Finito di leggere L’Idiota di Dostoevskij. Il primo pensiero che mi è venuto cominciando a leggerlo è stato: se tutti gli idioti fossero come questo io sarei una donna felice, il mondo più bello. È un libro talmente complesso che è impossibile parlarne, o addirittura darne un giudizio tanto alla leggera.
La grandezza e l’originalità di questo romanzo sta, secondo me, nel dare il ruolo di protagonista, di detentore delle qualità migliori a un malato di idiotismo che soffre di crisi epilettiche. Il principe Mýškin (scusate se non ho indovinato tutti gli accenti)ha in sé la bontà, la purezza d’animo, la sincerità, la capacità di capire gli altri. Per queste caratteristiche sembra un angelo, un essere sovrannaturale che si distingue dagli umani perché privo di meschinità, incapace di calcoli per il proprio tornaconto personale, ingenuo. Eppure tutte queste qualità non lo rendono un eroe nel senso comune del termine, cioè un salvatore, uno che con le proprie azioni porta la felicità nelle vite di chi incontra. Al contrario l’idiota non riesce a contrastare il precipitare degli eventi, non impedisce la catastrofe, anzi ne è lui stesso vittima. È un eroe perdente: nonostante i suoi sforzi e la sua forza di uomo “giusto” tutto si perde e si deteriora. È un protagonista scomodo, perché spesso genera l’ilarità in chi lo ascolta, si copre di ridicolo a causa della sua purezza, della sua schiettezza, del suo parlare senza filtri. Il suo più grande errore è quello di attribuire agli altri le sue stesse qualità, non vedere gli intrighi che continuamente vengono orditi alle sue spalle.
Gli altri personaggi sono così vivi e pulsanti, così passionali che, se anche rispecchiano un’umanità decaduta e cinica non si può fare a meno di amarli, soprattutto quando danno vita a scene madri davvero folli, in cui sembra di stare a vedere una sceneggiata napoletana, tanto è il dinamismo che ne scaturisce. In effetti, lo scrittore sembra lasciarsi trasportare dai suoi personaggi e dagli avvenimenti occorsi. In molte occasioni si mostra addirittura in difficoltà nel controllare gli eventi e riportarli.
La bellezza salverà il mondo dice Lev Nicolàevič, e io sono disposta a credergli, ancora.
Intanto, mi è venuta voglia di andare in Russia e soprattutto visitare Pietroburgo.
E qui ci sta tutta La Prospettiva Nevskij di Battiato. Splendida.