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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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martedì, 26 maggio 2009

I miei contatti con la società ultimamente non sono molto gratificanti, per me, e forse nemmeno per la società. Ho a che fare con gente che se fosse per mia volontà non sarebbe più in circolazione da un pezzo. Buttata con l’acqua sporca (i cari vecchi metodi di una volta!).  Non avendo questa facoltà,posso almeno osservarla e in qualche modo trarre le mie conclusioni. Una è questa:  i maleducati votano Berlusconi. Mentre facevo le solite inutili ripetizioni ad una fanciulla - dico inutili perché non ho il potere di curare l’ottusità e la mancanza di curiosità (per non parlare delle lacune risalenti ai teneri anni dell’elementari)- questa, leggendo silenziosamente o facendo finta ha cominciato a farsi una minuziosa manicure servendosi graziosamente di bocca e denti, producendo un rumore tremendo e, come se non bastasse, buttando gli scarti prima sul libro e poi a terra, sì, sul MIO pavimento. Io, di solito non avvezza ai rimproveri né ai litigi per futili motivi (infatti, non sottolineo nemmeno i suoi abissali ritardi), ho lasciato correre, pensando che il nervoso potesse giocarle scherzi simili. Tuttavia vedendola e soprattutto sentendola continuare non ho potuto far a meno di sottolineare il mio disagio in maniera più che garbata, ma allo stesso tempo caustica: “Se hai bisogno di una manicure, ti do il numero di una brava”. Si è fermata senza batter ciglio. La questione è la seguente: si tratta di una ragazza che proviene da una cosiddetta famiglia bene. Il padre libero professionista, molto conosciuto, lei non esce se non abbigliata con indumenti senza un minimo di firma (tipo Chanel), frequenta solo gente di un certo livello, ambienti di un certo livello, che fa la festa per i suoi 18 anni nella più grande discoteca di tutto il meridione. Insomma, una classica borghesuccia provinciale che alle prossime elezioni andrà a votare, se non avrà cose più importanti da fare (passarsi lo smalto alle unghie dei piedi), il PDL. Ovvio che sarà così, chi altro potrà votare?  Chi altro le garantisce che potrà fare quel cazzo che le pare senza pagarne le conseguenze? Chi altro le dice che i soldi o un bel culo le apriranno le porte per il successo, che può sbattersene allegramente del senso civico, della responsabilità civile, della solidarietà, della cultura, che l’arroganza e la prepotenza sono dei valori e non dei difetti da correggere?  Nessuno che non sia la schiera di omuncoli di cui è formato il popolo delle libertà.

mercoledì, 13 maggio 2009

È da un po’ di giorni che questo blog riceve frequenti visite (anche più di due al giorno) addirittura dall’Ucraina. Ora, non avendo che una vaga idea di chi sono i più assidui frequentatori delle mie pagine, non riesco a capire chi possa essere la misteriosa figura che si nasconde dietro  queste visite. Il che non fa che stuzzicare in maniera abnorme il mio desiderio di conoscere. Come mai una/o da un Paese lontano mi legge? Enigmi di questo genere fanno si che si metta in moto la mia immaginazione e cominci a creare storie sui miei imperscrutabili lettori.

La stessa scimmiesca curiosità mi prende quando vedo su messenger  la frase iniziale di qualcuno che non sento da parecchio senza un motivo preciso (a volte semplicemente ci si distacca, senza pathos né strazi) che recita “Siamo l’esercito del SERT” e mi verrebbe voglia di chiedergli “Anche tu conquistato da Le luci della centrale elettrica?”,fare con lui delle belle discussioni sulla musica, inframmezzate con cazzate varie e cose serie. Strano come la vita di qualcuno che senti molto affine ad un certo punto ti appare così lontana e sfocata che stenti a riconoscerci una passata vicinanza.

martedì, 12 maggio 2009

È quasi estate, dalla vetrina del bar filtra una luce piena, gialla, ma inoffensiva. Nell’aria la polvere rende tutto attenuato, è una patina che rassegna all’immobilità. D’un tratto dalla televisione arrivano i primi risultati di un’elezione importante. Sento una voce che dice: “Il PDL ha preso il 70,35%di voti”. Poi la paralisi, non riesco a parlare, né a muovermi. Un colpo alla bocca dello stomaco e comincio a piangere, un pianto disperato e irrefrenabile, come quello di un bambino che ha visto sottrarsi sadicamente e arbitrariamente il giocattolo preferito. Piango piango piango, non me ne frega di essere tra gente che non conosco e dare spettacolo, piango e mi chiedo perché questa cecità. Non mi faccio capace. Qualcuno vedendomi così afflitta mi tocca una spalla e pronuncia quella che alle mie orecchie è una potentissima formula magica: “Non il 70,35%, il 7,35%”. In quei numeri corretti ritrovo la mente illuminata dei miei connazionali. Hanno squarciato il velo di Maya, si sono liberati da ciò che impediva loro di guardare in faccia la realtà e hanno scelto di conseguenza. Silvio bye bye. Continuo a piangere, questa volta di gioia, e ripeto “Questo è un sogno, questo è un sogno”, fino a quando aprendo gli occhi mi accorgo che è davvero solo frutto del mio subconscio, unfortunately .

sabato, 02 maggio 2009

Mi viene il vomito, anzi un risolino di superiorità unito a commiserazione quando penso a quanto poco inclini alla musica in genere siano i fan della prima e dell’ultima ora di Vasco Rossi. Il classico concerto del Primo Maggio di ieri ne è stato un esempio. Si sa, si tratta di una categorie di persone il più delle volte decervellate (da “Decervellamento” di Vinicio Capossela) e con una dose di fanatismo che al confronto Al Qaeda pare il Circolo Pickwick. È dunque sarebbe inutile e poco gratificante prendermela direttamente con loro per quei coretti da stadio e fischi non di apprezzamento, sempre i soliti e sempre banali, che hanno rovinato il mio, e credo di molti altri (notizia per i vascofili: no, non esistono  solo vasco e i suoi proseliti; menomale, aggiungerei), ascolto di un evento nella Musica con la emme maiuscola che raramente avviene. Le due più grandi rock band italiane (Rock vero, mica il pizzafichismo vaschiano)in circolazione (Afterhours e Marlene Kuntz) si fondono e creano la magia che attendevo da tempo, la magia che nasce quando due personalità così forti ma anche così diverse si incontrano e non fanno scena, non dicono quattro stronzate per essere applauditi, non fanno riferimenti blandi e stupidi alla politica, ma imbracciano le chitarre schiariscono la voce e suonano e cantano davvero. Danno anima e corpo e si vede si percepisce che credono in ciò che fanno, non stanno lì giusto per dire ipocritamente di aver fatto qualcosa, credono nelle parole che pronunciano e nelle note che suonano.

Non è andata meglio alle altre performance (quando mai ci ricapiterà di vedere Benvegnù, Marta sui Tubi, Basile and so on tutti insieme?). La mia conclusione è: non è stata una scelta furbissima da parte degli organizzatori del concerto mettere insieme due realtà così diverse. Bisognava scegliere o la qualità e invitare solo gli artisti che hanno occupato la parte precedente all’arrivo di vasco o la quantità, cioè fare arrivare una marea di gente ad osannare il nuovo presunto profeta facendo esibire nell’attesa cantanti che come stile (quale?) assomigliassero alla guest star.

PS: vogliamo parlare dei travestimenti assurdi? Dell’Era novello Elvis era irresistibile! E Manuel versione capitano di vascello così chiacchierino tra una e l'altra canzone?