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la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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martedì, 23 dicembre 2008

In questi giorni di incertezza riguardo al destino del mio amore musicale incondizionato e acritico che un tempo riversavo sugli Afterhours, sono incappata in questo duo pop/rock giapponese,  più precisamente in questa canzone. Loro sono i B’z che festeggiano quest’anno il ventennale della loro carriera proprio con questo brano Itsuka mata koko de, cioè “Un giorno di nuovo qui” che da ieri ascolto in loop. È un misto di musica “alla Sakamoto”, melodica e rock tamarro. I due tipi ve li raccomando: hanno il piglio da rockstar tutte tatuaggi, abbigliamento eccentrico e live spettacolari. Già ho il mio prefertio: il cantante che in una scena del video è adorabile. La telecamera è dietro alle sue spalle e si vede questa marea di gente a perdita d'occhio, lui si gira e sorride con aria da furbetto.

Qualcosa mi dice che devo continuare a cercare…

Nel video ci sono le parole traslitterate nel caso vogliate fare karaoke e la traduzione in inglese. Asobou! (divertitevi!). Sotto la mia traduzione approssimativa in italiano direttamente dal giapponese.

Un giorno di nuovo qui

Senza rendermene conto è passato tanto tempo

dal giorno in cui mi sono messo in viaggio

I volti delle innumerevoli persone che ho incontrato,

i panorami che non sbiadiscono mai

Non è possibile che mi sia perso nemmeno una minima parte

Mi piace il posto in cui sto con te

Se vivremo un giorno potremmo incontrarci di nuovo qui

Un giorno di nuovo qui

Se oggi concludi la giornata con tutte le tue forze,

non avrai rimpianti.

Quando pensi a te stesso,

lacrime scorreranno meravigliose

Anche se le cose non andranno bene, non arrenderti

Un giorno di nuovo qui vorrò abbracciarti senza limiti

Persino sotto il sole o nella pioggia gelida,

il nostro legame diventerà ancora più stretto e forte

Amerò i miei amici anche se mi abbandoneranno (non ti dimenticherò)

Continuerò il mio cammino senza spegnere il mio sentimento

Ferito, stanco fino allo sfinimento, avendo sperimentato l’amore (sono arrivato finalmente).

Mi piace il posto in cui sto con te

Se viviamo, un giorno potremmo incontrarci di nuovo qui

Un giorno di nuovo qui

 

domenica, 21 dicembre 2008

La menzogna è tale e quale all'infedeltà

Al prossimo fortunato che avrà il piacere (tutto suo, in realtà) di raccontarmi stronzate (o se volete: bugie, menzogne, ecc.), riceverà in omaggio un caldo e accogliente VAFFANCULO, senza possibilità di replica o aggiustamento di rotta. Quando smetto di ridere per la ridicolaggine di certe affermazioni, rimane il nulla. La bocca si chiude e tutto passa. Ora contano solo i fatti, le parole sulla bocca o sulle dita di chi non le sa usare hanno la stessa efficacia della fiamma di un cerino al polo nord.

 

Altro che santo natale! I dolci di questo periodo (e di questa zona d’Italia)con tutto quel miele, quel cioccolato fondente colante, le mandorle, il vin cotto, e tanti altri ricchi ingredienti sono piuttosto lussuriosi.

 

Aiuto, ho la sindrome di Bree! Cioè sono una nuova desperate housewife. Anni di ricerca psicologica e soprattutto intellettuale, tutte quelle pose (del tutto inopportune) da letterata nipponista, di femminista-coltello-in-mezzo-ai-denti soffiati via dalla soddisfazione quasi orgasmica di assistere al prodigio alchemico del lievito madre con il quale preparare ogni tipo di pane e croissant. E poi c’è la pasticceria nella quale, a detta di molti, eccello. E cosa dire delle mie piantine di spezie (tra le quali la menta con cui preparo un liquore) e dei tulipani che sbocciano a dicembre? Per non parlare del taglio e cucito, dell’uncinetto e dei ferri. Insomma una brava massaia, una donna da sposare, se non fosse che non c’è uno straccio d’uomo disposto a simile impresa. Manca solo che organizzi pomeriggi di bridge nel quale offrire tè inglese e biscottini al burro. Il mio sicuramente lo correggerei col gin.

 Intanto, mi hanno ricordato di aver partecipato a un concorso lettarario. Avevo dimenticato quale racconto avevo inviato. Entrare tra i primi quattordici sarebbe già molto appagante. Ma vincere... avrei già il discorso e la dedica pronti.

 

Sacrificio di Tarkovskij non è un film, è un trattato mistico-filosofico.

lunedì, 15 dicembre 2008

Entro nel solito locale convinto che ormai ce la faccio a stare anche un’intera serata senza pensare a te. Certo, sono forte, sono un uomo come non ne esistono più. Una bestia rara di questi tempi pieni di presunti maschi che piangono come bambine a cui è stata tolta la bambola. Bah che schifo, io non piango mai, nemmeno sotto tortura, nemmeno se mi dovessero estirpare l’uccello. E poi che me ne faccio di te? Una stupida ragazzina, ecco cosa sei. Appena alzo lo sguardo ti trovo dritta davanti a me: stai ballando con un tizio, ma chi cazzo è?

 

E ti vedo ballare sporca puttana ma almeno così ora ti vedo

 

Mi faccio strada tra la gente sudata e affannata per venirti incontro e testare la tua reazione. Sì, non me ne frega niente di te e voglio dimostrartelo. Sono proprio di fronte, così vicino da sfiorarti, tra te e il tuo amichetto, ti tolgo la visuale e ti rubo l’aria, non riesci nemmeno a muoverti liberamente.

 

Mia è la tua posizione, mia è la tua posizione
Mio è il corpo che si contrappone alle tue scarpe a punta

 

Dopo, per mostrarti il mio savoir-faire mi sposto leggermente così da poter vedere come ti comporti con il tuo accompagnatore. Non c’è che dire, balli proprio bene. Quando si muove il tuo corpo sembra dire, “Ecco, scopami pure”. Puttana! Scommetto che già gliel’hai data. E chissà quanti te ne sei fatti da quando ci siamo lasciati.

 

Ancheggia ancora, fai vedere come scodinzoli
Fai vibrare il tuo pelo bagnato che ti lacrima intorno
Tu e il tuo nuovo fringuello con la faccia da esperto di calcio

 

Mi scuoto da questi pensieri rabbiosi. In fondo, come ti ho già detto, tu per me non sei più niente. Quindi posso reggere anche una rapida e gentile conversazione: “Ciao, come stai?”

 

Quel tuo cugino alto biondo riccio grasso rosso coi capelli a rasta si però ora basta dimmi come sta?

 

Rispondi fredda quasi infastidita. O sei in imbarazzo perché non ti aspettavi da me un comportamento di questo genere? Volevi che facessi scenate? No, non ti accontenterò. Ora che ti ho di fronte mi chiedo come ho fatto a stare con te. Ero proprio cotto. Ricordo ancora l’emozione di quando ti ho chiesto di uscire con me e tu hai detto sì. Ma poi tu hai cambiato atteggiamento e hai cominciato a farti mille problemi per la differenza di età. Non mi sembravi dello stesso avviso mentre ti facevi sbattere sul cofano della macchina, anzi.

 

Quattro volte la terra ha tremato sotto i miei piedi:
La prima volta quando ti sei accorta di me..
La seconda quando non l'hai più fatto..
La terza non me la ricordo..
La quarta volta è stata quando tu mi hai accusato di essere un... PEEEEEEEEEEEEEEEEEDOOOOOOOOOOOFIIIIIIIIIIIIILO!!!!!

 

 

Eppure con te sentivo di vivere una storia diversa dalle altre, fuori dagli schemi, libera dai squallidi progetti futuri. Bastava star insieme per capire che avremmo vissuto una vita meravigliosa e piena di sorprese, roba da far girare la testa. Urla di gioia avrebbero scandito le nostre giornate.

 

Vivremo dentro a un mondo beautiful, galopperemo le vertigini, alleveremo tuoni e fulmini,
Restituiremo il riso ai salici senza nessuno che ci giudichi,
Ci vestiremo di coriandoli e balleremo fino a lunedì

 

Rimuginare su ciò mi ha fatto cadere in uno stato pietoso. Ti guardo, sei qui, ma non sei più mia. Che tristezza! Te ne accorgi e mi sorridi. Fraintendo tutto e ti chiedo di uscire con me.

 

... e se ti chiederei di uscire con me?
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

 

Sei una stronza! Rifiuti. Ancora una volta ti sei presa gioco di me. Ti vedo uscire dal locale mentre continui a ridere. Ti giri, i tuoi occhi scintillano vittoriosi. È l’ultima volta che ti vedo?

 

Col vaffanculo blu metallizzato i cerchi in lega i vetri scuri siete tipi duri dimmi dove vai?

NB: il testo in corsivo è tratto da Dominique ( Canzone di gelosia) dei Marta sui Tubi.

postato da: animachecrepita alle ore 18:42 | Link | commenti (2)
categoria:parole, musica, donne, visioni, vita, canzone del giorno, passione, marta sui tubi
venerdì, 12 dicembre 2008

Questa è la prima volta che non vado a vedere un concerto degli Afterhours pur essendo a suonare così vicino. Sono più di tre anni che non mi perdo un loro live nel raggio di 100/200 km. Un po’ mi rattrista, un po’ chi se ne frega. D’altronde l’entusiasmo che c’era un tempo è andato inesorabilmente a farsi fottere e rivedere le facce delle decerebrate che osannano sua santità il cantante, starnazzano le canzoni nuove e ammutoliscono su Punto G o Le verità che ricordavo ora non lo posso più sopportare senza l’ausilio di una buona dose di psicofarmaci o, in alternativa, di una mazza ferrata.

Spiego ai miei sogni un concetto di onestà

loro che si sono trasformati in una professione adatta

voglio la verità che ricordavo

perché questa è troppo brutta

 

giovedì, 11 dicembre 2008

Io in pratica non servirei a niente. Se mi presentassi in un laboratorio proponendomi come cavia per esperimenti mi sentirei dire: “Ci dispiace, non corrisponde ai nostri parametri.” Così pure se andassi in Messico a farmi espiantare, previo pagamento, organi vitali. “Dei tuoi organi non sappiano che farcene”, mi risponderebbero. E di uno che mi mantenga manco a parlarne, figuriamoci. Il bello della faccenda è che non credo affatto di essere così inutile e soprattutto posso ben asserire di non essere un’ incapace.  Non avete pazienza o volontà per accorgervene? Cazzi vostri! Solo che con l’autostima non mangi e non ti affermi. Sempre che mi interessi affermarmi in questo mondo. Non lo so.

I fallimenti mi fanno sempre meno male: più mi si sbattono le porte in faccia più trovo tutto questo molto comico. Se non trovassi spunti divertenti nella mia vita, in particolare in quello che mi succede ultimamente, incluse apparizioni e sparizioni degne di Silvan & co., avrei già ammazzato una lunga schiera di persone, soprattutto quelle bugiarde, quelle si comportano in maniera opposta a ciò che dicono, quelle che lanciano il sasso e nascondono la mano.

Un’amica ha scritto: quando stai per perdere tutto non c’è nulla che ti spaventi davvero. ed è quasi leggerezza. Credo proprio sia così.