Entro nel solito locale convinto che ormai ce la faccio a stare anche un’intera serata senza pensare a te. Certo, sono forte, sono un uomo come non ne esistono più. Una bestia rara di questi tempi pieni di presunti maschi che piangono come bambine a cui è stata tolta la bambola. Bah che schifo, io non piango mai, nemmeno sotto tortura, nemmeno se mi dovessero estirpare l’uccello. E poi che me ne faccio di te? Una stupida ragazzina, ecco cosa sei. Appena alzo lo sguardo ti trovo dritta davanti a me: stai ballando con un tizio, ma chi cazzo è?
E ti vedo ballare sporca puttana ma almeno così ora ti vedo
Mi faccio strada tra la gente sudata e affannata per venirti incontro e testare la tua reazione. Sì, non me ne frega niente di te e voglio dimostrartelo. Sono proprio di fronte, così vicino da sfiorarti, tra te e il tuo amichetto, ti tolgo la visuale e ti rubo l’aria, non riesci nemmeno a muoverti liberamente.
Mia è la tua posizione, mia è la tua posizione
Mio è il corpo che si contrappone alle tue scarpe a punta
Dopo, per mostrarti il mio savoir-faire mi sposto leggermente così da poter vedere come ti comporti con il tuo accompagnatore. Non c’è che dire, balli proprio bene. Quando si muove il tuo corpo sembra dire, “Ecco, scopami pure”. Puttana! Scommetto che già gliel’hai data. E chissà quanti te ne sei fatti da quando ci siamo lasciati.
Ancheggia ancora, fai vedere come scodinzoli
Fai vibrare il tuo pelo bagnato che ti lacrima intorno
Tu e il tuo nuovo fringuello con la faccia da esperto di calcio
Mi scuoto da questi pensieri rabbiosi. In fondo, come ti ho già detto, tu per me non sei più niente. Quindi posso reggere anche una rapida e gentile conversazione: “Ciao, come stai?”
Quel tuo cugino alto biondo riccio grasso rosso coi capelli a rasta si però ora basta dimmi come sta?
Rispondi fredda quasi infastidita. O sei in imbarazzo perché non ti aspettavi da me un comportamento di questo genere? Volevi che facessi scenate? No, non ti accontenterò. Ora che ti ho di fronte mi chiedo come ho fatto a stare con te. Ero proprio cotto. Ricordo ancora l’emozione di quando ti ho chiesto di uscire con me e tu hai detto sì. Ma poi tu hai cambiato atteggiamento e hai cominciato a farti mille problemi per la differenza di età. Non mi sembravi dello stesso avviso mentre ti facevi sbattere sul cofano della macchina, anzi.
Quattro volte la terra ha tremato sotto i miei piedi:
La prima volta quando ti sei accorta di me..
La seconda quando non l'hai più fatto..
La terza non me la ricordo..
La quarta volta è stata quando tu mi hai accusato di essere un... PEEEEEEEEEEEEEEEEEDOOOOOOOOOOOFIIIIIIIIIIIIILO!!!!!
Eppure con te sentivo di vivere una storia diversa dalle altre, fuori dagli schemi, libera dai squallidi progetti futuri. Bastava star insieme per capire che avremmo vissuto una vita meravigliosa e piena di sorprese, roba da far girare la testa. Urla di gioia avrebbero scandito le nostre giornate.
Vivremo dentro a un mondo beautiful, galopperemo le vertigini, alleveremo tuoni e fulmini,
Restituiremo il riso ai salici senza nessuno che ci giudichi,
Ci vestiremo di coriandoli e balleremo fino a lunedì
Rimuginare su ciò mi ha fatto cadere in uno stato pietoso. Ti guardo, sei qui, ma non sei più mia. Che tristezza! Te ne accorgi e mi sorridi. Fraintendo tutto e ti chiedo di uscire con me.
... e se ti chiederei di uscire con me?
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Sei una stronza! Rifiuti. Ancora una volta ti sei presa gioco di me. Ti vedo uscire dal locale mentre continui a ridere. Ti giri, i tuoi occhi scintillano vittoriosi. È l’ultima volta che ti vedo?
Col vaffanculo blu metallizzato i cerchi in lega i vetri scuri siete tipi duri dimmi dove vai?
NB: il testo in corsivo è tratto da Dominique ( Canzone di gelosia) dei Marta sui Tubi.