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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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domenica, 01 novembre 2009

Ho i crampi alle mani per quanto ho faticato. Cancellare pezzi di vita più che doloroso, è fastidioso, fisicamente spossante. Ogni dieci via. Bisogna lavare tutto, strigliare tutto a fondo, senza delicatezza. Voglio un'anima asettica, lucente, fredda, refrattaria e tagliente come l'acciaio. Guardo le ultime macchie e rido: non ci sarà alcun nuovo Piazzale Loreto, perché, se non te ne fossi accorto non me n'è mai fregato niente di vendette e brutti scherzi, non mi lascio scalfire da simili bassezze, non perché mi senta di aderire a chissà quale codice morale, semplicemente non mi diverto a vedere gli altri soffrire.

Credevo mi sarei sentita meglio, ma in questo momento non sto né bene né male. Guardo quelle pagine vuote e mi chiedo se davvero ci sia stato mai qualcosa. Forse è davvero tutto nella mia testa e dovrei farmi curare, da uno buono però. Magari farmi anche delle belle sedute di elettrochoc.


Piove, il vento spazza via le foglie secche e un po' dei miei pensieri.

Sono andata a vedere una mostra di arte contemporanea di artisti cinesi e belgi. Davvero emozionale. Subito sotto degli scalini c'erano dei vetri rotti e un cavo. A guardarli distrattamente sembrava incuria. Poi  lo sguardo si è soffermato su uno schermo messo prima dell'opera. Quei vetri rotti, tra i quali uno sporco di sangue, erano stati messi lì dall'artista dopo che con una sorta di sistema di amplificazione (ecco il motivo del cavo) li suonava, un po' come i fa con le carte delle caramelle, incurante del fatto che non si trattasse di carta ma di materiale tagliente, quindi sfregiandosi considerevolmente. Ho pensato che se hai una cosa, una sola cosa per cui vale la pena farsi del male, allora sei fortunato. Vivrai e ti nutrirai di quello e anche se ti porterà alla morte, saprai che non hai vissuto invano.
Mentre spulciavo le ultime novità dei sempre amati ma poco seguiti ultimamente Afterhours, ho scoperto che hanno collaborato con Mina nella realizzazione del suo ultimo album e che Manuel ha scritto e cantato con lei un pezzo. Per quanto non ami particolarmente la cantante, la canzone la trovo molto molto bella, forse perché sogno di dire anch'io: Adesso è facile.

postato da: animachecrepita alle ore 18:42 | Link | commenti (4)
Commenti
#1    02 Novembre 2009 - 23:14
 
ho una mini-lista di 5-6 album da scaricare appena ho una connessione di nuovo funzionale, e non un pc preso in prestito per un'ora. in questa lista c'era pure Mina, pensa un po'.
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#2    02 Novembre 2009 - 23:22
 
trovo che mina una delle più sopravalutate cantanti, ma questa canzone mi piace particolarmente. chissà forse è l'autore...
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#3    02 Novembre 2009 - 23:50
 
Io mi sono letto tutto il post, non ascolto la canzone perchè ho il Pc imballato..ma farsi del male per cosa..per una persona ? Per un'idea ? Per una speranza ?
Io se credo veramente in qualcosa do tutto, anche per evitare quel mostro che si chiama "senso di colpa"..che è qualcosa di dirompente e alle volte imbattibile..poi attraverso uno strano collegamento spazio-tempo mentre leggevo questo post mi è tornata in mente una citazione di Jimi Hendrix (una risposta ad un giornalista che gli chiedeva perchè incendiava le sue chitarre  sul palco)
"Bisogna distruggere per poi ricomprare  tutto"
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#4    03 Novembre 2009 - 00:10
 
intendevo farsi male per qualcosa di più grande di noi che brucia dentro e devi esprimerla, buttarla fuori in tutti i modi, per l'arte, per una passione (non nel senso di rapporto). be' jimi hendrix è un esempio lampante di quello che dicevo...:)
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categoria:pensieri, musica, visioni, vita, sensazioni, sentimenti, canzone del giorno, passione, afterhours, vaniloqui e illuminazioni