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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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giovedì, 19 marzo 2009

Uh, poche volte ho preso decisioni che avessero una lunga scadenza, un po’ per scaramanzia, un po’ perché io i progetti a lungo termine non li sopporto. Mi sembra che mi blocchino ogni movimento, che se decido una cosa oggi non ne posso fare un’altra improvvisa domani(purtroppo sono quella di “una cosa alla volta”, anche se va a finire che ne faccio mille inconsapevolmente). È come con i rapporti “gomito a gomito”: quando  sono troppo vicina a una persona per lungo tempo comincio a sentire le catene intorno al collo e alle caviglie. I “programmatori”, quelli che devono avere sempre tutto sotto controllo, quelli ai quali il minimo cambiamento procura gravi danni morali, proprio non li capisco. Cosa c’è di bello nel sapere che fra un giorno, un mese, un anno farai una determinata cosa? Qual è l’emozione?  Boh, forse l’emozione di poter dominare e controllare tutto, desiderio che non mi appartiene. Un amico mi ha invitato a unirmi a lui in un gioco di ruolo e rispondendo alle mie perplessità mi dice: “Non devi fare nient’altro che conquistare e distruggere”. Proprio le due cose più lontane da me. Si vede proprio che non sono riuscita a fargli capire un cazzo di me.

Ma cosa volevo dire con tutto questo vaneggiare? Ah sì, che ho comprato i biglietti per il concerto dei Depeche Mode: 16 giugno Roma. Incrociamo le dita.

Spero che facciano questa

venerdì, 13 marzo 2009

Maledetti sogni! Sogni sempre belli, avvincenti in cui sono felice e felici sono le persone che mi stanno accanto. Sono io la fonte dell'allegria e del piacere, il centro  dal quale si sprigionano profumi e colori e sensazioni incantevoli. Anche il subconscio si prende gioco di me. Perché ogni mattina puntualmente arriva il pugno in faccia della realtà? Perché se di notte vivo meglio che di giorno mi devo svegliare? Che senso ha questo masochistico istinto di vivere? Non lo riesco più a capire.  La primavera sta arrivando ma non per me, chiusa come sono in un limbo che non mi lascia né speranze né certezze. E meno male che questo è l’ANNO DELL’ACQUARIO  e marzo dovrebbe essere il mese della svolta per questo segno! No, perché non me ne sono accorta che è il mio anno, anzi penso che peggio di così ci siano solo due o tre cose, tra le quali la morte per sevizie. D’altronde la collocazione degli astri è cambiata e ci sta che sono nata sotto l’influsso di qualche altra stella o magari l’oroscopo è solo un’immensa stronzata. Però, se non credo in un dio misericordioso, non credo nelle stelle, non credo in me stessa, a chi affiderò le mie preghiere? A chi confiderò le mie paure? La scoperta di essere sola, quando hai passato l’intera vita ad affermare e difendere la tua solitudine/indipendenza, a imparare a fare cose per non chiedere aiuto agli altri, è devastante. Il vuoto intorno e la consapevolezza di aver fatto l’unica cosa cha andava. È impossibile levarsi di dosso i fantasmi che ti hanno cresciuta, rimangono attaccati anche dopo aver acquisito conoscenze ed esperienze.

In uno di questi  sogni seducenti in sottofondo c’era questa canzone…

 

Follow her down to a bridge by a fountain,
Where rocking horse people eat marshmallow pies.
Everyone smiles as you drift past the flowers,
That grow so incredibly high. (Lucy in the sky with Daimonds)

PS: vorrei tanto sapere chi legge una trentina di pagine di blog al giorno senza lasciare nemmeno una traccia di sé. Non voglio dire che si debba per forza commentare, però...

 

giovedì, 05 marzo 2009

Si fa presto a dire amati! Più giusto sarebbe dire odiati di meno. O almeno prova a farlo. Sento il terreno crollarmi sotto i piedi ma continuo a camminare. Sarebbe più saggio e comodo fermarsi e aspettare la frana, aspettare di vedere che anche il più piccolo granello di polvere si dissolva e lasciarsi sprofondare nella baraonda di terra e sangue e membra.

Invece no. Ostinata proseguo nella mia follia che paradossalmente conserva la mia sanità mentale, continuo a tenermi in allenamento -testa e corpo-, fare e disfare orizzonti, progettare, inventare, tessere trame e relazioni. Come se da un momento all’altro dovessi debuttare, come se un giorno di questi dovesse arrivare il mio turno. Tuttavia, sono adulta abbastanza per capire che il mio turno potrebbe non arrivare più e che gli affanni e le corse e gli impegni rubano il tempo e l’attenzione alla vita. Se qui non c’è posto per i miei sogni perché non cominciare a vivere una vita NORMALE? Fare come fanno tutti. Avere gli stessi traguardi della gente comune, essere cupa e triste per tutta la settimana per poi tristemente e cupamente farmi di qualsiasi cosa nel week-end per dimenticare la mediocrità dell’esistenza.

To be continued… maybe.