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la continua mancanza di qualcosa (a che scopo aggiungere tra gli amici gente di cui nemmeno si conosce cosa scrive nel proprio blog? perché questa smania insensata di ammassare "amici" come se fossero accessori per abbellire la propria pagina? qui io sono ciò che scrivo, se non ti interessa è del tutto inutile contattarmi)
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venerdì, 03 ottobre 2008

Ieri ho fatto una minimaratona cinematografica guardando le avventure on the road dei Leningrad Cowboys, cioè Leningrad Cowboys go America e Leningrad Cowboys meet Moses. Si tratta di due film di Aki Kaurismaki, entrato ormai appieno nel mio olimpo personale.  Nel primo un gruppo musicale composto da musicisti alquanto strampalati – basti guardare il loro look - dalla Siberia va in America per cercare fortuna e diventare una rock ‘n’roll band  in piena regola, di quelle osannate dalle folle. Ma le cose non vanno come devono andare e si ritrovano ad attraversare gli Stati Uniti tenuti a stecchetto dal loro terribile manager Vladimir  per approdare in Messico a fare d’accompagnamento ai matrimoni. Proprio in Messico comincia il sequel: ormai i cowboy venuti dal freddo sono diventati dei nullafacenti impestati dalla tequila. A riportarli sulla “retta via” ci pensa Moses, al secolo Vladimir che, smessi i panni da impresario, è diventato profeta e si impone il compito di ricondurre i suoi protetti nuovamente in patria. E ci riuscirà attraversando una serie di peripezie. I due film sono delle favole non edificanti, in cui l’elemento surreale è predominante come è centrale una comicità spicciola, ma a tratti disarmante. La musica fa da collante agli avvenimenti.

Fortissima la scena in cui, seduto alla panchina della stazione di Lipsia, Moses si scontra a colpi di Bibbia con un giovane di nome Lenin che risponde con la lettura de Il Capitale di Marx. In mezzo ai disputanti c’è un terzo che gusta beato un gelato del Mc Donald. Come dire: mentre le due ideologie si scontrano il capitalismo agisce indisturbato. 

sabato, 30 agosto 2008

… dei film di Kaurismaki

 

Che cosa le devo, allora?

Se mi vedi a faccia in giù sulla strada, rivoltami.

 

 

Sono stato sulla luna.

Davvero? E come l’hai trovata?

Molto tranquilla.

Hai incontrato nessuno?

Veramente no, sai, era domenica.

È per questo che sei tornato?

Sì sì, e anche per altri motivi.

 

Tratti da L’uomo senza passato di Aki Kaurismaki

 

È un film realistico e surrealista allo stesso tempo, ciò che riesce solo ai grandi artisti. Alla cupezza delle immagini e dell’ambiente si mescolano  la freschezze e l’umorismo dei dialoghi. I personaggi sembrano poco convinti di quello che stanno facendo ma si trascinano nelle azioni quotidiane e in quelle importanti, spinti da una forte umanità. La trama è abbastanza semplice: un uomo giunto in città da chissà dove viene picchiato selvaggiamente e a causa di ciò perde la memoria. Fugge dall’ospedale in cui lo credevano già morto e trova rifugio presso una povera famiglia. Non senza difficoltà riesce pian piano a rifarsi, nel vero senso della parola, una vita, trovando anche l’amore. Il finale è molto tenero.

 

PS: Ma perché scopro le cose sempre in ritardo rispetto al momento in cui accadono? Da una parte sono fortunata, così posso dire di avere ancora in serbo per il futuro perle da vedere leggere o ascoltare.

 

Con la colonna sonora il regista ha sicuramente fatto centro, formidabile.

postato da: animachecrepita alle ore 20:45 | Link | commenti
categoria:varie ed eventuali, pensieri, cinema, visioni, vita, sensazioni, sentimenti, passione, sottolineature, kaurismaki