Uh, poche volte ho preso decisioni che avessero una lunga scadenza, un po’ per scaramanzia, un po’ perché io i progetti a lungo termine non li sopporto. Mi sembra che mi blocchino ogni movimento, che se decido una cosa oggi non ne posso fare un’altra improvvisa domani(purtroppo sono quella di “una cosa alla volta”, anche se va a finire che ne faccio mille inconsapevolmente). È come con i rapporti “gomito a gomito”: quando sono troppo vicina a una persona per lungo tempo comincio a sentire le catene intorno al collo e alle caviglie. I “programmatori”, quelli che devono avere sempre tutto sotto controllo, quelli ai quali il minimo cambiamento procura gravi danni morali, proprio non li capisco. Cosa c’è di bello nel sapere che fra un giorno, un mese, un anno farai una determinata cosa? Qual è l’emozione? Boh, forse l’emozione di poter dominare e controllare tutto, desiderio che non mi appartiene. Un amico mi ha invitato a unirmi a lui in un gioco di ruolo e rispondendo alle mie perplessità mi dice: “Non devi fare nient’altro che conquistare e distruggere”. Proprio le due cose più lontane da me. Si vede proprio che non sono riuscita a fargli capire un cazzo di me.
Ma cosa volevo dire con tutto questo vaneggiare? Ah sì, che ho comprato i biglietti per il concerto dei Depeche Mode: 16 giugno Roma. Incrociamo le dita.
Spero che facciano questa
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