cosa sono
Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
commenti recenti
Sottoscrizione a favore di Nichi Vendola Presidente 2010 su Facebook
archivio
categorie
links
foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
sabato, 14 novembre 2009

Mi manchi.”, dice.

[risata fragorosa] “È una maledetta bugia.*”, rispondo.

 

*battuta rubata dal personaggio Gene Fackelmann in Infinite Jest.

Guarda adesso come piove
sui sentieri in fondo all'anima
storie che non hanno odore
è la mia realtà

Vorrei dare un nuovo nome
nuova linfa a tutto quel che c'è
ma ogni cosa è una ferita

Labbra blu - Diaframma (ma a seguire, la spendida versione di Cristina Donà)

lunedì, 14 settembre 2009

Stanza d'albergo. Piena mattina. Il sole entra e si espande in tutta la stanza. Non ferisce, bagna e avvolge sensualmente tutti gli oggetti e i corpi che incontra. Sul basso tavolo una bottiglia di rakia quasi vuota e due bicchieri. Nel posacenere quel che rimane di due sigari profumatissimi. Lei è in piedi davanti alla finestra e guarda il pieno svolgersi della vita. Dov'era tutta quella gente ieri? E dove sarà domani?, si chiede. Si volta verso il letto e si acorge che anche lui è sveglio, gli occhi ancora socchiusi la guardano.

Happy Birthday!

Grazie. Perché?

Cosa perché ?

Perché sei qui ?

Per festeggiare il tuo compleanno, che domande!

E perché stanotte hai fatto l’amore con me?

Wow, ma tu non metti mai il cervello a riposo?

No. Rispondi per favore!

Non so, è capitato…

È capitato non è una buona risposta. Le cose non succedono cosi’.

Capitano perché le vogliamo far capitare, va bene?

Uhm.

Andava ad entrambi e l’abbiamo fatto. Che problema c’è?

Nessun problema sto solo tentando di capire.

Quando la smetterai di analizzare ogni minimo dettaglio?

Che c’è di male a voler capire certi meccanismi?

Niente, ma sta di fatto che non ti stai godendo la vacanza. Oggi è la tua festa e dovremmo spassarcela, fare tutto quello che ti va…

Hai visto, ho messo la tua maglia.

Si, ti sta bene.

Non l’avevo mai fatto prima d’ora, indossare gli indumenti di qualcuno la mattina dopo. La trovo una cosa cosi’ stupida. Stamattina, invece, volevo abbracciarti, ma non volevo svegliarti. Allora l’ho indossata.

Hai fatto bene. Adesso metto la tua.

Ridono e torna il silenzio. Fuori dalla stanza un mondo inconsapevole dell’esistenza dei due si affanna e parla lingue sconosciute.

Piano lei scivola nel letto, cerca nel corpo di lui incavi che possano contenerla in modo da creare una specie di puzzle umano.

Lui le cinge la schiena con un braccio , mentre con la mano libera le sfiora il viso.

Ho sempre sognato di venire qui, ma adesso che ci sono non me ne frega più niente. Potrebbe anche sprofondare lei con tutti gli abitanti.

E i bazar, neanche quelli t'interessano più?

No.

Stai bene qui, in questa camera?

So già che mi pentiro’ di quello che sto dicendo… sto bene con te.

Perché dovresti pentirti ?

C’è sempre qualcosa di cui pentirsi.

Mah…

Pensavo che fra un po’ arriverà una telefonata che avrà lo scopo di farmi sentire in colpa. Pero’, non ci riuscirà, lo so. Sono biasimabile per questo?

No, niente sensi di colpa perché non hai sensi di colpa. Puoi almeno tentare per un po’ di ore a non pensare a niente e vivere? Devi solo pensare a stare bene, siamo qui per questo.

Alla fine dovro’ pagarti per i tuoi servigi?

Cos’è, una battuta?

No, sul serio. Cosa sei? Cosa siamo? Riesci a dare una definizione di noi?

Senti, non eri tu quella di « meglio le cose indefinite », « le acque torbide », e stronzate del genere ?

Si’, ma adesso ho bisogno di capire. Sono stanca della confusione, dell’indefinitezza costante. Perché mi sembra tutto un casino e non respiro e mi sembra di morire se anche questa volta non ne vengo a capo. Ho bisogno di verità e obiettività.

Il cuore sembra dover da un momento all’altro staccarsi dalla gabbia toracica e schizzare fuori. Si calma solo quando tace e comincia a contare le ossa del torace di lui. Le passa in rassegna un’alla volta e quando ha finito ripete l’operazione. Conta e riconta fin quando non si addormenta.

giovedì, 04 settembre 2008

Nel sogno di questa notte ero un uccello, una gazza ladra per la precisione. Ero appollaiata su un antenna della tv e da quell’altezza riuscivo a vedere gran parte di una città, forse del nord o forse era solo inverno, perché c’era un’aria spessa e grigia, ma non era brutta. C’erano palazzi bianchi e rosa con i tetti dalle tegole rosse. Più in là c’era una macchia verde, probabilmente un parco, in cui c’era anche un lago, considerando il luccichio di acqua che si scorgeva attraverso i rami degli alberi. Ero  lì e mi guardavo intorno, nessun’altra occupazione. Una sensazione di calma si intrecciava con una profonda concentrazione sulle cose che vedevo.  Usando un ossimoro potrei dire che si trattava di una tranquillità tesa o di una tensione tranquilla. Non pensavo a nulla, ma tutto mi appariva chiaro. Ero una gazza: una lunga coda,  un manto nerissimo e una macchia bianca sul petto. C’erano altri uccelli, ma non mi facevano paura.  Nel volare trascinata da una corrente d’aria calda ancora di più il mio cervello era libero da ragionamenti, calcoli, problemi o aspirazioni. Nulla era più importante di me, del cielo e della terra sotto di me.

Mi sono svegliata, ero ancora nel mio corpo.

Migrazioni - Cristina Donà

E volare sopra campi sconfinati puntando a sud
Poi toccare con le ali le tue ali senza andare giù
Devi credere che al mondo non c'è niente di impossibile
Se atterri nell'ombra ricorda la luce anche s'è nascosta


Pensa leggero, come un foglio leggero
Assecondando anche le curve violente
Vola leggero su di un foglio leggero
La paura appesantisce la mente
Questo lo sai, lo sai

E tornare ad osservare le montagne che si immergono
In un attimo planare sulle cime dove nascono
Fiumi limpidi allenati su un percorso inesauribile
Se resti nell'ombra rispetta la luce anche se è nascosta

Pensa leggero, come un foglio leggero
Assecondando anche le curve violente
Vola leggero su di un foglio leggero
La paura appesantisce la mente
Questo lo sai, lo sai

Se ti perdi ancora nei dettagli
Allontanati dal tuo sentièro
La distanza spesso può aiutarti
A capire ciò che serve davvero

Pensa leggero, come un foglio leggero
Assecondando anche le curve violente
Vola leggero su di un foglio leggero
La paura appesantisce la mente

Torna leggero su di un foglio leggero
E non voltarti indietro mai, lo sai
E volare sopra campi sconfinati puntando a sud

 

domenica, 20 gennaio 2008

Ieri grande pomeriggio di musica in tv.

A “Scalo 76”, Raidue, con enorme sorpresa ho scoperto che c'erano i Marlene Kuntz e subito dopo Cristina Donà. A quel punto credevo di vivere la mia prima allucinazione non indotta perché è da anni che non c’è un programma musicale degno di tale nome.  Ma l’apice del godimento è stato vedere e ascoltare una splendida versione di “Nuotando nell’aria”. La Donà ancora una volta conferma di essere una spanna sopra le varie Pausini, Elisa e co. È immensa. I Marlene, specialmente Godano, sono trés chic.

postato da: animachecrepita alle ore 19:44 | Link | commenti (5)
categoria:musica, visioni, vita, sensazioni, sentimenti, passione, marlene kuntz, cristina donà
sabato, 15 settembre 2007

Universo - Cristina Donà

Parlami dell'universo
di un codice stellare che morire non può
di anime in continuo mutamento
e abbracci nucleari estesi nell'immensità
dove tu mi stai aspettando adesso...

...dentro una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
sino a ritornare sulle labbra
l'incanto è lo stesso
perchè niente è cambiato
anche se tutto è diverso.

Cantami dell'universo
di un codice stellare che mentire non può
cadono nel vuoto in un momento
miliardi di segnali
che accendono l'immensità
dove tu lo sai che poi mi perdo...

...dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
fino a ritornare sulle labbra
l'incanto è lo stesso
perchè niente è cambiato
anche se tutto è diverso...

perchè niente è cambiato
anche se tutto sembra diverso...

miliardi di segnali che accendono l'immensità....

...dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
fino a ritornare sulle labbra
l'incanto è lo stesso
e tu sei...
...dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
...dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo...


postato da: animachecrepita alle ore 18:16 | Link | commenti (6)
categoria:musica, canzone del giorno, cristina donÃ