


Da un po' di giorni mi capita di dormire male. Faccio incubi terribili, sogni strani in cui ancora sono in Italia, ogni volta qualcosa non va e mi preoccupo fino ad angosciarmi. Non riesco più a capirlo questo pazzo mio inconscio. Certo, la strada per una piena, come dire? felicità?, forse meglio serenità è ancora lunga, pero' qui sto bene, non mi manca niente (tranne gli accenti sulle "o" e sulle "i" sulla tastiera) e di giorno sto bene, quando posso esco, anche fuori dai confini e il tempo pure se di merda non m'infastidisce. Posso ritagliare degli spazi per stare sola con me stessa, allo stesso tempo ho sempre qualcuno con cui parlare. Allora perché la notte vedo insetti e ragni malefici, litigo con le persone, mi incazzo furiosamente? Perché mai la parte più profonda e vera di me reagisce in questa maniera? Tutti i sogni portano dietro di sé un senso di soffocamento, come se stessi in una bolla con poca aria a mia disposizione e dovessi scegliere se parlare e finire l'ossigeno o tacere e conservarlo.
E poi si affaccia un unico stupido pensiero che mi lascia in pace nei momenti di pressione e stress, ma preme con potenza quando affronto situazioni piacevoli e il mio io ha una timida parvenza di essere quasi in pace con il mondo. Essendo abituata ad attraversare le tempeste in perfetta solitudine in moti d'orgoglio senza pari, nei periodi bui la voglia di avere qualcuno al mio fianco non mi sfiora che per qulache secondo. D'altro canto, quando mi lascio cogliere dalla bellezza di certi luoghi e di certe situazioni è quasi inevitabile guardare lo spazio vuoto accanto a me. Non c'è nessuno con il quale vedere e vivere delle cose, nessuno a cui dire le vedo e le vivo anche per te. Le cose rimangono belle uguali, indubbiamente, ma sembra di perderne un po' il significato, come se non le posseddessi fino in fondo. Come sarebbe stato vedere il museo di Magritte mano nella mano con qualcuno? Avrei visto le stessecose che ho visto andandoci da sola, sicuro, ma avrebbero avuto un indirizzo esatto tutti i miei sospiri e i miei occhi sgranati, i miei sorrisi e i miei "wow". Sarei rimasta ugualmente paralizzata di fronte a una candela che fa ombra su un volto di donna e non mi avrebbe ferita l'impossibilità di mostrare a qualcuno il mio stupore. Nella mia incompiutezza mi sento il più completa possibile, ma alle volte mi domando se potro' mai essere più di cosi'.

Stanza d'albergo. Piena mattina. Il sole entra e si espande in tutta la stanza. Non ferisce, bagna e avvolge sensualmente tutti gli oggetti e i corpi che incontra. Sul basso tavolo una bottiglia di rakia quasi vuota e due bicchieri. Nel posacenere quel che rimane di due sigari profumatissimi. Lei è in piedi davanti alla finestra e guarda il pieno svolgersi della vita. Dov'era tutta quella gente ieri? E dove sarà domani?, si chiede. Si volta verso il letto e si acorge che anche lui è sveglio, gli occhi ancora socchiusi la guardano.
Happy Birthday!
Grazie. Perché?
Cosa perché ?
Perché sei qui ?
Per festeggiare il tuo compleanno, che domande!
E perché stanotte hai fatto l’amore con me?
Wow, ma tu non metti mai il cervello a riposo?
No. Rispondi per favore!
Non so, è capitato…
È capitato non è una buona risposta. Le cose non succedono cosi’.
Capitano perché le vogliamo far capitare, va bene?
Uhm.
Andava ad entrambi e l’abbiamo fatto. Che problema c’è?
Nessun problema sto solo tentando di capire.
Quando la smetterai di analizzare ogni minimo dettaglio?
Che c’è di male a voler capire certi meccanismi?
Niente, ma sta di fatto che non ti stai godendo la vacanza. Oggi è la tua festa e dovremmo spassarcela, fare tutto quello che ti va…
Hai visto, ho messo la tua maglia.
Si, ti sta bene.
Non l’avevo mai fatto prima d’ora, indossare gli indumenti di qualcuno la mattina dopo. La trovo una cosa cosi’ stupida. Stamattina, invece, volevo abbracciarti, ma non volevo svegliarti. Allora l’ho indossata.
Hai fatto bene. Adesso metto la tua.
Ridono e torna il silenzio. Fuori dalla stanza un mondo inconsapevole dell’esistenza dei due si affanna e parla lingue sconosciute.
Piano lei scivola nel letto, cerca nel corpo di lui incavi che possano contenerla in modo da creare una specie di puzzle umano.
Lui le cinge la schiena con un braccio , mentre con la mano libera le sfiora il viso.
Ho sempre sognato di venire qui, ma adesso che ci sono non me ne frega più niente. Potrebbe anche sprofondare lei con tutti gli abitanti.
E i bazar, neanche quelli t'interessano più?
No.
Stai bene qui, in questa camera?
So già che mi pentiro’ di quello che sto dicendo… sto bene con te.
Perché dovresti pentirti ?
C’è sempre qualcosa di cui pentirsi.
Mah…
Pensavo che fra un po’ arriverà una telefonata che avrà lo scopo di farmi sentire in colpa. Pero’, non ci riuscirà, lo so. Sono biasimabile per questo?
No, niente sensi di colpa perché non hai sensi di colpa. Puoi almeno tentare per un po’ di ore a non pensare a niente e vivere? Devi solo pensare a stare bene, siamo qui per questo.
Alla fine dovro’ pagarti per i tuoi servigi?
Cos’è, una battuta?
No, sul serio. Cosa sei? Cosa siamo? Riesci a dare una definizione di noi?
Senti, non eri tu quella di « meglio le cose indefinite », « le acque torbide », e stronzate del genere ?
Si’, ma adesso ho bisogno di capire. Sono stanca della confusione, dell’indefinitezza costante. Perché mi sembra tutto un casino e non respiro e mi sembra di morire se anche questa volta non ne vengo a capo. Ho bisogno di verità e obiettività.
Il cuore sembra dover da un momento all’altro staccarsi dalla gabbia toracica e schizzare fuori. Si calma solo quando tace e comincia a contare le ossa del torace di lui. Le passa in rassegna un’alla volta e quando ha finito ripete l’operazione. Conta e riconta fin quando non si addormenta.
Le libertà di vivere in terra straniera: dire tutto cio' che si pensa, le sconcerie più bieche, le bestemmie più pesanti e non essere capiti e additati come reietti o almeno scostumati, cantare a squarciagola:
"Togliti il buio amor, le mutandine e il tuo dolore/ Sai voglio scoparti fino a farti ridere"
con il vicino che placidamente fa giardinaggio inconsapevole di cio' che sto blaterando.
Ho riscoperto l'ultimo cd degli Afterhours, non rivalutato, solo riascoltato dopo circa un anno. Avevo in mente Tarantella all'inazione e cosi' ho avuto voglia di risentirlo per intero.
Sabato faro' una capatina in Germania e domenica assolutamente a vedere la mostra di Haring.
"Fuori dalla tua porta fare la cosa giusta/ essere razionali, mentre ti gira la testa"
A. ha gli occhi verdi e non me ne sono mai accorta! Porca miseria, pensavo di amarlo, invece non sapevo nemmeno di che colore avesse gli occhi. Meschina.
"Immagina un istante, se avessi un reverse/ cosi' più invecchi e più sei giovane/ puoi risbagliare tutto e ridere"
Quando sei particolarmente ispirata od orientata verso un preciso sentire cio' che leggi è cio' che vorresti ci fosse scritto. potresti trovare risposte ai tuoi dilemmi o corrispondenze anche in un manuale di fisica o nel libretto di istruzioni di una pentola a pressione.
"E se capita che non ci sia scelta su cosa amare? E se il tempio viene a Maometto? Che succede se ami e basta?senza decidere? Semplicemente ami: la vedi e in quel preciso istante dimentichi tutta la sobrietà e la contabilità e non puoi scegliere altro che amare?"
Infinite jest ~ David Foster Wallace
viaggio da overijse a leuven in bus, niente di meglio che goran bregovic come colonna sonora. è un viaggio un po' pazzo, in cui credi che possa succere di tutto, come rimanere fermi in mezzo alla campagna sconfinata, in una strada in salita, sotto la pioggia scrosciante, la prima casa chissà a quanti metri di distanza. poi guardi fuori e ti accorgi della dissonanza, il paesaggio non è proprio quello dei film di kusturica.
leuven è una città cattolica, universitaria, molto italiana, nel senso che l'erasmus porta qui molti studenti italiani e le strade pullulano dei diversi accenti italici.
il gotico dello stadhuis, il municipio, fa venire le vertigini.

da quanto sono riuscita a capire fino ad ora, i belgi sono un popolo di mercanti. credo soprattutto al sabato ci siano mercati e mercatini un po' ovunque. i dolci e i fiori in primis, poi l'usato/antico, che non è proprio convenientissimo.
questo è anche un posto pieno di coppie: la classica uscita del sabato a fare shopping o solo una passeggiata in centro fino al parco e non possono risparmiare agli altri le pubbliche effusioni. tutto cio' è odioso, perché non posso godermi un po' di riposo su una panchina soleggiata sneza incappare in baci palpatine, ecc.? perché questo bisogno di mostrare al mondo intero che si ha una persona alla quale rivolgere le più abiette smancerie possibili? mi dà fastidio dover girare lo sguardo solo perché nella traettoria ho incrociato i teneri baci di due piccioncini. se non lo facessi verrei presa per una voyereuse.
mi sto rendendo conto che sto diventanto metereopatica al contrario. con il sole sono triste con la pioggia allegra. mah.
quasi due settimane in belgio. ci sono attimi in cui sento che ce la faro', che potro' realizzare il progetto tanto agoniato chiamato indipendenza, e ce ne sono altri in cui mi sento crollare la terra sotto i piedi e una tristezza piena e totalizzante mi prende e mi paralizza. cosa ci faccio qui? mi chiedo se non stia prendendo tempo. tutta la paura che non avevo prima di partire e con spavalderia negavo, si riversa su di me adesso. ma è solo questione di istanti. tutto si raddrizza con un bel sospiro e con la prospettiva del futuro fatto di piccoli traguardi. il primo è sicuramente il corso di olandese che comincero' questa settimana (questo tipo di corsi vengono organizzati dalla camera di commerico e dall'università e con una cifra irrisoria puoi davvero studiare una lingua), sarà un corso intensivo al quale, sono abbastanza orgogliosa e anche un po' sorpresa di questa cosa, ho avuto accesso mediante un test di logica!!! in cui ho avuto il punteggio più alto, non ci si crede.
e io che temevo che il cielo sarebbe stato sempre grigio! c'è ancora un cielo azzurro intenso coperto parzialmente da nuvole grandi e gonfie che rapide lo attraversano, spinte dalle correnti del mare del nord. e a me il pensiero di essere vicina al mare del nord mi esalta otremodo.
bruxelles è al centro del mondo, cioè dell'europa. con poche ore di treno puoi trovarti ad amsterdam, a parigi, a londra.
bruxelles è una città che profuma di dolci. di wafel caldi e di cioccolata. ed è una città per perdersi e camminare fin quando hai fiato e gambe, senza seguire un percorso preciso, lasciandoti trasportare dall' istinto e dai suoi suggerimenti. solo cosi' puoi trovarti in una stradina nemmeno tanto coinvolta nei circuiti turistici in cui una piccola orchestra metà improvvisata e metà no, con tanto di direttore danno vita a un piacevole e colorato concerto.
le note negative ci sarà tempo di scoprirle. per adesso mi godo la meraviglia delle novità.
