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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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mercoledì, 25 novembre 2009

Ho scritto e riscritto numerose lettere, alcune quasi minatorie, incazzose, piene di rancore. Altre rassegnate. Nessuna troverà la via verso te, perché anche se lo facessi, anche se ti spedissi una o tutte quelle lettere non arriverebbero mai a te. Sarebbe come appenderle ad un albero o infilarle nelle crepe del muro del pianto: grandi speranze, ma nessuna risposta vera. Di questo soliloquio sono stanca. Ho bisogno di parlare per davvero, di un confronto vero.

Sarebbe bello domani mattina svegliarsi, aprire la finestra e gridare come Penthotal in Paz! “Amatemi, Amatemi” e vedere formarsi una piccola fila di persone che accorre sotto la mia finestra e dice “Eccoci, noi ti amiamo!”. Sarebbe bello, ma non è reale (non solo perché nessuno capirebbe cosa sto farneticando, anzi forse chiamerebbero la polizia). Non si può obbligare qualcuno a starti a sentire, pretendere la sua attenzione, pretendere che le manchi. Dovevo sciogliere il nodo, convincermi del fatto che tu non ci fossi e non ci sarai mai per me nel desiderio o nel bisogno. E il fartene una colpa, sbagliando, era dovuto al mio vedere oltre la realtà, interpretare i segni e le parole in base a quello che sentivo e non prenderli per quelli che erano. Era del tutto fuori luogo che mi incazzassi con te per i tuoi silenzi o per la tua indifferenza, perché semplicemente io e te non siamo  mai stati niente in fondo. Realizzato questo, vedo tutto molto più chiaro, smettendo di farmi domande assurde che cominciavano sempre con “perché...”

Dopo questo, mi dico: “Cara la mia G., prova a prenderti una pausa da questa che sta diventando una prigione noiosa, prima che cominci ad odiarla” (ma non è detto che ci riesca).
Proverò a vivere, proverò ad arricchirmi e spero di ritornare a parlare di sogni avventure and so on. Perché sono altro dall'ombra che appare adesso. Ho voglia di strada, di posti ancora più lontani. Di tornare a cercare quel qualcosa che mi manca, che non sono occhi, membra, corpi, ma essenza. Di ritrovare i personaggi che popolavano la mia testa e rianimarli.
Non è tutto qui, non può esserlo. Dus, tot ziens!

 

Pulito come un solitario, mi scrollerò di dosso l'obbedienza. La brucerò come un'efelide nell'acido della mia insonnia e sarò solo nervi e niente grasso, scintillante come una moneta nella benzina, scaltro come un affamato, veloce come una faina. Veglierò per sempre, dormirò vestito, starò addosso alla vita come un segugio, come un mastino. Non guarderò più l'orologio, prenderò d'anticipo il mattino.

 

venerdì, 20 novembre 2009

Miei carissimi pochi abituali lettori, mi scuso profondamente per le lagne propinatevi per non so più quanti post. Fin quando non avrò lavato via tutto lo sporco dovrete sopportare o in alternativa abbandonare l'opera pia di leggermi. Capirò.

Il vento si insinua negli spazi vuoti e produce un sibilo simile al latrato di cani depressi. Ciò aumenta la mia tristezza che si espande nello stomaco e nel torace e aderisce alle pareti interne e quasi scoppio. Trattengo le lacrime, ingoio aria e veleno, mi mordo le braccia per non piangere. D'altronde chi è disposto a farmi spazio sulla sua spalla o tra le sue braccia? Chi capirebbe i capricci adolescenziali di una non adolescente? Mi riderebbero in faccia e direbbero: cresci, per la miseria! Cresci! Comincia a metterli 'sti piedi a terra una buona volta. Guarda la realtà! È tutto effimero, quello che credevi un sentimento vero è solo nella tua testa, niente di più. Irreale, non vero, immaginario, impersonale, non umano, cioè un semplice gioco intellettuale, un intrattenimento originale.

E allora perché se non è reale, così tanto dolore? Perché non scrollo le spalle e dico chi se ne frega!

Tu ci hai messo l'anima in questo gioco? Cazzi tuoi! Nessuno ti ha detto di spendere più di qualche pensiero e ora di svago. Nessuno. Se tu credi che semplici parole scritte possano legare persone, ti sbagli di grosso. Se credi che quel mondo sia il vero mondo o parte di esso finirai sempre per farti male. Poco importa se adesso soffri e ti sembra di impazzire, se tremi e ti manca l'aria e sembra che ad ogni passo puoi cadere. Fin quando non capirai che nessuno sarà mai disposto a investire su di te lo stesso carico di sentimento che hai tu, ti troverai sempre in questa situazione. Cresci G., non è più il momento di sognare. Svegliati e vivi!

Adesso vorrei addormentarmi e svegliarmi quando tutto è finito, il dolore passato. Vorrei aprire gli occhi ed essere più stronza, provare il piacere della vendetta, presentare ad ognuno il suo conto - Alstublief Meneer. Dat is de laste prijs van de fantastische emotieswinkel van G., onze dingen zijn goedkoop, maar U moet betalen nu -invece di sentire il profondo e inesorabile senso della fine di qualcosa che non è nemmeno iniziata, invece di guardare le macerie e non riuscire seriamente a buttarle via.

"…E poi, cosa ne capisci, tu, di questa meraviglia, quando un perfetto sconosciuto all’improvviso si trasforma nel fulcro vivo di tutti i sentimenti, di tutti i pensieri e tutte le fantasie? Cosa ne sai di esaltazione, come puoi capire una scintilla come questa tra due estranei, assolutamente estranei, che conoscono tutti gli articoli della costituzione e non hanno dubbi che dopo, passata la tempesta, torneranno ad essere soli? Soli… "

Ho ripescato questo brano da un post datato gennaio 2007, cambiano le persone, ma la situazione è sempre la stessa. Resto impantanata in questa dimensione incorporea di me in relazione agli altri, come se non ci fosse altro che questo: un mondo fatto di nulla dopo il quale, passata la tempesta, torno ad essere sola. Quando è stata l'ultima volta che non lo sono stata?


 

 

martedì, 17 novembre 2009

Se non muori non potrai mai risorgere. Io credo di essere morta abbastanza volte da ritenermi una professionista del settore. Altro che Gesù, lui l'ha fatto solo una volta e si è fatto pure aiutare dal grande capo. Io invece, nessuna spintarella, mai.

Poi rischio, mi struggo, mi umilio.

La morte di cui parlo è un totale lasciarsi andare di fronte agli eventi. Non opporre più alcuna resistenza. Bandiera bianca, avete vinto! Ho perso. Non ci provo più. Vi giuro non lo faccio più.

Poi mi arrendo. Mi arrendo.

Vada come vada mi faccio trascinare dalla corrente; non nuoto, galleggio sulla superficie dell'acqua, da qualche parte finisco. Sempre. Poi pian piano, mi scrollo di dosso il torpore, mi guardo in giro, e puff, di colpo, torno alla vita. Le ferite sono solo cicatrici superficiali.
La bellezza di rinascere è che puoi scordarti di quello che ti ha uccisa, resettare tutto e partire da zero. Anzi da uno, un ricordo bello lo devi tenere come terreno sul quale seminare la tua nuova esistenza.
La bellezza di rinascere è che rifarai certamente gli stessi errori, ma ti sembrerà ancora la prima volta.
Ho capito che è inutile dire mai più!, per quanta convinzione ci metta finisci sempre per ricascarci.
In caduta libera, via gli impedimenti, via le fonti d'attrito, via il paracadute!
Certo, potrei anche rimanere tranquilla, nel mio cantuccio a non porvarci mai. Sicuramente, riceverei molte meno mazzate, ma vuoi mettere risorgere? Risorgere! Risorgere!
 

postato da: animachecrepita alle ore 18:17 | Link | commenti
categoria:parole, pensieri, cinema, visioni, vita, sensazioni, sentimenti, passione, brano del giorno, vaniloqui e illuminazioni
domenica, 15 novembre 2009

Ciao G.,

scusa se non l'ho fatto prima, ma la nuova vita e i nuovi pensieri mi hanno un po' distratta. E poi le ricorrenze non ci sono mai piaciute, vero? Non che ti abbia dimenticato, anzi. Nei momenti di tristezza e di sconforto, quando ho paura o mi prende l'angoscia, basta pensarti e tutto sparisce. Perché anche adesso hai la capacità di mettermi di buon umore e di strapparmi un sorriso. E anche se non credo tu possa sentirmi (l'hai mai fatto? Hai potuto sentire l'affetto e la tenerezza nei tuoi confronti?), voglio dirti che ci sei ancora nel mio cuore strambo, nel mio cervello bacato.

postato da: animachecrepita alle ore 22:57 | Link | commenti
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sabato, 14 novembre 2009

Mi manchi.”, dice.

[risata fragorosa] “È una maledetta bugia.*”, rispondo.

 

*battuta rubata dal personaggio Gene Fackelmann in Infinite Jest.

Guarda adesso come piove
sui sentieri in fondo all'anima
storie che non hanno odore
è la mia realtà

Vorrei dare un nuovo nome
nuova linfa a tutto quel che c'è
ma ogni cosa è una ferita

Labbra blu - Diaframma (ma a seguire, la spendida versione di Cristina Donà)

mercoledì, 11 novembre 2009

Sto leggendo un libro (Women's History of the World) che vorrebbe essere un tentativo di scrivere la storia delle donne in maniera seria, ma non è che ci riesca molto. Alcuni argomenti che ho studiato o ai quali ho prestato attenzione sono qui trattati in maniera superficiale o riportati erroneamente. Però, nel complesso è utile per tracciare una, anche se sommaria, linea che va dall'origine ai giorni nostri e per smascherare certe convinzioni fallocentriche, tipo il mito dell'uomo delle caverne cacciatore e dominatore. La cosa più simpatica è che è farcito da una sottile ironia che si sposa molto bene con le mie attuali convinzioni.

Due perle:

Penis is the boy's best friend.

A man is just a lifesupport system for his penis.

Sagge sagge sagge parole!

 

postato da: animachecrepita alle ore 21:56 | Link | commenti (9)
categoria:varie ed eventuali, parole, donne, aforismi, passione, vaniloqui e illuminazioni
lunedì, 09 novembre 2009

Paying debt to karma

your party for a living

what you take don't kill

but careful what you're giving

Dream on – Depeche Mode

Giorni fa ho saputo che uno con il quale ho avuto una mezza storia (mezza perché solo lui credeva che stessimo insieme) ha finalmente coronato il suo sogno: avere una compagna con la quale dividere un tetto, un cane, affrontare il mutuo per una casa, andare in vacanza in camper. All'epoca tutte queste cose le voleva fare con me. Mi sono lasciata sfuggire: vacanze e cene pagate, regali, trattamenti da regina, fedeltà assicurata e io ci ho sputato su e detto no grazie, ripensandoci anche in maniera un po' vigliacca – mi sono dileguata senza una parola. Ho lasciato che il telefono squillasse a vuoto, non risposto ai messaggi fino a quando non si è stancato. Non so perché ho fatto una cosa del genere, ma il solo pensiero di dover rispondere al telefono mi metteva ansia e sentivo il respiro bloccarsi. D'altronde, lui non era innamorato di me (e chi può esserlo?), lo era di quella che potevo diventare per lui, cioè la metà della sua mela. Questa storia potrebbe essere letta come prologo a ciò che è stato di me e dei miei rapporti interpersonali (non solo amorosi o pseudo tali). In pratica, sto pagando per quella e per un altro paio di volte in cui mi sono comportata non troppo correttamente. Le persone scappano perché sono scappata per prima. Crediamo al karma e al fatto che adesso a occhio e croce la mia bella legge del contrappasso l'ho pagata e da qui in avanti andrà tutto liscio. Eppure sono pentita, se tornassi indietro risponderei a quel telefono e gli direi: “Fottiti tu e i tuoi cari progetti”. Tutto sarebbe andato diversamente? Boh. So solo che se avessi condiviso con questa persona gli stessi sogni ora non sarei dove sono ma a Firenze (e mi sarebbe andata anche bene), forse non sarei laureata, sicuramente non sarei stata a Tokyo, non avrei fatto quello che ho fatto (comprese le cazzate, e forse ci avrei guadagnato), i miei sogni sarebbero ancora più serrati in un cassetto, però certamente, dopo rate e mutui avrei avuto in progetto un bambino. In definitiva non sarei stata io. L'altro giorno pensandoci mi sono chiesta: "Saresti disposta a rinunciare a qualcosa per qualcuno?" . Ho avuto paura, è stata la prima volta che non ho detto subito, istantaneamente no. Comunque è ancora inesorabilmente NO.

domenica, 08 novembre 2009

Il famoso oroscopo oggi recitava: se saprai aspettare sarai ricompensata, più o meno. Ma io non sono la povera moglie del re di Itaca che attende anno dopo anno il ritorno del suo amato. Io sono Ulisse senza qualcuno che lo attende, tuttalpiù. Non so fare e disfare la tela in attesa del ritorno di qualcuno o dell'avvento di qualcun altro. Io fremo e scalpito, “viaggio” alla scoperta di nuovi luoghi e nuove persone. Armata di spirito dell'avventura, fotocamera, quaderno e musica, ammaliata non da sirene ma da uno splendido e raro sole, sono partita alla scoperta di un altro pezzetto di città. Niente mappe, solo istinto (sic, per la cronaca, al ritorno mi sono persa e ho dovuto sfoggiare il mio francese terra terra per chiedere informazioni e trovare una stazione metro).

Dove sono andata a finire?

In un atomo di ferro.
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In realtà, l'Atomium sarebbe stata una mezza delusione non fossi andata al tramonto in una bella giornata d'autunno. C'erano dei colori pazzeschi. D'altronde questo, come la torre di Tokyo sono obbrobri turistici che a me affascinano solo per l'altezza.
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Come al solito il viaggio in metro (che a Bruxelles vanno alla velocità di una tartaruga ferita) mi riserva dei momenti umanamente gradevoli, dei momenti in cui davvero vorresti abbracciare tuttii. Alla stazione una ragazza rideva perché non era riuscita ad entrare al volo nel treno come aveva fatto la sua amica. Rideva di gusto, lo faceva come se volesse far partecipare noi altri al momento di ilarità. Poi nel sedile di fronte a  mio si è seduto un ragazzo che guardava il cellulare e piangeva, cioè si tratteneva, ma non ce la faceva. Guardava il telefono e si asciugava gli occhi ormai rossi e un po' singhiozzava.

venerdì, 06 novembre 2009
Ebbene, ho terminato le 1000 e passa pagine del libro e mi è rimasto un senso di incompiutezza. Alla fine la storia non si evolve, non ha una vera e propria fine, ma credo che questo sia stato lo scopo dell'autore e anche la scelta più giusta. In questo romanzo la struttura e il linguaggio narrativo sono nuovi. la tristezza e l'ironia si mescolano fino a non capire più qual è l'una e qual è l'altra. Non poteva essere diversamente per un libro sulla dipendenza, sui bisogni, sulla perdita di speranze e sul desiderio.

Che non occorre amare qualcuno per imparare da lui/lei/esso. Che la solitudine non è una funzione dell'isolamento. [...] Che la validità logica di un ragionamento non ne garantisce la verità.che le persone cattive nonc redono mai di essere cattive, ma piuttosto che lo siano tutti gli altri. Che è possibile imparare cose preziose da una persona stupida.[...] Che a volte agli esseri umani basta restare seduti per provare dolore. Che la vostra preoccupazione per ciò che gli alti pensano di voi scompare una votla che capite quanto di rado pensano a voi. Che esiste una cosa che è la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza.
Infinite Jest - David Foster Wallace

postato da: animachecrepita alle ore 17:01 | Link | commenti (4)
categoria:parole, pensieri, letture, letteratura, passione, sottolineature, lettere vive, brano del giorno
mercoledì, 04 novembre 2009

Saranno miei a breve:

Femminismo e anarchia di Emma Goldman (ho scoperto che esiste l'anarcofemminismo)
Il secondo sesso di Simone De Beauvoir (non ho mai letto nulla di suo, mea culpa)
Biglietti agli amici di Pier Vittorio Tondelli (era da tanto che volevo leggerlo)
La ragazza che giocava col fuoco di Stieg Larsson (continua la lettura della trilogia)


Sottomano ho:

The women's history of the world du Rosalind Miles (tanto per cambiare un po' tema)

La principessa sul pisello di Luciana Littizzetto (per ridere un po')

La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano (sono sempre stata a un passo da comprarlo, adesso lo posso leggere aggratis)

Intanto:

Infinite Jest è quasi finito. Le ultime pagine stanno diventando ancora più intense, pur riuscendo a regalare grandi risate. Il personaggio di Mario, uno dei tanti che popolano il libro, è quello che forse mi ha colpito di più. Lo paragono all'Idiota di Dostoevskij pur non avendo la stessa centralità. Menomato gravemente dalla nascita, costretto ad usare supporti per muoversi e stare fermo, è nella sua purezza disarmante. Un sorriso stampato a forza dalla malformazione rivela un animo sereno, in pace con se stesso. Mario è l'unico che riesce a parlare con personaggi inavvicinabili, proprio per la sua capacità di ascoltare e di far sentire l'altro non giudicato. Capisce meglio di chiunque altro gli affanni, gli stati d'animo di chi gli sta intorno. Il mondo descritto è ormai alla deriva: il divertimento, l'intrattenimento, è diventato il fine a cui tutti tendono; le droghe sono l'elemento essenziale per andare avanti. In ciò emerge un'umanità misera, vuota, senza più alcuno slancio, interessata solo alle sostanze. Un'umanità non molto diversa dalla nostra, ahimè.

postato da: animachecrepita alle ore 15:44 | Link | commenti (2)
categoria:parole, pensieri, donne, letture, letteratura, passione, sottolineature, lettere vive