Sarebbe anzi peggio per noi, se quelle nostre capricciose richieste dovessero venir esaudite. No? Be’, provateci un po’, che so, provate a darci una maggiore, sciogliendo un po’ le mani a uno qualsiasi di noi, ampliate l’ambito della nostra attività, allentate la tutela sotto la quale ci troviamo, e chiederemo subito di tornare sotto quella tutela. E se ci lasciassero soli senza la tv, noi ci confonderemmo subito, ci smarriremmo – non sapremmo da che parte stare, dove aggrapparci; cosa amare, cosa odiare, cosa rispettare e cosa disprezzare! Siamo dei nati morti, noialtri, ed è già da tempo che nasciamo da padri che non son più vivi, il che d’altronde continua a piacerci sempre di più.

 

la scelta musicale è dovuta a una banale associazione di idee...