Se adesso interrogo l'oroscopo per sapere cosa fare, il prossimo passo verso l'oblio, la completa mancanza di razionalità, sarà comprare i baci perugina non per mangiarli ma per leggere le frasi profetiche al loro interno. Interpreto anche gli avvenimenti più banali come chiari segni della strada da intraprendere. E sono del tutto fuorvianti, ça va sans dire.
Eppure ricordo di essere stata chiara con me stessa: never again, mai più soffrire! L'unica cosa che ho imparato a fare è a non piangere. Ma sarà più salutare non lasciarsi sopraffare dalle lacrime? Il mio stomaco non ne è molto convinto.
Devo solo ricordarmi di respirare e ripetere a mo' di mantra “è tutto nella tua testa”. E devo godermi questo piacevole gioco sterile e puerile. Sono io che l'ho voluto e tocca a me andare a fondo o dritta verso l'obbiettivo come un kamikaze che lotta in una guerra inutile. Prima o poi mi toccherà cominciare l'opera di cancellazione di ogni traccia che è stata. Quando farò piazza pulita, dentro di me non sarà cambiato niente ma avrò davanti agli occhi di nuovo una pagina bianca da riempire, sperando che ritentando sarò più fortunata, sempre a proposito di frasi profetiche abbinate ai dolciumi. È ancora presto adesso. Sguazzerò per un altro po' nei fiumi di parole vane che hanno costruito un mondo immateriale e del tutto vuoto, mi lascerò attraversare da esse ancora una volta, lascerò che mi ammalino, mi convincano della loro consistenza, eppoi nuovamente mi feriscano in un processo di filtraggio a tappe, fino a quando non tornerò in piedi, di nuovo pulita in equilibrio, ascetica e meditativa, perché una cosa mi è chiara: non sono fatta per i sentimenti. Un buon modo per accelerare il processo sarebbe quello di progettare un viaggio. Penso già a come festeggiare il mio trentesimo (30!) compleanno: Istanbul, 2-3 giorni, io e la città dei miei sogni, tutto quello che mi serve: bazar e fumerie, Hagia Sofia e il Bosforo, litri e litri di rakia, dolci ricchi e lussuriosi, bagni turchi (specie di saune, eh) e (speriamo) turchi. D'altronde questo è e sarà un disco rotto, una delle mie molteplici ossessioni, fin quando non ci metterò le zampe. Voglio ubriacarmi di vita, voglio sentire ogni sapore ogni odore ogni tocco ogni colore ogni suono, voglio stare con le antenne alzate a captare ogni minima sfumatura. Perché sono viva, il mio sangue è ancora caldo e i miei occhi non sono ancora stanchi.
Non so da dove sia uscita, ma è da ieri che ho questa immagine nella testa: io su un ring con un'“entità” con la “S” di speranza incollate sulla tutina fluorescente che me le da di santa ragione. Cado ripetutamente, mi rialzo ogni volta cercando almeno di stare in piedi, non mi difendo. I colpi fanno male: uno allo stomaco mi piega in due e basta un soffio per tornare al tappeto. Ma ancora ho la forza di rimettermi verticale, la vista è annebbiata e non distinguo più i colori, vedo solo rosso. Poi il pugno finale quello da KO, quello che mi stende definitivamente. L'arbitro alza il braccio del mio avversario decretando il vincitore dell'incontro. Cerco di stare almeno in ginocchio, mi fa male tutto, tocco il mio viso che dev'essere tumefatto, passo una mano sul naso e sulla bocca, la guardo. È piena di sangue caldo, lucente, intenso. La sua vista non mi impressiona né terrorizza, anzi mi fa sorridere. Nonostante non possa muovere nemmeno un muscolo senza provare dolore, comincio a ridere prima sotto voce, poi sempre più forte. Quando provi tanto dolore arriva un certo momento in cui non senti più niente, quasi un'anestesia senza anestesia, anzi comincia a piacerti quel particolare languore che si sviluppa quando sei ferita. Barcollando e ridendo vado a congratularmi con il vincitore. È tutto così tremendamente ridicolo. Il mio dolore è ridicolo, comico e grottesco. Almeno non mi si può dire che non abbia coraggio.
La vita è proprio okay
lui dice, e pensa un po',
sarà okappa per qualcuno,
per gli altri è kappaò.
Il pugile sentimentale - Vinicio Capossela
categoria:parole, pensieri, musica, ricordi, visioni, vita, sensazioni, sentimenti, canzone del giorno, passione, vinicio capossela, vaniloqui e illuminazioni, il marcio che è in me






