cosa sono
Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
commenti recenti
archivio
categorie
links
foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
venerdì, 20 febbraio 2009

Adattamento di alcune strofe di “Parla piano” (Vinicio Capossela)

 

Alla notizia che gli Afterhours sarebbero andati a Sanremo non ho fatto salti di gioia, anzi tutt’altro. Allarmata già da precedenti scelte (vedi reissue dell’album uscito da pochi mesi) - da me non condivise né capite -e da alcune dichiarazioni che mi avevano lasciato un senso di amarezza, la decisione di andare al festival della “musica per nani e ballerine” l’avevo presa come un triste capolinea, una insanabile deriva artistica: un altro gradino verso il completo disamore per loro. Col senno di poi, mi cospargo il capo di cenere, ammetto di aver dato loro poca fiducia, come se tutto quello che avessero fatto in questi anni non avesse contato nulla, come se fosse completamente azzerato da una sola decisione.

Per amor del vero aggiustai il tiro già quando stabilii che “non mi sarei fasciata la testa prima di romperla”, cioè avrei aspettato di ascoltare la canzone prima di dare un giudizio definitivo all’operazione degli After , adottando un atteggiamento di curiosità, volevo vedere se ci fossero andati da marziani o da perfetti abitanti di quel mondo artefatto e vuoto.

Poi due settimane prima che iniziasse il festival un comunicato stampa mi ha ridato la speranza, non tutto era andato perduto: la rottura con l’Universal (alleluia), il distanziarsi da certe scelte dettate dal puro marketing, il ritornare più indipendenti di prima, facendosi anche traino per una scena musicale viva, ma poco visibile. Insomma, ho ritrovato il mio gruppo.

Era prevedibile che fossero eliminati, figurati se la plebe, anestetizzata dalle canzoni della mangiatrice di citofoni (giusy ferreri), il cantore dei piccioni e compagnia bella, potesse apprezzare un  brano di gran lunga superiore a tutta la merda che ascolta durante la sua intera esistenza (è proprio il caso di dire "perle ai porci"). L’unico rammarico è non poter vedere esibirsi sullo stesso palco Manuel Agnelli e Cristiano Godano. Dopo un simile avvenimento sarei persino potuta morire senza rimpianti. La canzone rispecchia nella sonorità e nei contenuti il  loro modo di fare canzoni: rinnovarsi rimanendo sé stessi. È, inoltre, un brano quanto mai attuale: la decadenza civile e culturale è all’ordine del giorno.  

Questo  è il video della prima serata, in cui, nonostante le stonature e i presunti  problemi tecnici, mi sono emozionata parecchio, come se su quel palco stessero suonando vecchi amici.

 

 

Questo invece è l’audio voce e chitarra della canzone fatta nella trasmissione radiofonica della Gialappa’s Band.

 

EDIT: VINCONO IL PREMIO DELLA CRITICA. C'erano dubbi?

sabato, 07 febbraio 2009

Ed io in questo campo sono davvero un genio. Dovrei dire che, essendo una abbastanza schiva,  le autocelebrazioni non fanno per me, ma considerando il fatto che, a occhio e croce, non ci sarà nessuno mai a farmi una dedica, a scrivere due parole per me o tutte quelle cose che si vedono nei film - quelle americanate pazzesche che io schifo altamente, allora perché dovrei desiderarle?- eccomi qui a fare una cosa apparentemente patetica, sostanzialmente ironica (forse non si capisce, ma l'intero blog corre sul filo tra psicodramma e psico-auto-ironia, condito con una buona dose di narcisismo spesso deluso).Torta di compleannoE dunque, 私に 誕生日 おめでとう!!!Cioè, tanti auguri a me!!!

 

venerdì, 06 febbraio 2009

Mi ero imposta di non ritrattare questo tema, perché aggiungendo parole su parole, molto spesso vane, sembra quasi che l’argomento perda di importanza, ma quello che sta succedendo in queste ore è un colpo così forte e doloroso che scriverne diventa un modo per liberarmi almeno un po’ dal senso di ingiustizia che mi angustia. Sto parlando della situazione che la povera famiglia Englaro sa vivendo. Menomale che Giorgio Napolitano  non ha firmato quel dl maledetto. Se lo avesse fatto non ci saremmo trovati solo nuovamente di fronte all’ingerenza della chiesa (il minuscolo è voluto, per disprezzo)su questioni di ordine privato - lo sanno tutti che la mano del premier su questa faccenda è mossa dalla santa sede per questioni di scambio di “favori” e per mettere a tacere il clero davanti a delle boiate come il dl sulla sicurezza & co. -, ma si sarebbe trattato anche di un atto di sovversione all’ordine costituzionalmente stabilito, in quanto il decreto avrebbe scavalcato la decisione della Corte di Cassazione, dichiarando così che la sovranità del governo è l’unica che conta davvero. C’è solo da sperare che Eluana, in un atto rivoluzionario e libero, a dispetto di chi ha inventato storie sulla sua condizione (sull’Avvenire una “giornalista” afferma con tutta sicurezza, pur non avendola mai vista e pur, ne sono sicura, senza cognizione di causa, che Eluana tossisce e si muove e che nonostante la sua attività cerebrale è da molti anni uguale a zero, dia segni di vita), stanotte spenga anche il suo cuore e abbandoni questo mondo che evidentemente non le ha voluto bene, prima che qualcun altro si alzi e prenda decisioni su di lei.Per quanto mi riguarda preferirei cadere vittima di un serial killer sadico e cannibale che mi mangi a poco a poco, piuttosto che essere in balia da una parte di “uomini” che non si interessano affatto a me, ma hanno molto a cuore i propri interessi, e dall’altra di “uomini” sempre pronti a far battaglie per imporre il predominio della loro ideologia anacronistica e oscurantista, calpestando le libertà altrui in nome di qualcuno che, credo, disapproverebbe tale operato.

 

postato da: animachecrepita alle ore 17:48 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, vita, sensazioni, sentimenti, passione, smadonnamenti, pseudoriflessioni politiche