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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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venerdì, 30 gennaio 2009

Regalatemi una tazza di cianuro per il mio compleanno.

postato da: animachecrepita alle ore 19:35 | Link | commenti (4)
categoria:
martedì, 27 gennaio 2009

La settimana scorsa è stata utile per capire:

1)       Che mi piace il crepitio della neve appena caduta e calpestata;

2)       Che le mie scarpe non sono adatte a condizioni atmosferiche che vanno oltre la pioggia;

3)       Che mi può piacere una città solo per l’aria respirata;

4)       Che il mio curriculum può essere considerato interessante e che la mia creatività può essere palese;

5)        Che sono troppo piena di vita, di sentimenti, di sogni da poter concedere a qualcuno l’esclusiva su di me. Non riuscirò mai a comprendere la gente che una volta fidanzata lascia tutto quello considerato affetto per concentrarsi solo sulla propria dolce metà. Com’è possibile che le persone si dimentichino di chi è stato accanto a loro, di chi ha vissuto, gioito e pianto con loro, di chi le ha ascoltate senza sbadigliare, rincuorate nel dolore, supportate nei momenti più importanti? A questo punto dovrei dubitare di essermi mai innamorata, considerando il fatto che non ho mai lontanamente pensato che il mio amato potesse sostituire e offuscare la schiera di amicizie che negli anni ho coltivato. Ma non posso credere che l’amicizia abbia valore solo in assenza di innamoramento, che sia un tappo ai vuoti sentimentali. Forse dovrei cessare di considerarla come il più bello, il più puro, il più disinteressato sentimento e cominciare a fare come fanno gli altri:  trovarmi un uomo, uno qualunque, e metterlo sempre al primo posto, smettendo di ritenere prezioso il tempo passato con un’amica che non vedi da un sacco;

6)       Che la libertà, intesa come autonomia affettiva, ha un prezzo. Costruire pezzo per pezzo la mia vita da sola, imparare a fare le cose senza l’aiuto di nessuno, affrontare le sfide senza qualcuno che mi sorregga mi preclude la visione di altre strade: la bellezza di poter affidare a qualcuno delle incombenze, anche di natura spicciola, la leggerezza di pensare che c'è qualcuno con cui sorreggere il peso della mia inquietudine;

7)       Che a volte Trenitalia ha pietà di me e i treni arrivano puntuali, o quasi.

 La SpesaMarta sui tubi
Un'altra sera a casa a masticare noia e surgelati
La tv vomitava vacui colori, la luce dei pensieri è spenta
Programmerò il mio umore artificialmente e scriverò
un saggio su come perdere
tempo senza sprecare nemmeno un minuto.
Vieni a farmi compagnia fiamma di carta, perditi
con me nel labirinto di un monolocale
a coltivare il miraggio di stare con i piedi per terra
sopra il pavimento di un quinto piano condominiale

E non so come ma arriverò puntuale.

Mi manca un kilo di pace integrale
e due etti ci comprensione
e un cartone d' amore a lunga conservazione
Non rimane che fare la spesa
Continuare a pagare
per quello che voglio e quello che non ho ancora

E non so dove ma arriverò puntuale

Oh che vasta scelta
mi si presenta
che sceglierò
ma voglio di più
per riempire la cesta
Che sceglierò
Vorrei essere io una volta
scelto

"Sai di vivere una vita che è contronatura, dove un giorno è per la notte
dove la paura va scacciata via in un attimo, in un gesto attento di quell'anima un po’ scura che ti
porti dentro. O forse è naturale inseguire il destino, perder l'innocenza per sentirsi bambino e dalle facce appese alle circostanze fai un sorriso beffardo e non ti accorgi neanche"

"...Di spalle o col viso rivolto alla mia ermeticità gravità,
so di aver dio dentro, ma non è nient'altro che un piacevole stupro,
un fulmine, un fulmine dentro la schiena!"

domenica, 11 gennaio 2009

[Per ché non voglio fare un post sui bilanci di fine anno, sui propositi di quello nuovo, sul decimo anniversario della morte di De André]

L’altra sera, dopo una giornata caotica dove mi sono dovuta districare tra beghe famigliari, manco fossi sul set di Dinasty o di Beautiful, e prenotazioni (il solo pensiero di salire su un treno mi fa tremare) mi era preso un momento di malinconia o piuttosto di consapevolezza della propria solitudine. E proprio in questi momenti che si fanno gli errori più grossi: abbassi le difese e ti lanci in imprese in cui l’orgoglio non è pervenuto. Regredisci, ti scordi del marcio e vai a ripescare le idealizzazioni che pian piano, con tanta fatica avevi grattato via dai ricordi. Insomma, era una di quelle sere in cui ti pare normale scrivere poche righe a qualcuno che hai pulito via dal tuo cuore. Basta un pretesto, degli auguri posticipati, qualsiasi altra inutile domanda pur di scrivergli e di aspettare una risposta.  Sperare, tanto da esserne quasi sicura, che quella risposta sia la più bella, la meno scontata, la rivelatrice di chissà quale formidabile incanto. Bene, a tale pericolo ho trovato l’antidoto. Prima di tutto devi incontrare per caso una persona che non vedi da un sacco di tempo, instaurare il vecchio rapporto fatto di frivolezze e idiozia, lasciare scorrere in te fiumi e fiumi di alcool, trovare nella macchina di questa persona un cd che potresti usare come pretesto di ricatto, una studiata selezione di hit neomelodiche, scoprirne una e ricordarsi di averla sentita in Gomorra (dove già ti aveva colpito), metterla a ripetizione, impararla, e cantarla a squarciagola mentre l’auto sfreccia per le strade di un paese abituato a simili melodie. La canzone per questioni di pudore e reputazione non la posto, ma la potete trovare qui corredata di parole così potete fare karaoke.