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la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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martedì, 01 luglio 2008

Sogno continuamente di ritornare in Giappone, e di rincontrare le persone care. Nei sogni non c’è traccia di un rimpatrio, come se mi recassi lì per rimanerci. E sono felice, mi sento a mio agio: niente apnee, né catene.

Chissà quando potrò tornarci nella realtà?

Mi piacerebbe questa volta fare un’esperienza diversa, magari fare come quelli che si recavano in pellegrinaggio nei grandi templi del Giappone; la letteratura è piena di diari di viaggio di questo tipo. Potrei percorre le strade che Kawabata descrive in Izu no Odoriko  (la danzatrice di Izu) o seguire le sue tracce, recandomi a Osaka e Kamakura. Oppure potrei errare come Basho e farmi cogliere dall’istantaneità della natura. Andare a Kyoto, chissà se mi prenderebbero come apprendista geisha (una volta per tutte: la geisha non è nella maniera più assoluta una puttana)?

Per il mio viaggio avrei bisogno di poco: la scotola di latta dove mettere il mio bento, un cuscino, e un taccuino per fermare i pensieri su carta.

遅き 日の

つもりて 遠き

昔かな

( Trad.:Nell'accumularsi dei lenti giorni, quanto è lontano il passato)

Yosa Buson

postato da: animachecrepita alle ore 19:13 | Link | commenti (4)
categoria:varie ed eventuali, pensieri, giappone, ricordi, vita, haiku, letture, sensazioni, sogni, sentimenti, passione