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Utente: animachecrepita
la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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sabato, 17 ottobre 2009

Qualcuno ha cercato su questo blog delle risposte non a una domanda, ma a uno stato di cose, cioè “non riesco a trattenere i miei sentimenti”. Bene, amico, ma più probabilmente amica, siamo in due. E questo di sicuro non ti aiuta. Se hai digitato su google una simile frase, a meno che non sia il verso di qualche canzone strappalacrime o altro, sei talmente disperata che ti affideresti alle parole di sconosciuti pur di sentire un po' di sollievo, ti capisco. Sorella, se mi conoscessi sapresti che non c'è persona al mondo che possa capirti meglio di me, in questo frangente. Ecco, il mio consiglio è: fai di tutto per trattenerli questi cazzo di sentimenti. Inventati qualcosa, usa punizioni corporali autoinflitte ogni volta che senti il bisogno di mostrarti. Perché mostrarsi per quello che si è e che si sente non paga. Mai. E tutte quelle stronzate sull'importanza di dire la verità, be' scordatele! Niente di più stupido e poco conveniente ai fini delle relazioni sociali. Ecco cosa serve fare, invece: non dire mai fino in fondo quello che si prova; darsi a pezzetti; farsi attendere (anche invano); mostrarsi distaccati; esprimere le proprie emozioni col contagocce e comunque, mai in un slancio entusiastico; congelare l'anima, frenare le parole, le idee, i propri istinti. Devi in definitiva dare ciò che l'altra parte vuole ma con moderazione, il giusto mezzo, essenzialmente un livellamento sentimentale. Sai, se ci conoscessimo anche tu abbineresti a me la parola estremista. Mai conosciute le mezze misure: passo con grande facilità e pericolosa velocità dallo zero emozionale in cui sembro una specie di asceta che non ha interesse per le cose umane ad una colata lavica di parole e sentimenti ed emozioni senza freni e senza ritegno ai limiti della decenza. Arrivata a questo punto non so se riuscirò a cambiare, forse fra altri 30 anni sarò una persona più equilibrata, nel frattempo mi tengo quella che sono. D'altronde, tutto questo rivelarsi e "darsi" non lascia mai un vuoto, anzi permette ad altri colori di nascere e riempirmi, scongiurando qualsiasi pericolo di aridità.

sabato, 28 giugno 2008

Spero che dopo ieri le notizie cattive siano finite almeno per il 2008 e che due tra le persone a cui tengo di più riemergano dal dolore che adesso le avvolge e possano tornare a vivere, ché la serenità è un miraggio.

Nonostante la mia avversione ai funerali, ieri ho voluto esserci: era il minimo che potessi fare per l’uomo che ha generato e cresciuto delle ragazze così speciali.

Anche se ti ho conosciuto solo di sfuggita, grazie C.

postato da: animachecrepita alle ore 10:36 | Link | commenti
categoria:pensieri, musica, vita, sensazioni, sentimenti, canzone del giorno, fabrizio de andrè, mestizia
giovedì, 11 gennaio 2007

Oggi ricorre l'anniversario della morte di Fabrizio De Andrè. Credo che non ci siano altre parole per ricordarlo e dirgli ancora grazie se non le sue.

 La Guerra Di Piero

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi

Lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente

Così dicevi ed era d’inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve

Fermati Piero, fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce

Ma tu non lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcarr la frontiera
in un bel giorno di primavera 
E mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore

Sparagli Piero, sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue 

E se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore 

E mentre gli usi questa premura
quello si volta, ti vede e ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia

Cadesti a terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato

Cadesti a terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno

Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all'inferno
avrei preferito andarci in inverno 

E mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi il fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.

postato da: animachecrepita alle ore 10:56 | Link | commenti (1)
categoria:musica, fabrizio de andrè
lunedì, 16 ottobre 2006

Mi servirebbe l'Ottico di Fabrizio De Andrè, non solo per  la mia miopia.

Mi servirebbero proprio lenti speciali attraverso le quali vedere cose migliori di quelle che vedo adesso e non solo con gli occhi.

Un Ottico

Prima parte:
Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali.

Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall'orbita e non voler ritornare.

Seconda parte:
Primo cliente - Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.

Secondo cliente - Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia.

Terzo cliente - Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov'è l'ape regina?
Forse è volata ai nidi dell'aurora,
forse volata, forse più non vola.

Quarto cliente - Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l'allegria
all'alba un po' di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo.

Faremo gli occhiali così!
Faremo gli occhiali così!

 

postato da: animachecrepita alle ore 17:00 | Link | commenti
categoria:musica, canzone del giorno, fabrizio de andrè
domenica, 01 ottobre 2006


Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"

non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pesarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,

digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carenze dell'amore
era facile ormai

non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,

ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi

sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,


andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,

continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.

postato da: animachecrepita alle ore 16:38 | Link | commenti
categoria:musica, canzone del giorno, fabrizio de andrè