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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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mercoledì, 19 agosto 2009

24 ore alla partenza, verso una nuova vita.

Sarà davvero nuova o cambierà solo la collocazione geografica?

No, voglio DEVO credere che tutto cambierà e avrò più gioie e meno nervosismi, più gente da voler conoscere e più foto da scattare.

Sarebbe più poetico se lasciassi un posto meraviglioso e provassi una stretta al cuore nel farlo, ma non è così. Nulla di ciò che ho e ho avuto in questo luogo, nonostante gli sforzi e le lotte, mi ha reso felice in modo completo. C’è stata sempre una contropartita pesante della quale tener conto.

Oltre la languida tristezza di lasciare quelle quattro/cinque persone, alcuni sapori, alcuni profumi, le mie pianticelle adorate non provo altro. Spazzerò gli inevitabili momenti di nostalgia con un sorriso alla mia nuova esistenza (sempre che vada bene, eh! Non si sa mai…).

わたし、がんばろう


domenica, 16 agosto 2009

Ma perché agli uomini piacciono tanto le ragazze coi capelli lunghi? È una cosa così odiosa, così fascista! (Haruki Murakami - Norwegian Wood).

 

Your friend looks like a man!

Why do you say that?

Short hair, no breast.

 

Da quando ho tagliato i capelli quasi a zero, le mie quotazioni di donna desiderabile o quantomeno apprezzabile sono calate sensibilmente. Non che prima fossero altissime, s’intende. Eppure obbiettivamente i capelli corti mi stanno bene, fanno risaltare i miei occhi e mettono in luce i lineamenti dolci (l’unica parte non spigolosa di me). La ragione per la quale agli uomini piacciono quelle coi capelli lunghi, con le folti chiome pesanti e informi, con le tristi e mortificanti tende calate sugli occhi è, secondo me, una ragione ancestrale. La donna coi capelli lunghi è più rassicurante. 1) Hai un appiglio in più dal quale afferrarla e portarla di nuovo nella grotta a farti da mangiare; 2) dietro quella cortina sembra serbar meglio le sue virtù e la sua rettitudine; 3)(che riassume tutto), nell’immaginario convenzionale sessista e poco evoluto, la femminilità ha i capelli lunghi.

Conclusione: visto la mia storica e stoica ritrosia alle convenzioni e visto che me ne fotto di apparire più femminile, più bella, più più più, a discapito della comodità e di come davvero mi senta, non vedrò mai passare nessun principe azzurro a portarmi via. Ciò non mi rattrista, affatto. D’altronde, non mi piacciono i nobili. È solo un’altra occasione per una costatazione tutt’altro che amichevole. Dare e vedersi assegnare dei ruoli, come se si trattasse di una guerra. La donna deve essere in una certa maniera, l’uomo in un’altra. La prima nasce per fare certe cose, il secondo per farne cert’altre. Tutto già stabilito in un disegno che prevede la forza come arma vincente. Be’ io me ne traggo fuori volentieri (finché un colpo di clava non mi faccia capire qual è la mia vera collocazione).

 

mercoledì, 05 agosto 2009

Quando cade la maschera

I bla bla bla smettono

Rimane il silenzio imbarazzato

Non il mio

Alzo il volume, continuo a ballare

 

lunedì, 03 agosto 2009

pietre ombra piediCollezionare sassi, ecco cosa voglio fare d’ora in poi. Ogni volta che visiterò un posto al ritorno porterò con me un sasso trovato in quel luogo. Forse non è originale come idea, ma mi piace pensare che questo tipo di souvenir sia molto più poetico di quelli classici. In fondo un sasso può raccontarti un sacco di cose, o almeno non ti dirà bugie. Perché di bugie e di mezzucci per arrivare a chissà quale scopo ne ho piene le palle, francamente. Più che mettere un cartello al collo con su scritto: “Non cerco nulla” non so che fare. Mi riferisco agli ormai frequenti episodi in cui persone pur non avendo letto nemmeno una riga di ciò che scrivo, limitandosi alla sola fugace occhiata al mio profilo su splinder, assai scarno di contenuti, si prende la briga di contattarmi. Perché? Appare un mistero anche per me. Anzi lo so ma preferirei non saperlo. La procedura è più o meno sempre la stessa: mi chiedono che significato ha il mio nick, dicono che hanno una passione in comune e bla bla bla. Il passo successivo è la richiesta di contatto MSN, e quando lo do perché incuriosita, arriva il classico: ce l’hai una foto da mostrarmi?

Perché? Perché dovrei farti vedere una mia foto. Tu salti un passaggio secondo me fondamentale per la conoscenza di quella che sono e mi chiedi una foto (oppure il numero di telefono)?

Questo rituale mi ha stancata, poteva essere efficace una volta, due volte, alla terza già si è rivelato una gran palla. Bisogna avere fantasia o in sostituzione essere tanto sinceri: dire le cose come stanno, scrivere subito le proprie intenzioni, con schiettezza. Lo apprezzerei tantissimo, invece di dover sopportare lunghi monologhi,  domande assurde o dover scrivere sempre le stesse cose. Credo che risparmierebbe tempo anche l’altra parte che potrebbe essere subito libera di volare verso altri luoghi, magari più accoglienti. Mentre scrivo penso all’inutilità di questo post perché quelli ai quali è indirizzato non lo leggeranno, troppo presi a prepararsi la parte con la quale far breccia nel cuore o nella testa di una o svariate fanciulle. Da quali basi può nascere un rapporto, di qualunque natura sia, se non sprechi nemmeno dieci minuti per vedere chi sono, cosa sento, come vivo? Cosa bussi a fare alla mia porta se non ti fai nemmeno un’idea sommaria di chi ti potrebbe aprire?

E menomale che esistono delle eccezioni: gente che è interessata a conoscenza e allo scambio di punti di vista, senza alcun altro scopo. Solo comunicazione allo stato puro. D’altronde non nego che potrebbero esserci coinvolgimenti di altra sorta(ben vengano!), ma la premeditazione mi fa tanta tristezza, mi annoia, mi demoralizza.  

postato da: animachecrepita alle ore 19:36 | Link | commenti (16)
categoria:varie ed eventuali, parole, pensieri, visioni, vita, sensazioni, sentimenti, vaniloqui e illuminazioni