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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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lunedì, 29 settembre 2008

Gli Afterhours pubblicheranno una riedizione dell’ultimo album arricchita di due inediti e sessioni live rare (così dicono). Non posso fare a meno di sentire la puzza “solferina” del marketing. D’altronde incidere per l’Universal comporterà un certo prezzo da pagare. In cosa credere adesso?  

Musicista contabile- Afterhours

Yeeeah
sono un musicista contabile
Yeeeah
ho il male di vivere o è il troppo caffè?
Yeeeah
ho una valigetta che mi tiene ben legato
alla realtà la realtà la realtà

Yeeeah
questa è la realtà del musicista contabile
Yeeeah vola fantasia di imprenditore volatile
la realtà la realtà la realtà

 

giovedì, 25 settembre 2008

Let's pretend we never met
Let's pretend we're on our own
We live different lives
Until our covers blown

The Racing Rats The Editors


Sarò paranoica ed ossessiva fino al paradosso. Probabilmente vedo del marcio dove non c’è e forse me la prendo troppo per cose di poca importanza. Però, proprio non riesco a inghiottire bocconi così amari,  non posso. Sta diventando una mia peculiarità avere dei rapporti diciamo di amicizia che finiscono inevitabilmente con la sparizione o semisparizione dell’altra parte. Di nuovo a chiedermi dove ho sbagliato. Questa volta però non lo faccio. Non ho sbagliato nulla, sono stata anche fin troppo educata a non mandare a fanculo. Non chiedo più spiegazioni, non mostro alcuna volontà di capire il motivo di questi allontanamenti repentini, i silenzi forzati e le ricomparse svogliate. Alla fine le persone che mi hanno lasciato qualcosa sono quelle che ancora mi stanno vicine, tutte le altre scompaiono dalla mia vita e dalla mia mente in maniera talmente veloce e indolore che quasi non  ricordo di averle incontrate.

 

 

Io ti ho arricchito con quel poco che ho, tu non mi hai lasciato nulla. Quello che mi hai detto l’avrei scoperta anche da sola, ci avrei messo un po’ più di tempo, ma l’avrei fatto. Non ho nulla di cui esserti grata e non c’è nulla per cui avere bisogno di te. Puoi dire la stessa cosa?

lunedì, 22 settembre 2008

Finito di leggere L’Idiota di Dostoevskij. Il primo pensiero che mi è venuto cominciando a leggerlo è stato: se tutti gli idioti fossero come questo io sarei una donna felice, il mondo più bello. È un libro talmente complesso che è impossibile parlarne, o addirittura darne un giudizio tanto alla leggera.

La grandezza e l’originalità di questo romanzo sta, secondo me, nel dare il ruolo di protagonista, di detentore delle qualità migliori a un malato di idiotismo che soffre di crisi epilettiche. Il principe Mýškin (scusate se non ho indovinato tutti gli accenti)ha in sé la bontà, la purezza d’animo, la sincerità, la capacità di capire gli altri. Per queste caratteristiche sembra un angelo, un essere sovrannaturale che si distingue dagli umani perché privo di meschinità, incapace di calcoli per il proprio tornaconto personale, ingenuo. Eppure tutte queste qualità non lo rendono un eroe nel senso comune del termine, cioè un salvatore, uno che con le proprie azioni porta la felicità nelle vite di chi incontra. Al contrario l’idiota non riesce a contrastare il precipitare degli eventi, non impedisce la catastrofe, anzi ne è lui stesso vittima. È un eroe perdente: nonostante i suoi sforzi e la sua forza di uomo “giusto” tutto si perde e si deteriora. È un protagonista scomodo, perché spesso genera l’ilarità in chi lo ascolta, si copre di ridicolo a causa della sua purezza, della sua schiettezza, del suo parlare senza filtri. Il suo più grande errore è quello di attribuire agli altri le sue stesse qualità, non vedere gli intrighi che continuamente vengono orditi alle sue spalle.

Gli altri personaggi sono così vivi e pulsanti, così passionali che, se anche rispecchiano un’umanità decaduta e cinica non si può fare a meno di amarli, soprattutto quando danno vita a scene madri davvero folli, in cui sembra di stare a vedere una sceneggiata napoletana, tanto è il dinamismo che ne scaturisce. In effetti, lo scrittore sembra lasciarsi trasportare dai suoi personaggi e dagli avvenimenti occorsi. In molte occasioni si mostra addirittura in difficoltà nel controllare gli eventi e riportarli.

 

La bellezza salverà il mondo dice Lev Nicolàevič, e io sono disposta a credergli, ancora.

Intanto, mi è venuta voglia di andare in Russia e soprattutto visitare Pietroburgo.

E qui ci sta tutta La Prospettiva Nevskij di Battiato. Splendida.

venerdì, 19 settembre 2008

Lo scrivevo giorni fa ad un’amica: tanto più vado scoprendo le bassezze alle quali le persone che incontro mi fanno partecipe, tanto più mi innamoro dei personaggi fantastici dei libri, aspiro a vivere in ambientazioni da sogno di alcune canzoni, di alcuni quadri, di alcuni film. Insomma, vorrei vivere in un mondo irreale. Non mi interessa la realtà, perché per quanto possa essere bella non lo sarà mai abbastanza, ci sarà sempre quel neo che la macchierà e farà apparire il suo lato mediocre. C’è sempre qualcosa di banale nella vita reale ed è proprio quello che più  mi disturba. Nessuna gioia, nessun dolore sono mai “puri”. Non che mi infastidisca il torbido, anzi lo prediligo alla limpidezza di alcuni (pre)concetti, ma anche il sudicio non è mai vero sudicio.

È da molto tempo che ho in mente questa scena. Ci sono due, uno di fronte all’altra. Lei fa: La realtà non mi interessa. Lui: Il giorno in cui la farai finita con i sogni, ti accorgerai che la realtà è più bella delle tue stupide fantasie?

Fino a poco tempo fa pensavo che lui avesse ragione, anche se, mi dicevo, dovevo trovare il coraggio per affrontare la vita. Ora se fossi lei avrei mille argomentazioni per dimostrare il contrario. E ho abbandonato qualunque tentativo per trovare un posto in questo mondo. Farò la mia comparsa quando ce ne sarà bisogno, ma non mi sforzerò più di trovare il bello dove c’è solo mediocrità, non andrò incontro a persone che la mia idealizzazione trasforma in esseri cento volte migliori di quello che sono veramente. A mascellate d’asino difenderò il mio cuore.

sabato, 13 settembre 2008

Caro (si fa per dire) Pino Daniele, hai fatto quelle due tre canzoni che tappandosi naso e bocca potevano essere ascoltate ora ritirati o almeno non dar fiato alla bocca solo per dire stronzate.

In una mini intervista al Corriere della sera, il definiamolo anche cantante -siamo buoni- dice una serie di idiozie degne dell'ultimo dei deficienti di Napoli. Nell'ordine: si dice nauseato dalla sinistra litigiosa (e fin qui, nulla da ribattere, opinioni personali anche condivisibili), afferma di essere stato un militante di sinistra, quella pesante (parole sue, a me non risulta che abbia mai contestato niente), la spara assolutamente grossa quando parla dell'operato di Berlusconi nell'emergenza rifiuti dichiarando che il nano ha fatto O'miracolo (si sa, il premier è dio in persona) e che la città adesso è pulita. Dire che Napoli è pulita vuol dire ignorare che in molte zone ancora ci sono i cumuli di rifiuti e non c'è nemmeno da andare tanto lontano, basta già vedere le zone più in periferia. Per non parlare del fatto che è ormai impossibile bonificare le zone contaminate da anni e anni di infossamento di rifiuti tossici (sicuramente non ha visto né letto Gomorra) provenienti da quelle regioni roccaforti della Lega che lui tanto ha ammirato per la risoluzione del problema rifiuti. Ultima chicca, quella che mi ha fatto sbellicare dalle risate perché con questa palesa tutta la sua ignoranza e la sua boria da artistuccio da quattro soldi, da anni in crisi artistica ( o forse quella due tre canzoni uscite meglio erano il vero Miracolo?), riguardo all'Artista per antonomasia, il Maestro, il Re, quello per cui dovremmo ringraziare infinite volte Dio o chi per lui per avercelo mandato, cioè riguardo a Vinicio Capossela che, giustamente, avendo un legame profondo con i luoghi delle sue origini, si è schierato contro l'apertura di una megadiscarica in Irpinia, l'artistuncolo dei miei stivali, lo strimpellatore di Forcella si è permesso di dire "Capossela chi?" e poi "Il suo atteggiamento mi pare un po' ideologico". In primo luogo,  che lui non conosca Vinicio Capossela è più che normale considerato che le stelle e le stalle raramente si incontrano, e può essere solo un bene almeno non c'è il rischio di plagio. In secondo luogo, la frase "avere un atteggiamento un po' ideologico" non ha senso, così campata in aria. Se poi per atteggiamento ideologico intende il comportamento di un uomo che pensa, osserva  e si schiera con cognizione di causa, beh, questa è tutta un'altra storia.

venerdì, 12 settembre 2008

Fatti i primi scalini del sottopassaggio che porta ai binari nella stazione di B., mi è tornata in mente, anzi ho rivissuto esattamente istanti di molto tempo prima, quando ho percorso quella galleria con te. E mi sono ricordata perfettamente di ogni cosa come se in tutto questo tempo avessi avuto solo quest’immagine in testa. Fa un freddo cane e fuori si sta facendo buio. Ci siamo appena allontanati, per gioco, perché non ci sopportiamo e già sento che mi manca qualcosa, il tuo tepore, io che sono una lucertola e tu la mia fonte di calore. Poi tu mi prendi la mano e scherzo su questa usanza infantile di tenersi vicini, mentre vorrei incollare per sempre le lancette dell’orologio, ma questo non te lo dico, è meglio così. E poi, “Come si fa a stare lontani da questi occhi?”. Ritornare in quei luoghi, trovarli diversi solo perché è diversa la luce e la stagione un po’ mi ha toccato l’anima. Nonostante pensi ancora che sei stato un idiota a lasciarmi andar via, ritornando con la mente a quella giornata, che è stata per me la più bella vissuta con te (d’altronde non ce ne sono state tante) non potrò fare a meno di ricordarti con dolcezza. Perché quei momenti erano pieni di qualcosa che in seguito abbiamo completamente perso: forse magia, forse solo un’insensata speranza.

La canzone è dedicata anche a D. che sta vivendo appunto la sua stagione dell'amore, anche grazie alle mie profezie... Tranquillo, non ringraziarmi!

La stagione dell'amore-Franco Battiato

La stagione dell'amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l'età.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
La stagione dell'amore viene e va,
all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.
Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai.
La stagione dell'amore tornerà
con le paure e le scommesse questa volta quanto durerà.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.

martedì, 09 settembre 2008

Pensieri e Parole - Battisti

Che ne sai di un bambino che rubava
e soltanto nel buio giocava
e del sole che trafigge i solai, che ne sai
e di un mondo tutto chiuso in una via
e di un cinema di periferia
che ne sai della nostra ferrovia, che ne sai.
Conosci me la mia lealtà
tu sai che oggi morirei per onestà.
Conosci me il nome mio
tu sola sai se è vero o no che credo in Dio.
Che ne sai tu di un campo di grano
poesia di un amore profano
la paura d'esser preso per mano, che ne sai
l'amore mio
che ne sai di un ragazzo perbene
è roccia ormai
che mostrava tutte quante le sue pene:
e sfida il tempo e sfida il vento e tu lo sai
la mia sincerità per rubare la sua verginità,
sì tu lo sai
che ne sai.
Davanti a me c'è un'altra vita
la nostra è già finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me.
Davanti a te ci sono io
dammi forza mio Dio
o un altro uomo
chiedo adesso perdono
e nuove notti e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi.
Conosci me
che ne sai di un viaggio in Inghilterra
quel che darei
che ne sai di un amore israelita
perché negli altri ritrovassi gli occhi miei
di due occhi sbarrati che mi han detto bugiardo è finita.
Che ne sai di un ragazzo che ti amava
che parlava e niente sapeva
eppur quel che diceva chissà perché chissà
si tu lo sai
adesso è verità.
Davanti a me c'è un'altra vita
la nostra è già finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me.
Davanti a te ci sono io
dammi forza mio Dio
o un altro uomo
chiedo adesso perdono
e nuove notti e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi.

giovedì, 04 settembre 2008

Nel sogno di questa notte ero un uccello, una gazza ladra per la precisione. Ero appollaiata su un antenna della tv e da quell’altezza riuscivo a vedere gran parte di una città, forse del nord o forse era solo inverno, perché c’era un’aria spessa e grigia, ma non era brutta. C’erano palazzi bianchi e rosa con i tetti dalle tegole rosse. Più in là c’era una macchia verde, probabilmente un parco, in cui c’era anche un lago, considerando il luccichio di acqua che si scorgeva attraverso i rami degli alberi. Ero  lì e mi guardavo intorno, nessun’altra occupazione. Una sensazione di calma si intrecciava con una profonda concentrazione sulle cose che vedevo.  Usando un ossimoro potrei dire che si trattava di una tranquillità tesa o di una tensione tranquilla. Non pensavo a nulla, ma tutto mi appariva chiaro. Ero una gazza: una lunga coda,  un manto nerissimo e una macchia bianca sul petto. C’erano altri uccelli, ma non mi facevano paura.  Nel volare trascinata da una corrente d’aria calda ancora di più il mio cervello era libero da ragionamenti, calcoli, problemi o aspirazioni. Nulla era più importante di me, del cielo e della terra sotto di me.

Mi sono svegliata, ero ancora nel mio corpo.

Migrazioni - Cristina Donà

E volare sopra campi sconfinati puntando a sud
Poi toccare con le ali le tue ali senza andare giù
Devi credere che al mondo non c'è niente di impossibile
Se atterri nell'ombra ricorda la luce anche s'è nascosta


Pensa leggero, come un foglio leggero
Assecondando anche le curve violente
Vola leggero su di un foglio leggero
La paura appesantisce la mente
Questo lo sai, lo sai

E tornare ad osservare le montagne che si immergono
In un attimo planare sulle cime dove nascono
Fiumi limpidi allenati su un percorso inesauribile
Se resti nell'ombra rispetta la luce anche se è nascosta

Pensa leggero, come un foglio leggero
Assecondando anche le curve violente
Vola leggero su di un foglio leggero
La paura appesantisce la mente
Questo lo sai, lo sai

Se ti perdi ancora nei dettagli
Allontanati dal tuo sentièro
La distanza spesso può aiutarti
A capire ciò che serve davvero

Pensa leggero, come un foglio leggero
Assecondando anche le curve violente
Vola leggero su di un foglio leggero
La paura appesantisce la mente

Torna leggero su di un foglio leggero
E non voltarti indietro mai, lo sai
E volare sopra campi sconfinati puntando a sud

 

lunedì, 01 settembre 2008

Ho scritto un racconto ispirata dal tema di un  blog e con grande sorpresa (e piacere, perché si sa, a noi scribacchini piace essere letti)  e stato pubblicato sul suddetto blog, e visti alcuni commenti anche abbastanza apprezzato. Per chiunque voglia leggerlo: Ragione e risentimento. A onor del vero il titolo non è mio, di sicuro questo è meglio di quello che ho scelto. I titoli sono la mia croce...

postato da: animachecrepita alle ore 23:16 | Link | commenti
categoria:varie ed eventuali, parole, vita, passione