La settimana scorsa è stata utile per capire:
1) Che mi piace il crepitio della neve appena caduta e calpestata;
2) Che le mie scarpe non sono adatte a condizioni atmosferiche che vanno oltre la pioggia;
3) Che mi può piacere una città solo per l’aria respirata;
4) Che il mio curriculum può essere considerato interessante e che la mia creatività può essere palese;
5) Che sono troppo piena di vita, di sentimenti, di sogni da poter concedere a qualcuno l’esclusiva su di me. Non riuscirò mai a comprendere la gente che una volta fidanzata lascia tutto quello considerato affetto per concentrarsi solo sulla propria dolce metà. Com’è possibile che le persone si dimentichino di chi è stato accanto a loro, di chi ha vissuto, gioito e pianto con loro, di chi le ha ascoltate senza sbadigliare, rincuorate nel dolore, supportate nei momenti più importanti? A questo punto dovrei dubitare di essermi mai innamorata, considerando il fatto che non ho mai lontanamente pensato che il mio amato potesse sostituire e offuscare la schiera di amicizie che negli anni ho coltivato. Ma non posso credere che l’amicizia abbia valore solo in assenza di innamoramento, che sia un tappo ai vuoti sentimentali. Forse dovrei cessare di considerarla come il più bello, il più puro, il più disinteressato sentimento e cominciare a fare come fanno gli altri: trovarmi un uomo, uno qualunque, e metterlo sempre al primo posto, smettendo di ritenere prezioso il tempo passato con un’amica che non vedi da un sacco;
6) Che la libertà, intesa come autonomia affettiva, ha un prezzo. Costruire pezzo per pezzo la mia vita da sola, imparare a fare le cose senza l’aiuto di nessuno, affrontare le sfide senza qualcuno che mi sorregga mi preclude la visione di altre strade: la bellezza di poter affidare a qualcuno delle incombenze, anche di natura spicciola, la leggerezza di pensare che c'è qualcuno con cui sorreggere il peso della mia inquietudine;
7) Che a volte Trenitalia ha pietà di me e i treni arrivano puntuali, o quasi.
La Spesa – Marta sui tubi
Un'altra sera a casa a masticare noia e surgelati
La tv vomitava vacui colori, la luce dei pensieri è spenta
Programmerò il mio umore artificialmente e scriverò
un saggio su come perdere
tempo senza sprecare nemmeno un minuto.
Vieni a farmi compagnia fiamma di carta, perditi
con me nel labirinto di un monolocale
a coltivare il miraggio di stare con i piedi per terra
sopra il pavimento di un quinto piano condominiale
E non so come ma arriverò puntuale.
Mi manca un kilo di pace integrale
e due etti ci comprensione
e un cartone d' amore a lunga conservazione
Non rimane che fare la spesa
Continuare a pagare
per quello che voglio e quello che non ho ancora
E non so dove ma arriverò puntuale
Oh che vasta scelta
mi si presenta
che sceglierò
ma voglio di più
per riempire la cesta
Che sceglierò
Vorrei essere io una volta
scelto
"Sai di vivere una vita che è contronatura, dove un giorno è per la notte
dove la paura va scacciata via in un attimo, in un gesto attento di quell'anima un po’ scura che ti
porti dentro. O forse è naturale inseguire il destino, perder l'innocenza per sentirsi bambino e dalle facce appese alle circostanze fai un sorriso beffardo e non ti accorgi neanche"
"...Di spalle o col viso rivolto alla mia ermeticità gravità,
so di aver dio dentro, ma non è nient'altro che un piacevole stupro,
un fulmine, un fulmine dentro la schiena!"